ARCHITECTURE / TRAVEL / video

48 HOURS IN VENICE

Venezia. Surreale e romantica, chiusa nel proprio mondo e aperta al mondo, è uno dei simboli dell’italianità ma è anche il palcoscenico scelto per alcune delle manifestazioni più importanti al mondo dedicate  all’architettura, al cinema, all’arte e al design.

Per la Biennale Architettura 2018 c’è tempo fino al 25 Novembre, ma di buoni motivi per visitare Venezia ce ne sono sempre molti.

• Espace Louis Vuitton Venezia

Abbiamo trascorso due giorni in questa città fuori da ogni schema, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Emissary Forks at Perfection” dell’artista americano Ian Cheng. Dal 2010, Cheng sviluppa un corpo artistico unico nel suo genere che include simulazioni digitali autogeneranti sotto forma di grandi e coinvolgenti proiezioni audiovisive. Le sue opere, una miscela di scienze cognitive, programmazione computerizzata ed estetica dei videogiochi, esplorano il potenziale delle nuove tecnologie con sensibilità e arguzia. E’ stata una scoperta, è stato un salto in un’altra realtà e osservarla mentre era in grado di evolvere in modo autonomo ci ha lasciati a bocca aperta e con tanto domande nella testa.
Il nostro racconto di questi due giorni è racchiuso in un video, la magia di Venezia sembra diventare tangibile, da toccare con mano.

“Emissary Forks at Perfection”, Espace Louis Vuitton Venezia, Calle del Ridotto 1353, fino al 25 Novembre 2018.

• Negozio Olivetti di Carlo Scarpa.

Un capolavoro, uno dei posti che lascia senza parole. Qui le dimensioni del progetto non contano, c’è la magia che solo alcuni progetti raccontano senza sentire il passare del tempo. Piazza San Marco, 101.

• Fondazioni Querini Stampalia.

Anche qui è la traccia lasciata da Carlo Scarpa a portarci al suo interno. Un’opera di restauro che si concentra al piano terra di questo palazzo Ottocentesco, con un nuovo ponte d’accesso, l’entrata, lo spazio espositivo e il giardino. Campo Santa Maria Formosa.

• Il Fondaco dei Tedeschi.

Ci spostiamo verso un progetto fortemente contemporaneo, quello firmato OMA per uno degli edifici più riconoscibili della città, oggi destinato a spazio commerciale. La vista sulla città dalla terrazza panoramica è la cartolina di Venezia da portare a casa. Calle del Fontego dei Tedeschi, Ponte di Rialto.

Photo Credit: simple flair. Video: Malaka.

ARCHITECTURE / DESIGN / FASHION / TRAVEL

4 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Facciamo una fotografia oggi, di quello che ci piace, che ci piacerebbe fare e raccontare ed ecco per punti, senza troppi giri di parole, chi e cosa stiamo guardando con particolare interesse.

1• Faye Toogood.

Seguiamo da anni il lavoro di questa designer brittanica e, oggi più che mai, ne apprezziamo i progetti. Riesce a spaziare dalla moda all’arredo, dagli allestimenti agli interni privati, sempre con una coerenza leggibile ad ogni linea disegnata su un foglio e ad ogni materiale scelto. Rimaniamo costantemente aggiornati sul suo profilo instagram e ad ogni progetto pubblicato non possiamo che apprezzare.
fayetoogood.com

2• Biennale Architettura 2018.

E’ uno degli eventi dedicati all’architettura più importanti al mondo ed è in Italia, a Venezia. Quest’anno torna fino al 25 Novembre e rimane imperdibile per chi dell’architettura ha fatto un lavoro e per chi continua ad osservarla da vicino nonostante sia solo una passione.
labiennale.org/it/architettura/2018

3 • Formentera.

Il richiamo delle vacanze è forte, sembra di sentire il rumore del mare anche in città e la nostra isola preferita del Mediterraneo rimane Formentera, per quel mix unico di spiagge da sogno e strade sterrate, scooter e costume tutto il giorno, voglia di relax ma anche di festa. Ci vediamo al tramonto, a piedi nudi e con in mano un mojito.

4• Spazio Sunnei

E’ un progetto di Studio Modulo e nasce dalla collaborazione che da anni sancisce il legame con Sunnei. Spazio Sunnei è sia shop che studio, perché qui è possibile trovare la collezione completa del brand ma anche vedere all’opera il team di creativi che dà vita ad ogni pezzo. Da non perdere il piano meno uno, una vasca totalmente blu che dopo il piano terra in total white è un vero colpo al cuore. sunnei.it/spazio-sunnei

Photo Credit: instagram.com/t_o_o_g_o_o_d, instagram.com/labiennale, simple flair, sunnei.

agenda / DESIGN / EXHIBITIONS

DOVE CI VEDIAMO IN AUTUNNO?

Un autunno che racconta il design da tanti punti rivista, attraverso manifestazioni diverse e complementari che ruotano intorno al mondo del progetto e lo rendono protagonista.

• Biennale di design di Lubiana. La venticinquesima edizione della edizione più longeva dedicata al design è stata affidata alla curatela dell’italiana Angela Rui e della slovena Maja Vardjan e si intitola “Faraway, So close”. Incursioni dai maggiori protagonisti del mondo del progetto per raccontare il progressivo ritorno alle campagne attraverso la Biennale di Design in corso fino al 25 Novembre.

• Brera Design Days. come recita il sito web: “un ciclo di incontri, mostre, workshop incentrati sul tema Progetto e innovazione tra digitale e territorio”. Per continuare il dialogo tra Milano e il design l’appuntamento è in Brera dal 6 al 12 ottobre.

• Venice Design Week. Anche Venezia ha la sua design week ed è aperta non solo agli addetti al settore ma anche ad appassionati e curiosi alla ricerca di nuovi stimoli tra esposizioni, workshop e eventi. Quello dal 7 al 15 ottobre è un bel periodo per tornare a Venezia, da non sottovalutare la concomitanza con la Biennale d’Arte.

Tutti gli appuntamenti da non perdere

• Milano Design Film Festival. Una manifestazione che utilizza codici espressivi del linguaggio audiovisivo per raccontare la cultura del progetto. Film d’autore e di registi esordienti per svelare modi d’abitare, design, architettura, city planning e sustainability. L’appuntamento è al Cinema Anteo dal 19 al 22 Ottobre.

• Operae. l’edizione curata da Alice Stori Liechtenstein offre una lettura più aperta del design, dai confini indefiniti e con la voglia di innescare un cambiamento. A Torino dal 3 al 5 Novembre.

Ordine Disordine Caos. Arriva il secondo appuntamento della trilogia curata da Riccardo Crenna e Simona Flacco di simple flair con Davide Fabio Colaci per The Box Milano, supportati da Arper. Il secondo appuntamento indaga il tema del disordine attraverso il progetto di Astrid Luglio. L’appuntamento è il 29 Novebre da The Box Milano, in Piazza Bertarelli 4. Qui è vietato mancare!

Photo Credit: Visit Lubiana, MDFF.

ARCHITECTURE / TRAVEL

3 IDEE PER UN WEEKEND LUNGO

Ormai è chiaro: gli appassionati di design e architettura quando viaggiano non scelgono destinazioni casuali ma sono sempre alla ricerca di mete che siano anche una fonte d’ispirazione.

Los Angeles

Talmente grande che pensare di visitarla in pochi giorni sembra impossibile ma tra i nostri itinerari preferiti ci sono alcuni imperdibili come il Getty Museum  progettato da Richard Meier e il più recente The Broad, museo di arte contemporanea firmato da Diller Scofidio + Renfro.

Se non vi sembra abbastanza, a Los Angeles c’è una delle case più belle al mondo, quella dei coniugi Eames, un vero manifesto in grado di raccontare un pezzo di storia del design.

Viaggiare da Da Los Angeles a Copenhagen

Venezia

Non solo tra le città più romantiche del mondo, Venezia è la meta perfetta per chi vuole in pochi giorni collezionare esperienze diverse. Dal Negozio Olivetti alla Fondazione Querini Stampalia la firma di Carlo Scarpa è un filo conduttore da seguire per poi deviare il percorso verso T Fondaco Tedeschi, l’ex palazzo delle Poste trasformato in store di lusso dallo studio OMA di Rem Koolhass. In questi mesi l’occasione di visitare Venezia è ancora più quotata, sono i mesi della Biennale d’Arte!

Copenhagen

Meta per eccellenza scelta dagli amanti del design nordico è anche una città ricca di opere architettoniche progettate da nomi eccellenti come MVRDV, Jean Nouvel, Arne Jacobsen e Daniel Libeskind. Nel caso della città danese sono sicura che ad attirare l’attenzione sarà il design, quello di brand come Normann Copenhagen e Hay che qui sono nel proprio habitat naturale. Sarà difficile non tornare a casa con un souvenir di design!

Oltre a Copenhagen, Venezia e Los Angeles potete sempre scegliere Berlino o Londra e in quel caso non dovete far altro che scaricare le nostre guide!
Le trovate qui e qui

Photo Credit: The Broad, Simple Flair on Instagram.

agenda / ARCHITECTURE / EXHIBITIONS

BIENNALE ARCHITETTURA 2016: COSA FARE E DOVE ANDARE

Venezia si anima e questa volta non parliamo di design ma di Architettura con la Biennale curata da Alejandro Aravena. L’architetto cileno è il primo nome da fare per raccontare questa edizione, la sua presenza fisica tra i padiglioni è tangibile e non è un caso se questa Biennale sia tra le più interessanti degli ultimi anni.

C’è un profondo segnale di ottimismo: nella scelta di guardare al futuro, nelle considerazioni fatte tra i giardini e l’arsenale, nello scrutare nuove frontiere, nell’utilizzare un linguaggio accessibile a tutti.

Se tutto questo si poteva immaginare anche solo dopo l’annuncio del tema e del curatore, quello che non potevamo raccontare prima di visitare la Biennale è la nostra selezione di imperdibili tra Arsenale, Giardini e Progetti Speciali.

Andiamo per punti e scopriamo cosa c’è da vedere con foto e indirizzi

ArsenaleCampo della Tana, 2169/S, 30122 Venezia

Reporting from the front. L’installazione all’ingresso non è solo altamente fotografatile (in copertina) ma è il preludio ad un percorso espositivo dai contenuti forti. La prima sala è stata infatti allestita con 100 tonnellate di materiali recuperati dalla precedente edizione della Biennale. Curato dallo studio di Aravena affronta subito temi come sostenibilità, riuso, capacità di sfruttare anche gli scheletri del passato per pensare al nuovo.

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Il progetto dello studio Transsolar dimostra come la scelta consapevole di incanalare la natura piuttosto che contrastarla sia non solo lungimirante ma fattibile. I fasci di luce protagonisti dell’installazione curata dallo studio tedesco sono un messaggio chiaro, particolarmente leggibile nel buio dell’arsenale.

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Lo studio di Treviso C+S Architects modella una struttura dove l’idea di equilibrio si esprime in tutta la sua forza. Forze opposte e contrarie, la capacità di descrivere l’equilibrio attraverso l’instabilità e la tensione continua di diversi elementi porta il visitatore a percepire la realtà da un altro punto di vista: il percorso si innalza e abbraccia le colonne delle Corderie all’Arsenale. Un nodo, un gioco senza fine evidenziato dal colore rosso.

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Minimalismo assoluto allinterno del Padiglione dell’Albania, con lo spazio riempito attraverso le voci  di pensatori e cantanti diffuse da un vinile da 12 pollici per raccontare il processo di urbanizzazione determinato in questo Paese dal dislocamento e dalla migrazione.

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Il Padiglione del Kuwait è un mare di specchi con le isole protagoniste del racconto di un contesto legato al passato e che guarda al futuro. I curatori, Hemed Bukhamseen dal Kuwait e Ali Karimi dal Bahrain, esplorano la possibilità di rendere un territorio luogo di unione e di pace.

padiglione_italia

Nel Padiglione Italia poco spazio ad allestimenti spettacolari o a teorie sul futuro, qui si portano esempi concreti di come l’architettura può contribuire alla questione sociale. Realizzato con quello che restava del padiglione irlandese all’Expo e progettato dallo studio TAMassociati, si preoccupa di come prendersi cura degli spazi progettando per il bene comune.


Giardini
Sestiere Castello, 30122 Venezia

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Spagna. Iniziamo da chi ha portato a casa il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale. Vincitore di merito con un padiglione folgorante: per contenuti, allestimento, coerenza e, in definitiva, bellezza. Qui il racconto è chiaro e narra la storia di progetti non terminati a causa della crisi e di recuperi con l’aggiunta di una selezione meticolosa di architetti emergenti. Quando la creatività supera i limiti economici e materiali di un contesto la storia è quella raccontata dalla Spagna.

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Svizzera. Il padiglione svizzero è occupato da un elemento controverso, con una struttura anatomica che sembra essere ispirata ad un libro di geologia, non offre risposte a domande ma apre una serie infinita di considerazione ed interpretazioni.

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Australia. La piscina è un simbolo della cultura made in Australia e diventa l’esposizione del padiglione, con tanto di persone pronte a farne parte immergendosi nell’acqua.

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Germania. Concreta come solo i tedeschi riescono ad essere, con il loro padiglione si allontanano dalle installazioni legate all’arte e alle ricerche teoriche in favore di risposte chiare e definite. Qui si parla di chiusure di frontiere e l’auspicio è verso l’apertura, a tal punto di abbattere fisicamente dei muri presenti all’interno del padiglione per tradurre un senso di apertura.

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Nordic Nations. Finlandia, Norvegia e Svezia sotto lo stesso tetto (quello progettato da Sverre Fehn negli anni Sessanta) hanno dato luogo ad un’arena aperta ai dibattiti. Una struttura a gradini in legno mette a confronto lo stato dell’architettura di questi tre paesi dalle tradizioni importanti e la proposta contemporanea viene espressa attraverso le schede colorate che animano la struttura in legno: sono asportabili e raccontano 300 proposte selezionate tra le candidature arrivate.

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Serbia. Il padiglione della Serbia punta l’attenzione sul rapporto tra giovani progettisti e dinamiche legate all’industria attraverso il progetto di tre (giovani) architetti che invitano i visitatori ad ascoltare, sedersi ed interagire con lo spazio. Qui il blu ceruleo della rampa è l’evento centrale  e rappresenta l’idea di “lavoro” con l’accompagnamento dei suoni e delle onnipresenti prese di corrente.

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Denmark. Una serie di modelli, prototipi di progettazione con un approccio umanistico, una serie infinita di spunti e di idee da collezionare. Qui il messaggio è una sovrabbondanza di informazioni, in grado di generare confusione creativa.


Progetti Speciali

Building in Paris. La Fondation Louis Vuitton presenta  “Building in Paris”, la mostra che racconta il progetto di Gehry realizzato a Parigi per la Maison attraverso i modelli in scala e chi schizzi dell’archistar, un percorso emozionante per scoprire da vicino i passaggi dietro un progetto complesso come questo.

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In questa occasione all’interno dell’Espace Louis Vuitton a Venezia e come parte della mostra si inserisce l’installazione di Daniel Buren per le vetrate, suggestivo accompagnamento per i modelli realizzati dal Gehry Partners Studio che sembrano galleggiare in uno spazio liquido.
Un’occasione unica per scoprire, passo dopo passo, la storia di un sogno realizzato da Gehry.

«Sogno di progettare a Parigi un magnifico vascello, che simboleggi la profonda vocazione culturale della Francia». F. Gehry

Espace Louis Vuitton Venezia, Calle del Ridotto 1353, 30124

Zaha Hadid. La prima edizione della Biennale d’Architettura dopo la scomparsa di Zaha Hadid non poteva che dedicarle un capitolo del suo contenuto con una retrospettiva dedicata al suo lavoro, dai disegni ai modelli disegnati durante la carriera di uno dei simboli al femminile della storia dell’architettura.
Palazzo Franchetti, Campo Santo Stefano, San Marco, 2847, 30124

Venice Design 2016. Uno spazio dedicato al design all’interno della biennale dell’Architettura non poteva mancare.  Il focus principale esplora il ruolo dei prodotti nella vita quotidiana delle persone, tra i partecipanti Alessandro Mendini e Paul Kelley.
European Cultural Centre, Palazzo Michiel, Campo Santi Apostoli, 30124

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S.O.S. Sottsass Olivetti Synthesis. All’interno del Negozio Olivetti progettato da Scarpa ed oggi parte del patrimonio del FAI viene presentata la mostra dedicata a Synthesis, il rivoluzionario sistema di arredi per l’ufficio disegnato da Sottsass per Olivetti.
Piazza San Marco, 101, 30124 Venezia

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Resistance. Un esperimento sul concetto di resistenza attraverso le interpretazioni e gli esperimenti fatti sulla pietra da grandi nomi, da Alvaro Siza  a Bijoy Jain.
Villa Hériot, Giudecca Island

photo credit: Simple Flair + Architettura Italiana (x padiglione Italia) + CNN (x padiglione Australia)

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