TRAVEL

MILAN DESIGN WEEK SURVIVAL ADDRESSES

Come sopravvivere alla Design Week quando le cose da fare/vedere sembrano non finire mai? L’agenda è fitta ma, per superare indenni la settimana, non si possono dimenticare le ordinarie azioni quotidiane.
E allora dome mangiamo, beviamo e dormiamo a Milano?
Una short list di nomi senza troppi indugi, da copiare e incollare tra gli indirizzi per la sopravvivenza in città

DORMIRE – Avrai bisogno di riposare, prima o poi

Straf Hotel – via San Raffaele, 3
Senato Hotel – via Senato, 22
Armani Hotel – via Manzoni 31

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Straf Hotel

MANGIARE – Per una dose aggiuntiva di energia

Marta Bibendum – via Matteo Bandello, 14
Mantra Raw Vegan – via Panfilo Castaldi, 21
Ceresio 7 – via ceresio 7
Dry – via Solferino, 33
Antica Trattoria della Pesa (milanese vero) – viale Pasubio, 10

BERE – Un drink (o due) per concludere la giornara

Rita – via Angelo Fumagalli, 1
Ugo – via Corsico, 12
Bar Basso – via Plinio, 39

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Mantra Raw Vegan

COMPRARE – Un libro è un compagno perfetto

Taschen – via Meravigli 17
121+  – via Savona 17
Triennale – viale Allemagne 6
Corso Como Bookshop – corso Como 10
Armani Libri – via Manzoni 31
Hoepli – via Ulrico Hoepli, 5

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Taschen

COMPRARE – Per avere come ricordo un pezzo senza tempo

Spazio 900 – viale Campania 51
Nilufar – via della Spiga 32 e viale Vincenzo Lancetti 34
Rossana Orlandi – via Matteo Bandello, 14/16.

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Spazio 900

credits: cersio7, straf hotel, mantra raw vegan, taschen, Andrea Daidone.

INTERIORS / photography / TRAVEL

TASCHEN MILANO

Il 16 Aprile 2015, nel bel mezzo della Milano Design Week, Taschen ha celebrato l’apertura del suo primo flagship store in Italia, a Milano nella centralissima Via Meravigli. Il negozio, che aveva che aperto le porte al pubblico in anteprima lo scorso Dicembre, diviene uno spazio permanente in fermento, un vero e proprio luogo di ritrovo per gli appassionati di arte, architettura, design, musica, moda e fotografia.  Questi gli inamovibili capisaldi che fin dagli esordi tracciano l’originale e coraggiosa linea editoriale della casa editrice tedesca. Fondata nel 1980 da Benedikt Taschen come negozio di fumetti a Colonia, oggi è rinomato simbolo di cultura, stile e pensiero d’avanguardia.

La libreria Taschen si estende per 120 metri quadrati su due piani, regalando a chi vi entra pillole di armonia e momenti di pausa dalla quotidianità. Pezzi unici appartenenti alla collezione privata di Benedikt Taschen arredano lo spazio e rendono omaggio al design italiano: il celebre chandelier disegnato da Gio Ponti per l’Hotel Parco del Principe ed il tavolo progettato da Angelo Magiarotti sono posti al pianterreno, al primo piano la lampada del 1954 di Flavio Poli per Archimede Seguso illumina lo spazio espositivo; la scala a spirale di Salvatore Licitra collega i due livelli.

Il designer Marc Newson ha progettato la scaffalatura in metallo brunito, un sistema modulare leggero che offre al visitatore la possibilità di osservare i libri da differenti e desiderati punti di vista. L’artista americano Jonas Wood, attraverso una speciale tecnica che combina resine, dettagli in ottone e terrazzo alla veneziana, ha trasformato i pavimenti in una vera e propria opera d’arte, una giungla tropicale coinvolgente.

Al pianterreno sono esposti tutti i titoli della casa editrice, il primo piano è dedicato alle edizioni speciali ed alle stampe d’arte.

Per l’inaugurazione la libreria Taschen ha inoltre dedicato una mostra al celebre fotografo Julius Shulman, caro amico di famiglia che con i suoi scatti ha catturato la Los Angeles di metà Novecento e le più note opere architettoniche dell’epoca.

credits: taschen.com

ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL

HOTO FUDO

Diventato presto un punto di riferimento per gustare la cucina locale e inserito nell’ultimo libro “Restaurant & bar Design” edito da Taschen, il ristorante Hoto Fudo ai piedi della montagna più alta del Giappone unisce ad un’esperienza culinaria unica ad un involucro architettonico di rilievo.

Il progetto dal design futuristico è di Takeshi Hosaka Architects, affiancato per la struttura da Arup, hanno collaborato nella realizzazione di un progetto a basso impatto ambientale.

hoto_fudo_2Quattro emisferi continui simboleggiano le nuvole che circondano la vetta e la struttura dell’edificio permette all’aria e alla luce di filtrare all’interno dello spazio attraverso grandi aperture, tranne durante i mesi più freddi quando vengono chiuse con pannelli curvi in acrilico.

Un edificio studiato per non avere bisogno di condizionatori, qui il ricambio e l’inerzia sono garantiti dalle scelte strutturali fatte per sfruttare il clima locale e in perfetta armonia con le norme antisismiche del Giappone. L’impatto ambientale è minimo, la luce naturale, i fenomeni atmosferici sono parte integrante del progetto.

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credits:  Koji Fujii/Nacasa & Partners

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