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C’ERA UNA VOLTA LO SKETCH A LONDRA

Prendete un splendido palazzo vittoriano sede del Royal Institute of British Architects prima e quartier generale di sua maestà Christian Dior poi, aggiungete l’estro e fantasia del ristoratore algerino Mourad Momo Mazouz che dopo aver portato alle stelle il Momo, sei anni fa, ha sfogato tutta la sua fantasia nello Sketch restaurant a Londra.

Luogo di passaggio, di meditazione o più semplicemente di contemplazione, è considerato il locale più controverso mai aperto nel Regno Unito, una risto-galleria d’arte con installazioni temporanee firmate dagli artisti più illustri.

Varcando la soglia tra gli omini bianchi nel bugnato d’ingresso si incontra il Parlour, bar da giorno caratterizzato da mescolanze Art decò, etniche e gotico-kitch, si prosegue verso il Glade, bar e dining room in perfetto stile Sixties, giungendo fino alla sofisticatissima Lecture Room and Library, ed infine, vero focus del locale, la Gallery.

Questo grande salone, polo artistico dalle più variegate influenze nonché regno dello chef pluristellato Pierre Gagnaire, è una vera e propria installazione biennale in cui si sono confrontati Damien Hirst, Martin Creed ed ora l’eclettico e irriverente David Shrigley.

India Mahdavi è l’autrice dell’ondata rosa che ha invaso il nuovo arredo in un mood hollywoodiano tutto velluto e rotondità, volutamente in contrasto all’istallazione dell’artista David Shrigley composta da 239 illustrazioni a parete bianco su nero cariche di significati mistici.

Continua la sua firma anche per le stoviglie con lo stesso stile graffiante ed estremamente minimale.

Commistione di stili apparentemente senza senso, dettagli curati e colpi di scena sono il denominatore comune dello Sketch, e se poi, è stata intravista anche la regina Elisabetta qualcosa di magico di sicuro ci sarà.

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