DESIGN / TRAVEL

HOW TO KEEP UPDATE ABOUT LATEST DESIGN TRENDS

Oggi vi sveliamo un trucco: la nostra chiave di lettura per la cultura contemporanea del progetto passa attraverso il lavoro svolto da alcune brillanti gallerie di design: siamo sempre alla ricerca di nuovi indirizzi visitare, in maniera quasi compulsiva, in occasione di ogni viaggio.

E non dite che non ve l’avevamo detto perché già due anni fa avevamo pubblicato una selezione di gallerie da tenere d’occhio, che sarebbe da aggiornare e implementare, ma rimane un buon punto di partenza

Oggi raccontiamo Etage Project, la galleria d’arte e design di Copenhagen che si spinge sempre oltre i classici confini che separano le discipline, l’astrazione dalla funzione, fornendo un punto di vista teorico ed estetico, interdisciplinare e contemporaneo.

Abbiamo scoperto FOS nella galleria Etage Projects

Tra gli artisti che abbiamo approfondito attraverso il lavoro di Stage Project c’è FOS. All’anagrafe Thomas Poulsen, danese, classe 1971, con una spiccata capacità di attirare la nostra attenzione – come quando all’apertura dello store Céline a Milano siamo rimasti ad ammirare le sue opere incantati.

E’ un approccio poetico che non rinuncia allo humor che tanto cerchiamo oggi in un progetto più di prima, e tra le prossime mostre in programma la galleria Etage ci ha parlato di ‘LEAKING FOUNTAIN’, l’istlallazione firmata FOS che verrà svelata a Copenhagen il 21 settembre. Non vediamo l’ora di scoprirla.

. All’anagrafe Thomas Poulsen è danese, classe 1971, con una spiccata capacità di attirare la nostra attenzione – come quando all’apertura dello store Céline a Milano siamo rimasti ad ammirare le sue opere incantati.

E’ un approccio poetico che non rinuncia allo humor che tanto cerchiamo oggi più di prima, e tra i prossimi progetti la galleria Etage ci ha parlato di ‘LEAKING FOUNTAIN’, l’istlallazione firmata FOS che verrà svelata a Copenhagen il 21 settembre. Non vediamo l’ora di scoprirla.

Photo Credit: ETAGE PROJECTS

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DESIGN / EXHIBITIONS

DA NEW YORK: I AM I

Più di novanta progetti tra lampade, vasi e oggetti tutti firmati dall’artista-designer Jos Devriendt in mostra New York.

La galleria Demisch Danant con la mostra I AM I racconta il lavoro di questo artista europeo e lo fa attraverso una selezione di progetti in ceramica, tutti riconducibili all’immaginario che Jos Devriendt ha costruito negli anni.

Le forme e i colori sono un inno alla ricerca dell’artista e al surrealismo che si legge in ogni sua opera realizzata per cambiare la percezione dell’oggetto e del contesto.

Un’occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt

La forma delle lampade si riferisce esattamente a quello che sembra, un fungo, e la scelta del porcellana sommata ai suoi colori permette all’oggetto di cambiare: di giorno la luce naturale filtra attraverso la lampada mentre di notte la luce artificiale modifica la percezione del colore e della forma.

I AM I è in mostra fino al 16 Dicembre e la galleria da cercare è la Demisch Danant – 30 West 12th Street New York, New York – ma per chi non fosse nella Grande Mela questa è comunque una buona occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt.

Photo Credit: Demisch Danant 

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DESIGN / INTERIORS / TRAVEL

SEI VOLTE MILANO

Six è il nuovo indirizzo a Milano, dove respirare un’atmosfera unica, dove diverse realtà convivono per creare un unicum dal carattere definito.

Siamo in via Scaldasole, a due passi dalla Darsena, e qui l’identità di Six si esprime attraverso una galleria di design, un bistrot e una boutique di progettazione del verde, all’interno di un luogo inatteso, a metà tra una corte milanese e i richiami esotici da riad.

Galleria, Bistrot e flower shop.

E’ un angolo intimo, dove l’atmosfera studiata e ovattata, porta ad abbassare il tono di voce per osservare i contrasti immergendosi in un ambiente grigio fumé dal sapore quasi brutalista.

Il risultato finale non è solo la somma della galleria di design (Six), del bistrot (Sixième) e dello studio di progettazione del verde, ma è un pezzo di vecchia Milano che trova il suo posto nella nuova Milano.

Photo Credit: Alberto Strada

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INTERIORS / TRAVEL

Mjölk, l’ordinario è straordinario

Mjölk (latte), uno store e una galleria di Toronto, si trova in un edificio bianco vittoriano con gli interni progettati da Studio Junction.

Si tratta di un luogo  puro ed essenziale, aperto da John e Juli, una coppia nel lavoro e nella vita, con all’attivo collaborazioni con designer di primo piano e pubblicazioni internazionali.

John e Juli Baker sono l’anima di questo luogo che racconta prima di tutto uno stile di vita e lo fa attraverso una selezioni di prodotti senza tempo, scelti facendo attenzione a dei valori cari alla coppia come funzionalità e artigianalità.


 

 

John e Juli Baker sono l’anima di questo luogo

La bellezza dei pezzi è prima di tutto nel loro essere straordinari nonostante la loro ordinaria funzione, in pratica sono gli oggetti che vengono usati comunemente tutti i giorni.

La galleria espone opere di artisti e artigiani provenienti dalla Scandinavia e dal Giappone, una caratteristica utile per comprendere la visione di John e Juli e la qualità dei risultati raggiunti: per Mjölk i suoi proprietari hanno lavorato su diverse collezioni prodotte in esclusiva che esplorano il tema del rituale quotidiano.

Una visione straordinaria dell’ordinario da scoprire a Toronto, in esclusiva da Mjölk.

Photo Credit: Norr Studio

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DESIGN

DOMESTIC APPEAL

Avevo già parlato di Chamber e torno a farlo per raccontare la terza di quattro mostre presentate dalla galleria di New York in collaborazione con Matylda Krzykowski, incentrata sulla dimensione domestica e ispirata al collage di Richard Hamilton “Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?”.

Matylda Krzykowski si è interrogata su come gli oggetti siano in grado di controllare il nostro modo di usarli, uno degli esempi più semplici è quello di una sedia poco ergonomica che  condiziona il modo di sedersi. Gli arredi presentati in occasione della mostra “domestic appeal” sono stati realizzati per l’occasione in esclusiva e sono spesso il risultato del confronto tra i designer coinvolti e Matylda Krzykowski.

I temi ricorrenti nei diversi progetti raccontano storie ironichecolorate e irriverenti con una forte matrice legata al mondo del gioco, non solo come momento di leggerezza ma come punto di partenza per provare interpretare il mondo del progetto attraverso una via del tutto personale.

Chamber attraverso questo ciclo di mostre si discosta dalle proposte omologate delle classiche gallerie di arte/design e si pone come attore centrale all’interno di un contesto fatto di sperimentazione.

L’audacia della galleria newyorkese viene  premiata con la qualità dei lavori dei singoli designer esposti.

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