INTERIORS

CASA Z

Dopo Casa G  e sempre dello Studio Librizzi parliamo di Casa Z, conferma del metodo progettuale  di chi prima di appoggiare la matita sul foglio si pone delle domande, fa ricerca, approfondisce e verifica.

Casa Z è sistema complesso composto da arredi che, come se fossero delle spugne, assorbono le funzioni di armadi e porte, impianto elettrico e muri. Gli ambienti sono infatti suddivisi attraverso arredi che servono anche per dividere gli spazi e nascondere parti impiantistiche.

Il pavimento è realizzato in resina e grazie alla finitura opaca permette agli arredi di risaltare mentre a soffitto il sistema di ventilazione presente ed ingombrante viene mascherato dietro un controsoffitto in metallo microforato.

Gli arredi vanno oltre la loro funzione



Per completare lo spazio la cucina è stata realizzata il laminato bianco con linee nere a 45° e icone come le poltrone LC2 prodotte da Cassina e i disegni di Hugo Pratt ma il vero elemento che manca per descrivere questa abitazione nei pressi di Pavia è il mobile che divide la cucina dal soggiorno, un volume rivestito in acciaio che riflette e duplica lo spazio.

Il calore del legno, la superficie continua del pavimento min resina e i giochi di riflessi pensati per amplificare lo spazio sono tutti elementi distinti ma uniti ad un’idea di progetto chiara e ben leggibile.

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Credits: Studio Librizzi

DESIGN

S.M.O.K.E.: A GLASS SCULPTURE

Non una semplice light forniture ma un tentativo di solidificare l’effimero. Con questo progetto il designer francese Mathie Lehanneur, autore di progetti definiti quasi scientifici e sicuramente di grande effetto, cerca di incapsulare un alito di fumo in una forma di vetro, di dare fisicità a una sostanza eterea.

Presentato durante la Miami Design Week nel 2015, S.M.O.K.E. è in realtà la continuazione di una serie iniziata già nel 2009, che qui arriva alla sua traduzione più poetica.

Una scultura luminosa composta da una testa in vetro soffiato con la forma di una nuvola di fumo, appoggiata delicatamente su un alto corpo in onice rosa.

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I materiali e le forme si mostrano qui con estrema sincerità e la luce emanata è qualcosa di mutevole, come se il vetro fosse ancora in fase di lavorazione. Il risultato è un prodotto unico, autentico e mai uguale, un oggetto da collezione.

 In S.M.O.K.E. la riflessione verte sulla problematica dell’inquinamento dell’aria data dai gas di scarico che affligge le metropoli di tutto il mondo e che qui vuole essere resa in modo ironico ma fortemente visibile.

Mathie Lehanneur esplora nel suo lavoro campi molto diverse: design, scienza, arte e tecnologia si mescolano diventando elementi poetici e fortemente comunicativi. È così che suono, aria, acqua e luce diventano materiali creativi per una ricerca tanto giocosa quanto sottilmente provocatoria. Il suo intento è creare qualcosa che possa essere innovativo, funzionale e al tempo stesso magico. Il progetto sarà esposto presso lo stand della Carpenter’s Workshop Gallery.

credits: designboom.com

DESIGN

BLOWING COLLECTION: FROM A BALOON TO A CHAIR

Blowing è la nuova collezione di sedute (sgabelli, panche, sedie e poltrone) in cui la sperimentazione di Seung Jin Yang approda al tema degli arredi. Il progetto cerca di tradurre le memorie dell’infanzia del designer in oggetti fabbricati industrialmente con un preciso processo, trasformando così materiali ordinari attraverso processi straordinari.

 Le sedute ottenute sono state realizzate partendo da semplici palloncini gonfiati.

Il processo consiste nel comporre diversi palloncini nella forma desiderata, quindi ricoprirli con un composto di resina per otto volte. Dopo una prima copertura, la superficie del palloncino sembra perdere in brillantezza e fisicità ma ripetendo il processo più volte si ottiene un oggetto solido, con una rigida struttura capace di sopportare il peso.

La resina richiede una mezza giornata per ogni strato spalmato, e quindi un’intera settimana per completare la seduta.

Gli oggetti ottenuti sono sorprendentemente poetici, mostrando un aspetto apparentemente fragile e leggero, ma in realtà molto solidi. La tattilità del palloncino è tradotta in vetro colorato con una finitura brillante. Le sedute non risultano sicuramente morbide, bensì hanno la consistenza di forniture in plastica, ma del resto il confort non è lo scopo primario di questa sperimentazione.

L’ispirazione di Seung Jin Yang si può trovare nel lavoro del designer olandese Marcel Wanders, che aveva già preso in considerazione la resina per le Knotted Chair del 1996 – ma solo in combinazione a un’anima in fibra di carbonio e di aramide.

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credits: seungjinyang.com

DESIGN / EXHIBITIONS

HAZE BY WONMIN PARK

Capita, purtroppo poco spesso, di innamorarsi di una collezione vedendola crescere e cambiare seguendo l’evoluzione del lavoro di un designer. E’ il caso della collezione Haze disegnata da Wonmin Park, presentata per la prima volta nel 2013 ha mantenuto la sua essenza aggiungendo pezzi di anno in anno, migliorandone aspetti tecnici senza tradire quell’estetica tanto cara al designer nato a Seoul con base a Parigi e una laurea conseguita ad Eindhoven.

La collezione è realizzata in resina, i primi pezzi erano colorati con pigmenti dal rosso al blu mentre gli ultimi nelle sfumature del grigio, e si presentano con forme geometriche regolari e definite.

Questa geometria viene mitigata dalle sfumature della resina, dai contrasti e dagli effetti provocati dalla luce, declinati in ogni pezzo della collezione dai tavoli alle sedie, dalle librerie alle poltrone.

Dopo essere stato esposto in occasione delle maggiori manifestazioni mondiali legate all’arte e al design, da Miami a Milano, il lavoro di Wonmin Park è stato anche protagonista della recente mostra presso la Carpenters Workshop Gallery di Parigi, in occasione della quale sono stati presentati i pezzi più recenti della collezione Heze, da due anni in continua evoluzione.

Le aggiunte recenti includono sgabello, tavolo e poltrona, con variazioni di colori tra il grigio, il blu, il bianco, il rosso, il verde e il giallo con richiami contrastanti, vicini alla natura ma anche ad elementi freddi, dalla nebbia alla plastica.

Wonmin Park si è spinto in un approfondito lavoro di ricerca del materiale, la resina, raggiungendo un traguardo fatto di praticità ed estetica, per una collezione fatta di dissonanze che producono bellezza.

credits: wonminpark.com, Carpenters Workshop Gallery.

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