DESIGN

NOMADIC LIFE

Nomadic Life è una collezione di oggetti facilmente trasportabili da un posto all’altro, ispirati alla culturagiapponese e alle sue lavorazioni artigianali.

Questo progetto di Gerardo Osio respira attraverso la tradizione ma è fortemente contemporaneo: si rivolge a chi si trova spesso a cambiare indirizzo, a spostarsi per lavoro, a possedere sempre meno e condividere sempre di più.

Nomadic Life non è solo di una collezione di oggetti ma una fedele interpretazione della realtà, delle esigenze legate ai modi di vivere contemporanei.

 

 

Dedicato ad uno stile di vita nomade

Ogni prodotto è realizzato con materiali naturali come legno e pelle, in collaborazione con sei differenti botteghe artigiane giapponesi, da Kyoto a Okayama. Tra gli oggetti inclusi nella collezione Nomadic Life troviamo una scatola in legno, un tradizionale tatami, un cuscino, stoviglie in rame e altri pezzi per completare un kit da vita nomade.

Gerardo Osio con questa collezione si ispira chiaramente alla cultura giapponese, in particolare a due tra le religioni più popolari come Buddismo e Scintoismo, con una dedica ad uno stile di vita nomade, semplice, che necessita di poche cose per sentirsi ovunque a casa.

 

Photo Credit: Gerardo Osio

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ARCHITECTURE

GUARDARE AL FUTURO: PREFAB HOUSES

Il mondo delle strutture prefabbricate ha radici lontane. Abitazioni, uffici, spazi espositivi e molto altro progettati e costruiti con metodi e sistemi diversi dallo status quo; un’idea spesso erroneamente associata ad un concetto di poca rifinitura. Non è così.

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Un filone progettuale incredibilmente attuale

L’esigenza è nata quasi contemporaneamente all’esigenza stessa di casa, un percorso parallelo che si è evoluto negli anni sopratutto nei paesi anglofoni e nord europei.
Idee e concept che, se visti oggi, appaiono al limite tra l’avvenieristico e l’incredibilmente attuale; recupero dello spazio, polifunzionalità degli elementi e idee definite al servizio di funzioni essenziali. Ma anche tanta estetica e ricerca per il dettaglio e i materiali. Un filone progettuale che oggi sta avendo molto successo.

Un primo boom dei prefabbricati c’è stato con gli anni 60/70 soprattutto in America e nord Europa (un piano di Wiston Churchill promuoveva dopo la seconda guerra mondiale case prefabbricate: “Muoviti e muovi la tua casa con te!) e nei paesi dell’est, Russia in testa, dove architetti e progettisti hanno sviluppato idee a tratti lungimiranti senza però un vero e proprio seguito; forse le tecnologie non erano ancora quelle adatte.

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Oggi nuove tecniche di lavorazione del legno, materiali innovativi e sistemi produttivi rinnovati stanno già permettendo la diffusione di unità abitative non solo esteticamente appaganti e funzionali ma anche economiche, in classe A e uniche.

Muji, colosso del low cost giapponese, ha iniziato a vendere le sue case prefabbricate progettate da Konstantin Grcic, Jasper Morrison e Naoto Fukasawa. Non gli ultimi arrivati.

In italia l’iter burocratico per una prefab house è lo stesso di una casa in mattoni ma questo non intacca la maggiore economicità del prodotto. Immaginate un mondo in cui non solo potete spostare tutti i vostri arredi in una scatola come abbiamo visto in questo progetto ma potremo spostare anche la nostra casa.

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prefab_house_2In questo articolo:
Maison Standard Metropole, Jean Prouve
Dymaxion Deployment Unit
Futuro, Oy Polykem
Muji House

Photo credit: pinacoteca agnelli, “Prefab houses” edito da Taschen, Architecture de Collection, Revolution Precrafted Properties, Galerie Patrick Sequin, 

DESIGN / EXHIBITIONS

MARCEL WANDERS FOR LOUIS VUITTON

Se ogni viaggio è diverso, in grado di ispirare e sorprendere, non poteva essere diversa la proposta di Marcel Wanders per la chaise longue multifunzionale inserita nella collezione Objets Nomades di Louis Vuitton.

Questo elemento d’arredo vuole, a detta del designer, riflettere proprio il costante cambiamento a cui ci sottopone ogni nuovo viaggio, fatto di situazioni in evoluzione continua dove anche sapersi adattare diventa fondamentale.

La chaise  long segnata da Wanders può essere infatti anche pouf o poltrona, agganciando o sottraendo ognuno dei quattro elementi che al massimo la compongono, per poi essere comodamente chiusa e riposta, quando il viaggio è finito o in casa c’è bisogno di spazio.

Si tratta di un nuovo elemento della collezione firmata LV, già composta da elementi adatti ad una vita nomade, fatta di continui spostamenti, è disponibile in turchese o nella classica pelle della Maison francese per i più tradizionalisti.

Credits: marcelwanders.com

agenda / ARCHITECTURE / EXHIBITIONS

PROJECTS FROM #CHICAGOBIENNIAL

Sono due diverse proposte tutte incentrate sull’idea e sula necessità di unità abitativa, ma aldilà di ogni ragionevole dubbio hanno sicuramente in comune l’occasione che ci ha permesso di conoscere queste tre proposte progettuali e mi riferisco alla Biennale d’Architettura di Chicago.

1. Project by Tatiana Bilbao

Il prototipo presentato dall’architetto Tatiana Bilbao è la sua soluzione alla carenza di social housing in Messico con tutte le conseguenze che questo comporta. Si tratta di un edificio modulabile, con bassi costi di realizzazione, adattabile a nuclei famigliari di diverso numero e può essere modificato per essere adeguato alle differenze climatiche nelle varie zone del Paese cambiando il layout interno e i materiali. Una risposta concreta ad un problema enorme e la dimensione della questione è determinata dal numero di persone coinvolte.

2. Project by All(zone)

La tendenza ad uno standard di vita nomade l’avevamo esaminato e la proposta dello studio All(zone) è una ulteriore proposta per rispondere a questa esigenza. La Light House è un’abitazione di circa 12mq progettata per utilizzare gli edifici rimasti incompleti in molte grandi città tropicali.

La struttura è realizzata in griglia metallica e  “muri” in nylon, che probabilmente qualche problema di privacy lo creano, mentre all’interno lo spazio include una scrivania, un letto e un armadio, il necessario ad eccezione dei servizi che crediamo siano previsti per ogni piano dell’edificio. Il prototipo è stato messo alla prova e realizzato all’interno di un garage abbandonato di Bangkok dove due giovani designer hanno vissuto, vedere il video per credere.

DESIGN

NOMAD DESIGN

I riferimenti al design nomade e agli stili di vita che cambiano dell’ultimo editoriale trovano un’espressione concreta con progetti realizzati per rispondere alle nuove esigenze, fatte di abitudini mutevoli e spostamenti da una città all’altra.

Tendenze nuove o rinnovate che pongono domande precise legate ad un modo di vivere nomade.

Spostarsi per brevi periodi in città nuove, tornare a vivere in casa dei genitori dopo anni, arredare una nuova abitazione di ridotte dimensioni sono le esigenze rinnovate e le risposte arrivano puntuali attraverso le soluzioni di designer contemporanei.

Travel Box permette di portare in una scatola un kit completo di arredi essenziali per arredare una nuova abitazione o una casa temporanea, dal letto al tavolo, dalla sedia all’armadio, con l’aggiunta di una bici. Un nuovo approccio al viaggio e ai traslochi, frequenti e frenetici, fatti di periodi più o meno lunghi da una parte all’altra del globo.

Home Back Home è il progetto realizzato dallo studio spagnolo PKNM per rispondere ad un’esigenza in forte crescita, quella di fornire una soluzione per tutte le persone (le statistiche parlano di un’età tra i 25 e i 40 anni) che dopo anni vissuti lontani dalla famiglia tornano a convivere con i propri genitori, spesso in una stanza rimasta ferma agli anni del liceo.

Adattare la stanza di un teenager a quella di un adulto è la mission di questo progetto e per riuscire nel suo intento lo studio PKNM è partito da due casi studio, riuscendo ad adattare la vecchia casa alla nuova situazione, sfruttando ogni elemento esistente per dare una seconda vita agli oggetti.

2,5³ la risposta contemporanea al “living cube” inspirato alle strutture abitative modulari e mobili degli anni Sessanta e Settanta, con differenze fondamentali basate su quasi cinquanta anni di nuove abitudini domestiche.

Il team di designer chmara.rosike ha così disegnato un cubo minimale con al suo interno uno spazio concepito per essere multifunzionale, con studio, letto, cucina e uno studio approfondito di ogni dettaglio, concepito per assolvere a più funzioni.


Mobile Hospitality è un altro progetto interessante del team chmara.rosike, legato questa volta allo spazio esterno e alla responsabilità di ognuno nell’utilizzare uno spazio pubblico. Vincitore di numerosi premi, questo progetto ha l’estetica del DIY con una struttura in legno e molteplici funzioni legate alla cultura del cibo.


credits: pkmn.es, chmararosinke.com

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