DESIGN / INTERIORS / TRAVEL

SEI VOLTE MILANO

Six è il nuovo indirizzo a Milano, dove respirare un’atmosfera unica, dove diverse realtà convivono per creare un unicum dal carattere definito.

Siamo in via Scaldasole, a due passi dalla Darsena, e qui l’identità di Six si esprime attraverso una galleria di design, un bistrot e una boutique di progettazione del verde, all’interno di un luogo inatteso, a metà tra una corte milanese e i richiami esotici da riad.

Galleria, Bistrot e flower shop.

E’ un angolo intimo, dove l’atmosfera studiata e ovattata, porta ad abbassare il tono di voce per osservare i contrasti immergendosi in un ambiente grigio fumé dal sapore quasi brutalista.

Il risultato finale non è solo la somma della galleria di design (Six), del bistrot (Sixième) e dello studio di progettazione del verde, ma è un pezzo di vecchia Milano che trova il suo posto nella nuova Milano.

Photo Credit: Alberto Strada

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INTERIORS / lifestyle

BARR COPENHAGEN, DOPO IL NOMA E CON SNØETTA

Caldo e accogliente come se dietro ogni scelta fatta ci fosse un gesto semplice, dettato dalla logica. E invece il progetto per Barr, il nuovo locale che a Copenhagen ha preso il posto del rinomato Noma, è firmato da Snøhetta e questo potrebbe bastare per capire che qui, di casuale, non c’è nulla.

L’ambiente invita a sedersi a scegliere tra i piatti ispirati alla cultura dei paesi affacciati sul Mare del Nord senza pensare molto: l’informalità è la chiave di lettura scelta per questo luogo di culto della cucina internazionale che alle spalle ha una storia troppo importante per passare inosservata. Per chi conosce bene la storia che al 93 di Strandgate a Copenhagen ha preceduto Barr la curiosità non può che essere alle stelle e, dopo mesi di battenti chiusi, le porte dell’ex Noma si aprono di nuovo ma al suo interno troviamo un locale totalmente nuovo, pronto a scrollarsi di dosso l’etichetta del suo predecessore.

L’informalità formale di Barr

Barr è in ogni sua parte frutto di un lavoro certosino, lo studio Snøhetta ha infatti progettato gli interni impiegando materiali grezzi, colori dalla chiara influenza nordica e lavorando sull’alternanza tra vecchio e nuovo: il pavimento in rovere si contrappone alle pareti in pietra e le storiche travi in legno a soffitto trovano un’interpretazione contemporanea negli elementi lignei introdotti con il nuovo progetto come l’imponente bancone in legno scolpito.

«Pensiamo di aver creato una sensazione di informalità formale», ha detto Peter Girgis, architetto d’interni senior dello studio Snøhetta. «Insieme allo chef Thorsten Schmidt abbiamo creato nuovi componenti, inclusi mobili e armadi personalizzati, che migliorano l’identità e la filosofia di Barr, fornendo allo stesso tempo una connessione con lo spazio originale di Noma».

Snøhetta non si è limitato a progettare gli interni per Barr ma si è occupato di tutta l’immagine coordinata, dal logo alla scelta degli elementi presenti sulla tavola, arrivando a definire il font Barr Gräbenbach.

Photo Credit:Line Klein

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INTERIORS / lifestyle / TRAVEL

3 MOTIVI PER TORNARE A BERLINO

Berlino è tra le città europee più vivaci, non a caso è stata anche la prima a cui abbiamo dedicato una guida. Dinamica e in continua evoluzione, abbiamo selezionato tre nuovi indirizzi da aggiungere sotto la voce “eat”.

Panama. Questo ristorante, situato in una delle zone più interessante di Berlino, si trova all’interno di un edifico che nella sua vita precedente era una fabbrica. Si sviluppa su due piani, al suo interno ci sono anche un bar e una sala privata, ma non manca nemmeno il cortile esterno.
Il progetto per gli interni, nato dalla collaborazione tra Ludwig Cramer-Klett e dei due architetti Nora Witzigmann e Karoline Butzert, riflette la filosofia di Panama: una simbiosi di elementi esotici e stile familiare. Lo spazio storico viene rispettato:  gli alti soffitti, i pilastri e le pareti in mattoni vengono mantenuti e affiancati al legno di frassino e alla classiche sedie Thonet, sottolineate dal contrasto con elementi tessili dai colori vivaci.
A completare il progetto non solo le piante esotiche ma una collezione d’arte curata da Ludwig Cramer-Klett, dall’istallazione di neon di Kerim Seiler agli orologi di Alicja Kwade, senza dimenticare due fotografie di Julius von Bismarck.
Panama è un luogo di incontro, un mix di linguaggi e stili, la sua città d’elezione non poteva che essere Berlino.

tre indirizzi da aggiungere alla nostra guida

Dóttir. La cucina islandese a Berlino ha un indirizzo ed è il regno di Victoria Eliasdóttir, tra gli chef più promettenti della scena gastronomica attuale è anche la sorella dell’artista Olafur Eliasson. Dóttir si trova all’interno di un edificio rimasto in disuso per più di trent’anni, trasformato con questa apertura in uno degli indirizzi più gettonati a Berlino. Il menu viene definito semplice dalla stessa  Victoria Eliasdóttir e anche il locale ha lo stesso garbo femminile che ci si aspetta dai piatti, con pavimenti in legno e bar in travertino giallo.

Pauly Saal. Qui entriamo in punta di piedi, non è il solito ristorante ma un punto di riferimento per i berlinesi e non solo, visto che sono molte le celeb internazionali passate da qui. I piatti sono anche solo alla vista incredibili e l’ambiente del ristorante rispecchia lo stesso livello di qualità, per rispondere al gusto di clienti esigenti. Alle pareti ceramiche locali, a soffitto lampadari in vetro di Murano e i divani di un verde intenso rendono il Pauly Saal formale quanto basta, come ce lo immaginiamo dopo aver letto il menu, in un mix di arte e arredi vintage.

Dóttir

 


Pauly Saal


 

 

Photo Credit: Panama, Dóttir, Pauly Saal.

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lifestyle / TRAVEL

LONDON GUIDE, TRAVEL + DESIGN

Abbiamo iniziato con Berlino e continuiamo a raccontare storie da città diverse dalla nostra, questa volta siamo stati a Londra e, dopo aver raccolto consigli e informazioni utili da chi la vive ogni giorno, abbiamo selezionato gli indirizzi diventati fonte d’ispirazione.

Londra è un rito di passaggio. Qui si incontrano mondi diversi, qui convivono la finanza e la moda, il design e le teste coronate.
Un melting pot culturale dalle sfumature ben delineate, espressione controversa di un luogo complesso da raccontare.

Londra è un rito di passaggio

A Londra coesistono le case vittoriane e la scheggia di Renzo Piano, i pub per turisti e le gallerie di design dalla curatela impeccabile.

Le nostre rotte hanno intercettato queste gallerie, gli store d’abbigliamento che vorremmo in ogni città e gli hotel dove alle stanze chiuse preferiamo gli spazi condivisi, luogo d’elezione per incontrare chi condivide gli stessi interessi.

Per scoprire tutti gli indirizzi basta scaricare il pdf, un progetto grafico in collaborazione con Veronica Volta, e lasciare che questa guida sia il supporto ideale per il prossimo viaggio a Londra.

Progetto Grafico: Veronica Volta

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food / INTERIORS / TRAVEL

5 ELEPHANT

Berlino è tra le città che negli ultimi anni mi hanno piacevolmente colpita e non a caso gli abbiamo dedicato una guida (se non l’avete ancora scaricata la trovate QUI).

Scopriamo sempre nuovi luoghi da condividere e 5 Elephant è uno degli indirizzi da aggiungere alla lista di posti da vedere durante il prossimo viaggio a Berlino.

Il quartiere non ha bisogno di troppe referenze, 5 Elephant si trova nel cuore del Mitte, circondato da alcuni degli scorci più belli di questa città europea che ricorda per alcuni aspetti la vivacità newyorkese.

Nel cuore del Mitte

Inutile dire che gli interni hanno un carattere forte, di quelli che per un nuovo locale contribuiscono a far si che se ne parli e, in casi come questo, se ne parli bene.

All’interno di 5 Elephant si concentrano diverse scelte stilistiche di forte impatto, di quelle che colpiscono dall’esterno  spingono ad entrare. Il materiale predominante in contrasto con il bianco di fondo è il terrazzo con le sue sfumature dal beige al nero, ma non mancano i dettagli in ottone e le piante a scaldare l’ambiente.

Per ora possiamo solo immaginare il profumo di caffè e nell’attesa di una nuova fuga a Berlino ci godiamo le foto degli interni di 5 Elephant.

Photo Credit: Magnus Pettersson

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