INTERIORS

STUDIO JOB’S LOFT IN ANTWERP

In una werehouse degli anni Cinquanta convivono adesso i pezzi d’arte e design selezionati dal duo formato da Nynke Tynagel e Job Smeets, in arte Studio Job. La natura eclettica dei loro progetti si ritrova anche all’interno di questa casa-studio, dominata da elementi decorativi e raffinati materiali è situata in un quartiere ricco di artisti e designer ad Anversa.

L’edificio, scelto per la struttura dalle forme semplici e le solide fondamenta in calcestruzzo, è stato totalmente ristrutturato nel 2008 senza però alcun intervento invasivo nella distribuzione interna degli spazi: il loft è rimasto un unico grande open space, una tela utilizzata come sfondo per ospitare la selezione di arte e arredi. La scala è l’unico elemento progettuale forte all’interno dello spazio, realizzata in legno con corrimano rosso su disegno di Marteen Baas, collega i due livelli dell’abitazione, con zona notte al piano superiore e aree comuni a quello inferiore.

A tratti museale, rimane pur sempre l’abitazione di questi due creativi dai tratti estetici caratteristici, che hanno trovato la loro comfort zone circondati da dipinti e sculture, esprimendo un concetto di lusso fatto di pezzi d’arte e cemento lasciato a vista, per un progetto realizzato senza fare un progetto, dove ogni arredo racconta una storia del

luogo dove vive Studio Job

credits: Dennis Brandsma for EH&I

ARCHITECTURE / INTERIORS

THE JANE ANTWERP

Il The Jane Antwerp è il ristorante ad Anversa aperto da meno di un anno dallo chef Sergio Herman insieme allo chef Nick Bril, ma Jane è anche il nome della donna ideale descritta dai due proprietari.

Una donna immaginaria con delle caratteristiche definite e ovviamente coincidenti con quelle del ristorante: chic, sensuale, internazionale, attraente ma misteriosa, sofisticata ma con un’anima rock.

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La donna immaginaria perfetta viene tradotta non solo nei piatti ma anche nel progetto sviluppato per gli interni dal designer olandese Piet Boon ed è questo aspetto che ha maggiormente attirato la nostra attenzione.

Ospitato all’interno della Cappella di un ex ospedale militare accoglie la cucina sotto l’imponente abside ed è racchiusa all’interno di un volume di vetro aperto verso la sala principale.

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Il lampadario sembra sostituire quello che in una Chiesa sarebbe il simbolo della religione e lascia che ogni clienti continui a guardare in alto, conservando anche in questo l’anima originaria dell’edificio.

Una donna immaginaria con delle caratteristiche definite: chic, sensuale, internazionale, attraente ma misteriosa, sofisticata ma con un’anima rock.

Come in una Chiesa o come un accessorio stravagante indossato da una donna di carattere (Jane, ça va sans dire) il lampadario è composto da un nucleo centrale e 150 luci con una struttura metallica nera, realizzato dal .PSlab di Beirut.

Oltre al lampadario dal notevole peso di 800 kg il ristorante è arricchito vetrate illustrate da Studio Job con riferimenti a cibo e bevande e le divise dei dipendenti disegnate da G-Star.

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Jane ha una memoria di lunga data e conserva ogni elemento della precedente Cappella, anche i dipinti e la vernice originaria sono stati conservati con l’utilizzo di un fissante. Portone imponente, soffitti alti e molti dei dettagli originari si fondono con la vita più contemporanea dell’edificio, rispettando e rivisitando la sua precedente vita.

Un ristorante con una personalità espressa in tutto il progetto, dagli interni ai piatti, con lo stesso fascino della Jane che i proprietari hanno immaginato.

Se il passato parla di religione, il presente di The Jane Antwerp parla di un tempio dedicato all’alta cucina.

The-Jane-Antwerp-Restaurant-6 The-Jane-Antwerp-Restaurant-7credits: pietboon.com, richardpowers.co.uk

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