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HAY – Kitchen Market

Vi raccontiamo il lancio a Milano, da Design Republic, della collezione Hay Kitchen Market  e cosa abbiamo fatto per farvi scoprire, giorno dopo giorno e foto dopo foto, ogni pezzo di questa collezione entrata in casa nostra e destinata a diventare parte della quotidianità.

Essenziale e squisitamente contemporanea, la collezione HAY Kitchen Market è quello che cerchiamo prima di tutto per noi, per la nostra casa,  da raccontare poi attraverso simple flair.

Questa nuova collaborazione racconta molto di noi, del nostro vivere quotidiano, della nostra estetica.

Ogni prodotto attinge a degli archetipi della cucina, di quelli che si trovano nei cassetti delle nonne come in quelli degli amanti del buon design: il design che non sente il passare del tempo, che funziona e ha delle radici profonde.

HAY ha attinto e reinventato pezzi della tradizione da Paesi diversi, dal Giappone all’Italia, per fondere elementi diversi in un’unica collezione che include piatti, bicchieri, stoviglie, tessili, posate e ogni altro elemento che troviamo nelle cucine.

Una collezione che trasforma l’ordinario in straordinario

Una collezione che trasforma l’ordinario in straordinario e di cui stiamo curando il lancio in Italia da Design Republic, nel suo secondo store milanese in Piazza Tricolore 2, a pochi passi dal simple flair apartment.

La Hay Kitchen Collection è entrata nel simple flair apartment e ha portato non solo colore ma anche quella bella sensazione di “casa” fatta di ricordi, di coppe da gelato e zuccheriere.

 

Abbiamo abbracciato questo progetto e lo abbiamo fatto:

  1. scattando le immagini che vedete all’interno del simple flair apartment, la nostra casa
  2. presentando in anteprima la collezione seduti intorno ad un tavolo, per condividere con un gruppo di amici ogni singolo pezzo e soprattutto usarlo tra un antipasto e un dolce;
  3. ultimo ma non ultimo, con un evento di lancio da Design Republic.

 

1 – HAY Kitchen Market Collection

our shooting inside simple flair APARTMENT

2 – Our private lunch x HAY and Design Republic at simple flair APARTMENT

with: Francesco Mandelli, Lidia Forlivesi, Luisa Bertoldo, Marco Mornata, Michele Lupi, Olimpia Zagnoli e Ottavio Missoni.

 

 

3 – Evento nel nuovo Design Republic Store

evento di lancio del progetto all’interno del nuovo Design Republic con un allestimento curato da Studio Modulo per raccontare la collezione HAY KITCHEN MARKET


Photo Credit: Claudia Zalla + ODDProduzioni + Daniele Fragale

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6 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Pensieri in ordine sparso che, nel loro insieme, raccontano una storia  e sembrano scattare un’istantanea sulla contemporaneità.

Per questo abbiamo raccolto cose, persone, momenti e sensazioni che in un periodo recente, tipo l’ultima settimana, ci hanno particolarmente colpiti.

Da qui la voglia di condividere cosa abbiamo visto di bello, surfando tra una notizia letta e un evento nel cuore di Milano.

1 • New York City.

Abbiamo una gran voglia di tornare in quella che per noi non è solo una città ma un un’esperienza che abbiamo fatto io e Riccardo insieme ad un gruppo strettissimo di amici, e che ci ha portati qui e ora proprio per come siamo. Abbiamo voglia di tornare per sentire la sua energia, per lasciarci contagiare dal suo ritmo e tornare, ancora una volta, alla nostra vita ma con un bagaglio di esperienze maggiore.

2• Burberry Show, Our Time .

Non chiedetemi troppo sulla collezione, ma le luci, quelle sì. E’ stato uno show e io ho guardato qui cerchi perfetti ondeggiare in modo ipnotico fino alla fine, fino a quando a rubare la scena non sono arrivati quei fasci di luce dei colori dell’arcobaleno. Per la sfilata Febbraio 2018, Burberry ha collaborato con United Visual Artists nel reinterpretare l’opera “Our Time”, un’installazione concessa in prestito dal Museum of Old and New Art (MONA) in Australia, per una prima assoluta nel Regno Unito.

3 • Hay Kitchen Market.

Lo ammetto, non avrei dovuto ma non ne posso fare a meno: questa collezione essenziale e squisitamente contemporanea l’ho amata ancor prima di sapere che avremmo curato il suo lancio in Italia. E’ entrata nella cucina del simple flair APARTMENT e non ha portato solo colore ma anche il calore che si trova tipicamente nelle cucine dove si cresce da bambini, dove si ruba la zuccheriera e un biscotto.

4 • 100×100 Achille.

Se c’è un protagonista quest’anno è lui, Achille Castiglioni. Avrebbe festeggiato quest’anno cent’anni e per celebrarlo, all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, arriva una mostra. A popolare gli spazi di uno dei luoghi più affascinanti di Milano, dove la cultura del progetto si respira ad ogni passo, questa volta non sono solo gli oggetti anonimi collezionati da Castiglioni nel corso degli anni ma anche 100 oggetti scelti da altrettanti designer di fama internazionale accompagnati da una cartolina d’auguri. Il progetto di questa mostra, dove i protagonisti sono 100 oggetti-regalo progettati da autori anonimi e scelti da designer noti, è di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, mentre l’allestimento è dello Studio Calvi Brambilla.

5• Suiting.

Sarà la voglia di mettere da parte sciarpe e cappelli per fare spazio ad un guardaroba primaverile, ma abbiamo lasciato che a convincerci fosse questa abbondanza di completi dai colori che troviamo più spesso nei sorbetti che nei nostri armadi. Senza nessuna distinzione di genere, dalle sfilate maschili a quelle femminili, i completi giacca-pantalone convincono tutti.

6• Chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande.

Dal profano al sacro in poche battute sulla tastiera ma se il progetto è di Álvaro Siza Vieira tutto è concesso. Siamo in Francia e questa composizione scultorea in cemento è una, ennesima, conferma che Siza con il suo approccio poetico è uno dei maggiori interpreti dell’architettura contemporanea.

Photo Credit: Simple Flair, Joao Morgado, Acne Studios; Vogue, Burberry, Fondazione Achille Castiglioni.

DESIGN / INTERIORS

KROSSING, DA MILANO AL MoMA

Quanto è importante la possibilità di personalizzare gli oggetti che popolano le nostre case? Per noi all’interno del simple flair APARTMENT lo è stato, avevamo bisogno di trasformare un’immagine che avevamo ben chiara in testa in realtà.

Abbiamo scelto molti arredi con la possibilità di essere personalizzati, per ragioni estetiche, funzionali e di perfetto mix con gli spazi che avevamo a bisogno.

Nel salotto del nostro simple flair APARTMENT  la libreria K1 di Kriptonite occupa un ruolo centrale, intorno a lei  tutto il resto si muove per rispondere alle diverse esigenze che abbiamo ogni giorno ma la sua posizione è una costante.

La libreria perfetta per il nostro angolo lettura

Anche nella zona notte, quella più intima e nascosta, abbiamo scelto di lasciare che lo spazio si contamini con un angolo lettura, quella dove rifugiarsi per avere del tempo a velocità ridotta. All’interno di questo spazio la libreria Krossing di Kriptonite ha risposto ad ogni nostra richiesta: volevamo un elemento progettuale che riuscisse ad interagire con gli oggetti e i libri che fanno parte della nostra quotidianità e, forse più importante, che avesse le dimensioni perfette. Profonda solo 15 cm questo sistema da parete in allumino riesce ad ospitare un gran numero di libro e di oggetti.

Abbiamo scelto di raccontarvi la libreria Krossing non solo attraverso le immagini del simple flair APARTAMENT ma con alcune delle immagini Kriptonite che raccontano l’assoluta capacità di personalizzazione, per un sistema sempre uguale ma sempre diverso.

Photo Credit:Claudia Zalla, Kriptonite.

apartment / DESIGN

VICINO E PANNA COTTA, I NOSTRI COFFEE TABLE

Continua il racconto del simple flair APARTMENT che passa attraverso le scelte che abbiamo fatto al suo interno: lo spazio vive attraverso ogni singolo pezzo scelto per entrare a far parte di una famiglia di oggetti diventati casa.

Oggi entriamo nel salotto e qui si trovano Vicino e Panna Cotta, due tavolini apparentemente con molto in comune ma con due storie che sono la narrazione di due differenti approcci progettuali.

Panna Cotta, disegnato da Ron Gilad per Molteni&C, è delicato e pesante allo stesso tempo, un paradosso che diventa reale. Il tavolino, con il piano d’appoggio dall’esile struttura e il contrappeso in marmo, è caratterizzato da una leggera vibrazione che ricorda il tipico dolce a cucchiaio di cui prende il nome.

E’ stato amore a prima vista: abbiamo scelto Panna Cotta nella versione laccata bianca opaco e marmo di Carrara, l’estetica e quel nome irresistibile hanno fatto il resto.

Una famiglia di arredi diventati casa

Vicino, disegnato da Foster + Partners per Molteni&C, nasconde dietro la sua apparente semplicità una componente tecnologica che permette ai due piani di muoversi spostando in primo piano quello che serve.

Vicino è il nostro contrappunto ideale in salotto, è la spalla che permette a questo ambiente di funzionare con due piani d’appoggio sempre pronti e l’estetica del marmo di Carrara che, come si è intuito, è una costante all’interno del simple flair APARTMENT.

Photo Credit: Claudia Zalla

apartment / DESIGN / editorial

ORIGINALE E’ MEGLIO

Oggi tocchiamo un argomento caldo, intorno al quale si muovono flussi di pensieri infiniti: il valore dell’originale nel design. Lo facciamo a modo nostro, con un racconto.

Iniziamo da una domanda semplice: cosa significa, nel design, l’aggettivo originale?

Prima di tutto non c’è nessun nesso con la data di produzione, facciamo un esempio pratico. La Playwood Chair – una delle più imitate in assoluto –  disegnata dagli Eames e prodotta per la prima volta nel 1946 è originale anche se prodotta nel 2017, l’importante che a farlo sia chi detiene i diritti per quella produzione. 

Come saper riconoscere un originale e sceglierlo.

I primi esempi di produzione di una sedia, o di un qualsiasi altro arredo, hanno un valore oggettivo ed è per questo che spesso sono esposti in musei o parte di collezioni private, ma è una limitazione senza senso credere che solo quei pezzi possano essere considerati originali.

Quando ci troviamo di fronte alle prime produzioni di oggetti siamo di fronte ad un pezzo vintage e spesso ci sono delle differenze rispetto alle produzioni contemporanee dello stesso oggetto, questo perché in molti casi sono stati gli stessi designer ad apportare delle modifiche per migliorarne estetica e funzionalità.

Quindi, da cosa dipende il termine originale? Dipende dai rapporti tra designer e produzione e questo non solo per ragioni legali ma per il flusso di idee e soluzioni che queste due figure si scambiano per arrivare a definire i dettagli di un progetto. E’ da questa collaborazione che nasce il risultato finale, quello che possiamo considerare originale.

Proprio su questo tema Vitra, che produce alcune icone di design tra le più imitate, ha scelto di raccontare il valore dell’originale.

Vitra ha scelto di raccontare quali sono i pezzi che produce, con nomi e cognomi di chi ha disegnato quel prodotto e quando, dando la possibilità a tutti in questo modo di riconoscere un originale e comprenderne il valore.

Scegliere un oggetto di design originale non è solo la scelta eticamente corretta, è anche quella più intelligente: gli originali non solo hanno una qualità nella produzione maggiore e godono di un’assistenza spesso lunga anni ma sono soprattutto un investimento.

Scegliere un pezzo di design originale significa tramandare per generazioni un oggetto che, molto spesso, è destinato ad aumentare il suo valore.

Siete sicuri di voler ancora comprare un’imitazione? Noi abbiamo le idee chiare, al design originale non ci sono alternative e per il simple flair APARTMENT abbiamo scelto alcune icone come la Standard Chair e la Plywood LCW.

Photo Credit: Vitra

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