ARCHITECTURE / INTERIORS / photography

DENTRO GLI STUDI DI ARCHITETTURA

Entriamo all’interno degli studi di architettura dove vengono progettate alcune delle opere più conosciute al mondo e lo facciamo attraverso il punto di vista del fotografo Marc Goodwin.

Da Londra a Beijing, Marc Goodwin attraverso le sue fotografie ha documentato gli interni di alcune delle più importanti firme d’architettura, esplorando spazi che raccontano storie differenti.

Siamo abituati a vedere i progetti firmati da nomi come Renzo Piano e MAD Architects ma questa volta ad aprirsi sono le porte dei loro uffici, gli spazi di lavoro dove un progetto viene immaginato e concretizzato passo dopo passo.

Una visione privata ed esclusiva

Una visione del tutto inaspettata, privata ed esclusiva, per comprendere realtà di grande fame e successo, differenti per estetica ma anche nella scelte funzionali all’interno dello spazio, spesso connesse al Paese di origine e ai metodi di lavoro adottati.

Goodwin, fondatore dello studio fotografico archmospheres, narra attraverso i suoi scatti realtà differenti, alcune caotiche altre minimali, raccogliendo queste esperienze diverse attraverso la loro città d’elezione.

L’impressione è quella di spiare dal buco della serratura posti solitamente inaccessibili per cercare di carpire i segreti di chi il mondo dell’architettura contribuisce a cambiarlo ogni giorno attraverso le proprie opere.

Photo Credit: Archmospheres and Mathieu Fiol (Studi a Parigi)

ARCHITECTURE / TRAVEL

5 PROGETTI A TOKYO

Quest’estate il nostro viaggio di ricerca andrà a scoprire Tokyo, partiremo (venerdì) per il Giappone alla ricerca di ispirazioni e nuovi linguaggi per comprendere il continuo divenire di un nuovo modo di concepire il nostro settore e non solo. Il Giappone da sempre è una culla di culture e stili di vita di certo diversi dai nostri, dal cibo al design vi racconteremo day by day un mondo si lontano ma forse anche un po’ vicino.

Rimante collegati su tutti i nostri social tra Instagram e Facebook oltre alle dirette quotidiane su Snapchat nei nostri profili personali: @simonaflacco e @riccardo_crenna.
(Se non avete snapchat è il momento giusto per scaricarlo)

Nel mentre ecco un piccolo assaggio di architetture e progetti, in attesa del nostro Best Of.

Tods_Omotesando_Building_Toyo_Ito

Tods Omotesando
5-1-5 Jingumae, 1 Field Tods Omotesando Bldg, Shibuya, Tokyo
Progetto Toyo Ito, 2004

Dior Omotesando
5-9-11 Jingumae, Shibuya-ku, Tokyo Japan
Progetto SANAA, 2003

PRADA_BOUTIQUE_AOYAMAPrada Aoyama
5-2-6 Minami-Aoyama Minato-ku Tokyo Japan
Progetto Herzog and de Meuron, 2003

renzo_piano_tokyo_hermesHermes Ginza
5-4-19 Ginza Chuo-ku Tokyo Japan
Progetto Renzo Piano. 2001

philippe starck tokyo asahiAsahi Super Dry Hall
1-23-1 Azumabashi, Sumida-ku, Tokyo
Progetto Philippe Starck, 1989

Photo Credit: Prada, Dior, Renzo Piano, Philippe Starck, flickr.com
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ARCHITECTURE / TRAVEL

MUSEUMS 2015/16

Progettare un museo non è solo un’azione, un esercizio di stile o un risultato da raggiungere nella carriera di un architetto, è uno dei mezzi più efficaci per partecipare alla vita attiva di una città modificandola secondo i propri parametri.

Durante il 2015 ne abbiamo parlato attraverso esempi concreti, dall’ultima fatica di quello che viene definito “the Master of museum design” aka l’italianissimo Renzo Piano con all’attivo 25 progetti realizzati, allo studio Diller Scofidio + Refro che ha firmato il The Broad, il museo recentemente inaugurato a LA dedicato all’arte contemporanea.

Un ideale tour per scoprire questi nuovi gioielli d’architettura parte da New York con il Whitney Museum, passa da Los Angeles con il The Broad e si conclude a San Francisco dove nel maggio 2016 è prevista l’apertura del rinnovato ed ampliato SFMOMA.

WHITNEY MUSEUM, RENZO PIANO, NEW YORK

Comunicare con la città, questo il concept principale del Whitney Museum progettato da Renzo Piano a New York, un edificio che dialoga con il suo intorno, tra l’High Line e l’Hudson River le sue pareti di vetro fanno spaziare lo sguardo tra le strade e gli interni del museo. Una sfida progettuale che l’architetto italiano ha intrapreso come con passione consegnando alla città un’opera che è molto di più di un semplice edifici. Read More..

BROAD MUSEUM, DILLER SCOFIDIO + REFRO, LOS ANGELES

Il Broad Museum a Los Angeles, un progetto edito da Diller Scofidio + Renfro, uno spazio che ha dovuto subito confrontarsi con il vicino ed iconico Walt Disney Concert Hall di F.O. Gehry. Due dettagli progettuali che subito identificano la struttura sono gli angoli sollevati e la facciata a griglia che lavorando con la luce modifica lo spazio al suo interno.

Una scatola che avvolge un interno e trova la sua chiave di lettura nel modo in cui si rapporto con l’intorno gli angoli rialzati chiamano a se la strada e lo stacco compositivo con il Concert Hall regala la forza in più a questo progetto. Read More..

SFMOMA, SNOHETTA, SAN FRANCISCO

Il rinnovato SFMOMA, in collaborazione con lo Studio di Architettura Snøhetta, include ed amplia il museo esistente progettato nel 1995 da Mario Botta. Triplica lo spazio a disposizione delle collezioni e dei visitatori, migliora l’accoglienza e modifica il paesaggio urbano di San Francisco diventandone un nuovo simbolo.

credits: Iwan Baan, Henrik Kam, whitney.org.

EXHIBITIONS

THE COLLECTIVITY PROJECT

Due tonnellate di mattoncini bianchi Lego nelle mani di dieci studi d’architettura, per realizzare un paesaggio urbano immaginario da esporre in occasione della mostra curata dall’artista Olafur Eliasson sulla High Line di Manhttan.

Questa ex ferrovia sopraelevata, diventata ben presto un nuovo simbolo di New York, non solo ospita questa mostra ma invita il pubblico a prenderne parte, modificando le opere realizzate dagli architetti con i Lego.olafur_2

Se l’interpretazione di ogni studio corrisponde agli stilemi che siamo abituati a vedere nelle opere reali di questi progettisti (OMA ha realizzato una torre asimmetrica, BIG una torre a punta, Renzo Piano una pagoda) quello che rimane imprevedibile è la risposta del pubblico, quali blocchi aggiungeranno o toglieranno da questo paesaggio urbano.

L’esposizione è visibile nel punto in cui l’High Line si incrocia con la West 30h Street fino al 30 Settembre 2015.

Pronti a vedere come viene modificato o a modificare il lavoro di OMA, Diller Scofidio + retro, BIG, Steven Holl, Renzo Piano e colleghi?

May 29 – September 30, 2015 Daily, 10:00 AM to 7:00 PM On the High Line at West 30th Street | Free | No RSVP Required | Ages 4+

credits: art.thehighline.irg

DESIGN / FASHION

WHITNEY BAG

Nuova edizione limitata. Max Mara ha aperto le porte della moda ad un archistar: stiamo parlando questa volta di  Renzo Piano che per l’inaugurazione del suo recente progetto museale , Il Whitney Museum a New York, ha modellato la pelle rendendola rigida e lineare per realizzare la “Whitney bag”.

Lunghe fasce verticali di pelle  si congiungono creando delle bordature trapuntate esterne, che si sviluppano per tutta l’altezza della borsa. I dettagli in metallo galvanizzato color palladio opaco le donano ancora più rigore, mentre  due scomparti interni capienti con apertura laterale a  doppio libretto e divisi da  una tramezza con zip la rendono estremamente  funzionale. Doppio manico, completa di tracolla regolabile e rimovibile fino ad una lunghezza di 108 cm, per un effetto di grande eleganza e sobrietà contemporanea.

Queste forme sembrano quasi  echeggiare la facciata del nuovo museo,

reminiscenza  dei diversi livelli a fascia dell’edificio. Indiscutibile il colore, un bianco ghiaccio, ottenuto dopo vari esperimenti dosando mille nuance di grigio. Ma  è anche disponibile  una versione commerciale in formato  small con tre diverse tonalità : cuoio, bordeaux e nero, tutte con interni di un rosso Alcantara acceso di gran contrasto.

Prodotte solo in 250 pezzi numerati, distribuite in parte  on-line ed in parte vendute dal museo, le borse sono andate tutte immediatamente sold out. I profitti della borsa verranno donati alla Renzo Piano Foundation, un’organizzazione no-profit con sede a Genova, che ha lo scopo di promuovere attività  di ricerca.

Un oggetto esclusivo che combina la bravura ,ancora una volta italiana, di icone come Piano e Maramotti.whitney_bag_5

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