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SPAZIO SUNNEI

Spazio Sunnei non è solo uno spazio fisico ma diventa un punto di riferimento a Milano, il luogo dove tutte le anime dietro il brand prendono vita e, per il progetto di interni, continua la collaborazione con Studio Modulo.

Lo spazio, inaugurato da pochi anni, viene ampliato per rispondere alla crescita del brand e alle sue nuove esigenze.

All’interno il progetto di Studio Modulo prevede la suddivisione dello spazio in due aree: da un lato lo shop con unico rack centrale fuori scala, alto 190cm che posiziona i capi metaforicamente su di un altro piano; dall’altro lo studio, il dietro le quinte, dove ogni aspetto della collezione diventa concreto.

Questi due spazi sono visivamente connessi attraverso un vero e proprio foro circolare che collega due ambienti: è come spiare attraverso un grande buco della serratura dal negozio allo studio il dietro le quinte della collezione e, viceversa, osservare i clienti che entrano in contatto con i capi.

un progetto di Studio Modulo

Per Sunnei ogni finitura è studiata per sottolineare il mood progettuale: Studio Modulo gioca con i contrasti e sull’utilizzo inaspettato di elementi prefiniti legati all’edilizia per arredare. Cemento, ferro laccato lucido e marmo lido grigio, tutto è racconta il legame tra il brand e lo spazio, tra Sunnei e Studio Modulo.

Il progetto orbita, metaforicamente e fisicamente, intorno all’apertura circolare utilizzata per collegare gli spazi, realizzata per la sua finitura in poliuretano espanso, che rivela la presenza di altro oltre allo shop senza renderlo accessibile.

Al piano meno uno l’atmosfera è dominata dalla presenza invadente del colore: qui tutto è blu, in contrasto con il total white del piano terra, all’interno di uno spazio immerso per completare l’esperienza all’interno dello Spazio Sunnei progettato da Studio Modulo. E’ come tuffarsi in una vasca, è come la sorpresa finale all’interno di uno spazio calibrato e puntuale.

La matrice di continuità tra gli ambienti è data dal sistema di illuminazione, progettato in modo uniforme attraverso l’utilizzo di luci sospese a soffitto, con una coerenza da leggere tra el righe del progetto, con l’attitudine che caratterizza Studio Modulo.

Photo Credit: Sunnei

EXHIBITIONS / FASHION / INTERIORS / TRAVEL

UNA BOUTIQUE DA DILETTANTE

Questa volta ci spostiamo in Australia, a Claremont, per raccontare Dilettante, una boutique dove la cura nel selezionare brand e designer si riflette nel progetto d’interni.

L’esperienza all’interno di Dilettante è completa: qui la proprietaria Diana Paolucci ha selezionato per i capi in vendita case di moda contemporanee e dalla chiara linea stilistica, da Acne Studios a Yang Li tutto riflette un’estetica ben definita.

Quando nel 2015 vengono ristrutturati gli interni del negozio a Claremont è evidente la volontà di portare lo stesso linguaggio espressivo anche nel progetto sviluppato da Ohlo Studio e il risultato compete con gli store monomarca di alcuni dei brand internazionali più conosciuti.

L’esperienza all’interno dello store è completa.

L’esperienza in-store è avvolgente: i capi in vendita sembrano diventare parte dell’arredo e il progetto di Oshlo Studio è sperimentale, tattile, minimale.

L’artista Georgia Kaw ha lavorato a stretto contatto con l’architetto d’interni Jen Lowe, di Ohlo Studio, per produrre una serie di oggetti funzionali in polistirene compresso che completano pareti,  pavimenti in cemento lucidato e i tappeti burgundy.

Un paesaggio lunare interno, dove perdersi e toccare con mano abiti, tessuti, tappeti, accessori e gioielli.

Photo Credit: Dilettante

INTERIORS / TRAVEL

BEST CONCEPT STORES

Monomarca vs Plurimarca, centro urbano vs centro commerciale, ognuno ha la sua preferenza e la perfetta fusione sembra essere quella del concept store, un titolo spesso usato impropriamente, in alcuni casi sinonimo di luoghi dove il tutto e niente è predominante.

 

Il concept store ben pensato è un luogo basato sulla ricerca e sulla selezione di capi/ oggetti /arredi che insieme danno vita ad un unicum di grande ispirazione.Ci sono alcuni esempi nel modo da seguire e soprattutto visitare, abbiamo fatto una selezione da Berlino a Londra, da Tokyo a Milano, dove il trittico che funziona meglio è il risultato dell’unione tra moda, design e cibo.

The Store, Berlino;

Dover Street Market, New York, Londra, Tokyo, Singapore;

The Broken Arm, Parigi;

Andreas Murkudis, Berlino;

Modern Society, Londra;

10 Corso Como, Milano;

Tanoha Daikanyama, Tokyo.

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Cosa hanno in comune tutti questi indirizzi? La coerenza nella scelta di ogni prodotto, dall’abito alla sedia tutto risponde ad un determinato stile, ad un’idea, e tutto sembra essere nel posto giusto, perché non basta vendere un vaso e fare un caffè per essere un concept store.

 

ARCHITECTURE / INTERIORS

TANGRAM

Ci troviamo in una cittadina belga dove una tipica struttura del posto è stata riqualificata per diventare un negozio. Per la precisione due case sono state unite da una struttura aliena sviluppata in lunghezza creando uno spazio percorribile adibito a shop.

Materiali selezionati e geometrie definite

La paletta cromatica è definita ma rispettosa della preesistenza: bianco, legno, mattoni e qualche dettaglio cromatico più acceso per un progetto dove le linee ed il tratto grafico diventa predominante su tutto, senza però essere invasivo o noioso.

Un ottimo esempio di recupero senza stravolgimento della natura del posto per dare nuova vita ad uno spazio altrimenti lasciato a diversa vita. Permeabile e nitido si prepara ad ospitare un nuovo contenuto.

010-Tangram-Kortrijk

 

 

INTERIORS / lifestyle / TRAVEL

3 HAIR SALONS BY SIDE CORE

Ci sono spazi difficili da progettare, quelli in cui c’è bisogno di inserire degli elementi funzionali e non ci sono vie di fuga perché nel salone di un parrucchiere non si può dimenticare il bisogno di comfort e attenzione al cliente, ma anche di lavelli e poltrone.

E’ possibile progettare un ambiente pulito, minimale, anche quando le funzioni da inserire sono così tante e per natura confusionarie? Si può e abbiamo selezionato tre Saloni (Re-edit, Equip e Vine) progettati dello studio Side Core.

#1 RE-EDITSIDE_CORE_REEDIT_1

Il nome Re-Edit indica la voglia di realizzare qualcosa di nuovo senza perdere i valori del passato e questo Salone di Osaka è stato progettato per offrire ai suoi clienti un posto dove ripartire, magari da un taglio nuovo di capelli.

Lo spazio scelto dal proprietario disponeva di poche pareti d’appoggio in favore di ampie vetrate, per questo la soluzione di appendere al soffitto gli specchi e realizzare un ambiente dinamico, inondato dalla luce naturale che filtra dal tendaggio. Un ambiente disteso dove lasciare il cuore.

#2 EQUIP

SIDE_CORE_EQUIP_1Il proprietario, un appassionato di montagna e scalate adrenaliniche, chiede ai progettisti di realizzare un salone dove ogni cliente possa vivere ogni volta un’eperienza diversa perché quello che lo appassiona di ogni avventura tra le cime più alte è non sapere mai quello che troverà al suo arrivo.

All’interno di Equip le superfici riflettenti e le pareti forate da personalizzare contribuiscono alla dinamicità del luogo, in uno spazio più che accogliente, dove non è importante la grandezza dell’ambiente ma l’esperienza riservata ai clienti.

Cornici in legno, ampi specchi e la scelta meticolosa di ogni arredo che entra in contatto con il cliente sono  solo alcuni degli elementi scelti per far sì che all’interno di Equip si viva un’esperienza.

#3 VINE

SIDE_CORE_VINE_1Situato a Kobe, Vine è un salone indipendente con spazi ampi, dove la sensazione è quella di essere all’esterno con i comfort di un ambiente indoor. la volontà del proprietario era quella di ridurre il numero di postazioni per i clienti in favore di spazi dedicati ad altre attività, alle connessioni tra le persone, per non andare solo a tagliare i capelli ma magari a leggere un libro.

Tra gli elementi più studiati dai progettisti sicuramente l’illuminazione: una struttura ad archi sorregge ogni punto luce, con la possibilità di modificarne la posizione e l’altezza ogni volta che si vuole.

Particolare attenzione è stata data agli spazi destinati ad ogni cliente, le sedute sono distanti e c’è la possibilità di schermarle per far sì che il tempo trascorso all’interno di questo salone sia il più piacevole possibile.

credits: Yoshiro Masuda

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