apartment / lifestyle

where to buy books and how to build your home library

Fun facts: in casa abbiamo un problema con riviste e libri, nel senso che potremmo comprarne di ogni genere e in qualsiasi lingua. Amiamo i libri di architettura e design ma nel simple flair APARTMENT non sarà difficile trovarne  molti altri dedicati al tema del viaggio, alla moda o alla cucina, tra pile infinite fatte di carta e nient’altro.

Cambiamo spesso la loro disposizione in casa e sulla libreria aggiorniamo le riviste periodicamente, per questo spesso anche quando viaggiamo il souvenir da una nuova città è spesso un libro o una rivista.

Ma a Milano dove andiamo quando siamo alla ricerca di nuove riviste e libri?

Books Import – c’è da perdersi soprattutto perché qui davvero si viene per trovare quello che nelle altre librerie sembra un miraggio. Books Import, come dice il nome stesso, è una libreria specializza, da più di vent’anni, sull’importazione dei libri illustrati. Amiamo anche il fatto che sia poco distante da casa.
via Achille Maiocchi, 11

Armani Koening – ha riaperto a giugno e nel tempio di Giorgio Armani i libri hanno preso più spazio. Anche in questo caso non siamo troppo distanti da casa e qui oltre ad un focus importante sul settore moda si trovano libri di ogni settore, una mecca per creativi e per chi non resiste al profumo della carta stampata.
via Manzoni, 31

10 corso como – si parla spesso di questo indirizzo milanese e noi continuiamo a tornarci per due motivi: la terrazza e la libreria. Cediamo spesso nella tentazione di una nuova rivista da comprare per poi andare a leggerla sulla terrazza.
Corso Como, 10

Edicola largo treves – se abbiamo un debole per le riviste abbiamo trovato anche il posto perfetto per cedere in tentazione e davanti a questa edicola significa matematicamente fermarsi per comprare una nuova rivista.
Largo Treves 

Hoepli. Sarà la nostalgia per gli anni dell’università, quando si trascorrevano pomeriggi infiniti al terzo piano della libreria, tra i volumi dedicati all’architettura e al design, ma spesso è proprio qui che torno per gli acquisti fatti di carta e copertine. Per non parlare delle monografie, da prendere anche ad occhi chiusi.
via Ulrico Hoepli, 5

Taschen. Questo indirizzo è conosciuto a Milano non solo per il contenuto ma anche per lo spazio: sarà difficile non notare quel lampadario proprio al centro dello spazio che racconta un pezzo di storia del progetto milanese, firmato Gio Ponti. Vi consigliamo di tenere d’occhio la pagina Fb perché un paio di volte ogni anno organizzano dei saldi che, per chi ama i libri, diventeranno degli appuntamenti fissi.
via Meravigli, 17

Photo Credit: simple flair APARTMENT, Claudia Zalla.

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DESIGN / FASHION

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Condivido una delle infinite liste che ritrovo tra le pagine di un taccuino e una nota del cellulare. Si tratta di un elenco di oggetti, per la casa, per me e Riccardo, da aggiungere al simple flair APARTMENT o semplicemente al nostro armadio.

Passiamo dai bicchieri ad una borsa, da una lampada ad un libro, ma in fondo si tratta del nostro #allisdesign.

 

Una lista di oggetti in ordine sparso da aggiungere al simple flair APARTMENT

• Servonotte, Achille Castiglioni per Zanotta;

• The Barbican Estate, book;

• Hanging Lamp N2 Muller van Severen;

• Bicchieri Bloom Bitossi;

• Half Moon Bag APC;

• New balance 990;

• Serif Tv Samsung.

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ARCHITECTURE / DESIGN / featured / TRAVEL

LA NOSTRA VISITA ALLA EAMES HOUSE

E’ come entrare in contatto con un mito, solo che questa volta non si tratta di una rock star, parliamo di un edificio in carne e ossa.

In carne e ossa perché sembra di toccare la vita di chi quella casa studio l’ha prima pensata e poi animata con i pranzi in cucina e le colazioni in giardino, con il rumore dell’oceano come sottofondo.

Siamo in California, dopo alcuni giorni a Los Angeles e prima di spostarci a Palm Springs per la Modernism Week, abbiamo un appuntamento fissato per le dieci e l’indirizzo è 203 Chautauqua Boulevard Pacific Palisades, CA  90272.

Nell’aria un misto di agitazione e felicità, lo stesso che si prova prima di un concerto che si aspetta da mesi o forse anni.

La Eames House campeggia nella mia lista di posti da vedere prima o poi nella vita da anni e quella mattina, con il caldo di una giornata californiana e l’entusiasmo di una bambina la mattina di Natale, abbiamo preso la nostra macchina, lasciato alle spalle lo Standard Hotel, impostato il navigatore per arrivare, almeno questa volta, puntuali.

Avevamo tutte le indicazioni del caso, ci avevano anche detto dove parcheggiare e abbiamo fatto proprio così, non avevamo voglia di sbagliare nulla e di lasciare nulla al caso.

Ci sono dei momenti in cui sembra di toccare con mano la passione per il lavoro  che si è scelto di fare nella vita e io, all’interno della Eames House, con la nipote dei coniugi Eames che mi raccontava la storia di quella casa e dei suoi nonni, ho avuto la sensazione di essere nel posto giusto.

Tra l’azzurro e il verde della California con Vitra

C’è una componente emotiva, irrazionale, che viene amplificata dall’esperienza e, leggendo tra le righe della storia di queste due icone Mid Century, si scopre che sono stati progettisti ma ancora prima una coppia, visionari e sperimentali, con una casa ma prima di tutto una casa studio.

Non è stata una visita guidata al museo con tanto di auricolari per ascoltare la descrizione di ogni quadro, qui siamo entrati in una casa e lo abbiamo fatto in punta di piedi, o meglio senza scarpe, perché la prassi prima di entrare all’interno della Eames House vuole che vengano tolte la scarpe e indossate solo le calze.

A raccontare ogni angolo, ogni oggetto, c’era la nipote di Charles e Ray Eames, e dall’altro lato c’eravamo noi, con in testa tutto quello che avevamo letto prima di partire, con le foto viste da paragonare finalmente alla realtà.

Per questo e per mille altri motivi in casa nostra, nel simple flair APARTMENTci sono non uno, non due, ma tre oggetti-icona disegnati dagli Eames e tra i libri sempre pronti ad essere aperti ce n’è uno dedicato proprio a quella casa tra il verde e l’azzurro della California.

Per questo e per altri mille motivi abbiamo instaurato una partnership per il simple flair Apartment con Vitra, che oggi detiene i diritti per la produzione dei progetti che hanno fatto la storia del design, e sono firmati dagli Eames, ed è sempre con Vitra che abbiamo visitato la Eames House.

All’ombra degli alberi che circondano la casa, con la vista sull’oceano, il caldo della casa, il rumore dei cassetti aperti in cucina, quel misto di soggezione e voglia di assorbire ogni parola, tutto questo è stata la nostra visita alla Eames House meglio conosciuta come case Study House No. 8.

Una storia che abbiamo letto tante volte e entrare in quella casa significa immaginare le scene che hanno caratterizzato la sua storia e quella dei coniugi Eames: il trasloco la vigilia di Natale del ’49, le notti passate al buio ad ascoltare l’oceano, i pic nic in giardino quando tutto doveva essere ancora costruito ma avevano già capito che la loro casa dei sogni sarebbe stata lì, su un promontorio alto 50 metri sull’oceano.

Photo Credit: simple flair

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apartment / DESIGN / food / lifestyle

HAY – Kitchen Market

Vi raccontiamo il lancio a Milano, da Design Republic, della collezione Hay Kitchen Market  e cosa abbiamo fatto per farvi scoprire, giorno dopo giorno e foto dopo foto, ogni pezzo di questa collezione entrata in casa nostra e destinata a diventare parte della quotidianità.

Essenziale e squisitamente contemporanea, la collezione HAY Kitchen Market è quello che cerchiamo prima di tutto per noi, per la nostra casa,  da raccontare poi attraverso simple flair.

Questa nuova collaborazione racconta molto di noi, del nostro vivere quotidiano, della nostra estetica.

Ogni prodotto attinge a degli archetipi della cucina, di quelli che si trovano nei cassetti delle nonne come in quelli degli amanti del buon design: il design che non sente il passare del tempo, che funziona e ha delle radici profonde.

HAY ha attinto e reinventato pezzi della tradizione da Paesi diversi, dal Giappone all’Italia, per fondere elementi diversi in un’unica collezione che include piatti, bicchieri, stoviglie, tessili, posate e ogni altro elemento che troviamo nelle cucine.

Una collezione che trasforma l’ordinario in straordinario

Una collezione che trasforma l’ordinario in straordinario e di cui stiamo curando il lancio in Italia da Design Republic, nel suo secondo store milanese in Piazza Tricolore 2, a pochi passi dal simple flair apartment.

La Hay Kitchen Collection è entrata nel simple flair apartment e ha portato non solo colore ma anche quella bella sensazione di “casa” fatta di ricordi, di coppe da gelato e zuccheriere.

 

Abbiamo abbracciato questo progetto e lo abbiamo fatto:

  1. scattando le immagini che vedete all’interno del simple flair apartment, la nostra casa
  2. presentando in anteprima la collezione seduti intorno ad un tavolo, per condividere con un gruppo di amici ogni singolo pezzo e soprattutto usarlo tra un antipasto e un dolce;
  3. ultimo ma non ultimo, con un evento di lancio da Design Republic.

 

1 – HAY Kitchen Market Collection

our shooting inside simple flair APARTMENT

2 – Our private lunch x HAY and Design Republic at simple flair APARTMENT

with: Francesco Mandelli, Lidia Forlivesi, Luisa Bertoldo, Marco Mornata, Michele Lupi, Olimpia Zagnoli e Ottavio Missoni.

 

 

3 – Evento nel nuovo Design Republic Store

evento di lancio del progetto all’interno del nuovo Design Republic con un allestimento curato da Studio Modulo per raccontare la collezione HAY KITCHEN MARKET


Photo Credit: Claudia Zalla + ODDProduzioni + Daniele Fragale

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ARCHITECTURE / DESIGN / editorial / FASHION / lifestyle / video

6 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Pensieri in ordine sparso che, nel loro insieme, raccontano una storia  e sembrano scattare un’istantanea sulla contemporaneità.

Per questo abbiamo raccolto cose, persone, momenti e sensazioni che in un periodo recente, tipo l’ultima settimana, ci hanno particolarmente colpiti.

Da qui la voglia di condividere cosa abbiamo visto di bello, surfando tra una notizia letta e un evento nel cuore di Milano.

1 • New York City.

Abbiamo una gran voglia di tornare in quella che per noi non è solo una città ma un un’esperienza che abbiamo fatto io e Riccardo insieme ad un gruppo strettissimo di amici, e che ci ha portati qui e ora proprio per come siamo. Abbiamo voglia di tornare per sentire la sua energia, per lasciarci contagiare dal suo ritmo e tornare, ancora una volta, alla nostra vita ma con un bagaglio di esperienze maggiore.

2• Burberry Show, Our Time .

Non chiedetemi troppo sulla collezione, ma le luci, quelle sì. E’ stato uno show e io ho guardato qui cerchi perfetti ondeggiare in modo ipnotico fino alla fine, fino a quando a rubare la scena non sono arrivati quei fasci di luce dei colori dell’arcobaleno. Per la sfilata Febbraio 2018, Burberry ha collaborato con United Visual Artists nel reinterpretare l’opera “Our Time”, un’installazione concessa in prestito dal Museum of Old and New Art (MONA) in Australia, per una prima assoluta nel Regno Unito.

3 • Hay Kitchen Market.

Lo ammetto, non avrei dovuto ma non ne posso fare a meno: questa collezione essenziale e squisitamente contemporanea l’ho amata ancor prima di sapere che avremmo curato il suo lancio in Italia. E’ entrata nella cucina del simple flair APARTMENT e non ha portato solo colore ma anche il calore che si trova tipicamente nelle cucine dove si cresce da bambini, dove si ruba la zuccheriera e un biscotto.

4 • 100×100 Achille.

Se c’è un protagonista quest’anno è lui, Achille Castiglioni. Avrebbe festeggiato quest’anno cent’anni e per celebrarlo, all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, arriva una mostra. A popolare gli spazi di uno dei luoghi più affascinanti di Milano, dove la cultura del progetto si respira ad ogni passo, questa volta non sono solo gli oggetti anonimi collezionati da Castiglioni nel corso degli anni ma anche 100 oggetti scelti da altrettanti designer di fama internazionale accompagnati da una cartolina d’auguri. Il progetto di questa mostra, dove i protagonisti sono 100 oggetti-regalo progettati da autori anonimi e scelti da designer noti, è di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, mentre l’allestimento è dello Studio Calvi Brambilla.

5• Suiting.

Sarà la voglia di mettere da parte sciarpe e cappelli per fare spazio ad un guardaroba primaverile, ma abbiamo lasciato che a convincerci fosse questa abbondanza di completi dai colori che troviamo più spesso nei sorbetti che nei nostri armadi. Senza nessuna distinzione di genere, dalle sfilate maschili a quelle femminili, i completi giacca-pantalone convincono tutti.

6• Chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande.

Dal profano al sacro in poche battute sulla tastiera ma se il progetto è di Álvaro Siza Vieira tutto è concesso. Siamo in Francia e questa composizione scultorea in cemento è una, ennesima, conferma che Siza con il suo approccio poetico è uno dei maggiori interpreti dell’architettura contemporanea.

Photo Credit: Simple Flair, Joao Morgado, Acne Studios; Vogue, Burberry, Fondazione Achille Castiglioni.

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