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11 HOWARD, HOTEL E DESIGN

Design e viaggio, un binomio che racconta storie bellissime, di collaborazioni che producono risultati eccellenti come nel caso 11 Howard, l’hotel che a New York sta conquistando la scena dell’hotellerie.

Siamo a Soho, in una delle zone più vivaci di Manhattan, e lo studio Space di Copenhagen per gli interni di 11 Howard ha collaborato con il direttore creativo dell’hotel Anda Andrei per realizzare un luogo senza tempo, che interrompe le linee di confine tra stili diversi.

Il DNA del minimalismo danese si fonde con la concretezza newyorkese e l’estetica che ne risulta è caratterizzata da materiali naturali e colori tenui che avvolgono gli ospiti in un’esperienza di accoglienza calda e familiare.

Un hotel informale e sofisticato

Oggetti meticolosamente selezionati e arredi su misura rendono 11 Howard una casa più che un hotel, con camere da letto ma anche ambienti comuni che sostituiscono il salotto, la libreria, la sala da pranzo e lo studio che solitamente troviamo tra le mura domestiche.

Space Copenhagen ha disegnato un ambiente informale ma per questo non meno sofisticato, dove interno ed esterno diventano un unicum eccezionale con una vista sulla città da togliere il fiato.

11 Howard è di sicuro una notevole aggiunta sulla scena dell’accoglienza a New York.

DESIGN

RUBBER CYL

Una collezione fuori dal comune, era prevedibile immaginarlo dopo aver approfondito meglio la storia del brand e della designer.

Rubber Cyl è la collezione di tavolini disegnata da Arielle Assouline-Lichten, architetto e fondatrice del brand Slash Objects, con un concept semplice quanto sofisticato.

Slash Object, lanciato e nel 2016 e subito finito nella 2016 American Design Hot List, si pone come punto di riferimento per una ricerca approfondita sull’utilizzo dei materiali, con oggetti dalle forme geometriche e netti contrasti nell’accostamento di texture e colori.

Da Brooklyn un brand dal successo immediato

Arielle Assouline-Lichten ha però un background fuori dal comune che giustifica il successo immediato del brand: ha studiato architettura alla Harvard University e ha lavorato in alcuni degli studi più importanti al mondo come Kengo Kuma, BIG e Snøetta, tra Copenhagen, Parigi, Tokyo e New York.

Adesso lavora e realizza ogni pezzo a Brooklyn, e Rubebr Cyl è parte della collezione Slash Object in continua evoluzione. Questi tavolini, realizzati in gomma e calcestruzzo con dettagli in ottone, sono disponibili in diverse dimensioni e finiture. Difficile scegliere!

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TUTTI PER SOTTSASS

L’occasione è importante e il protagonista delle celebrazioni ancora di più, per questo non sorprende il numero di iniziative che da New York a Venezia ci ricordano il 14 settembre il centenario della nascita di Ettore Sottsass.

Definizioni classiche difficili da applicare nel caso di Ettore Sottsass e impossibile da raccontare in poche righe, il numero di omaggi a questa figura che ha cambiato il mondo del progetto sono una chiara dimostrazione di riconoscenza prima di tutto: tre mostre in alcuni dei musei più importanti al mondo e nuove uscite che popoleranno le librerie di chi ha amato ed ama la cultura del progetto.

• Ettore Sottsass There is a Planet. Una mostra monografica alla Triennale di Milano accompagnata da un libro e da un catalogo, curata da Barbara Radice e con il titolo scelto da Sottsass per un progetto mai realizzato degli anni Novanta. Per la  mostra (dal 15 settembre all’11 marzo) l’allestimento è di Michele De Lucchi e Christoph Radl.
triennale.org

• Ettore Sottsass – Rebel and Poet. All’interno dello spazio Shaudepot del Vitra Design Museum una retrospettiva con arredi, oggetti e fotografie raccontano storia e processi creativi fino al 29 settembre.
design-museum.de

• Ettore Sottsass: Design radical. Nell’ala del Metropolitan Museum di New York destinata all’arte moderna e contemporanea sono in scena i progetti di Sottsass fino all’8 ottobre.
metmuseum.org

Per celebrare Ettore Sottsass

Per chi non intercetta le latitudini di queste mostre ci sono delle nuove uscite da cercare in libreria:

• Ettore Sottsass. Per qualcuno può essere lo spazio. Il primo di tre volumi edito da Adelphi a cura di Matteo Codignola.

• Perché morte non ci separi. Scritto da Barbara Radice, con la profondità dei ricordi e delle sensazioni di chi è stata la moglie di Sottsass.

• Ettore Sottsass. Il Vetro. Uno studio scientifico sulle produzioni dei suoi progetti in vetro di Luca Massimo Barbero.

• Domus #1016, Settembre 2017. La copertina di Domus pubblicata nel mese del centenario è dedicata ad Ettore Sottsass con un’elaborazione grafica di un disegno di Enzo Cucchi. Nel centenario della nascita di Ettore Sottsass, l’artista e amico gli rende omaggio proprio sulla sua Domus con un disegno – “Sottsass”, 2017 – e con un pensiero: “Si nasce con la parola”, che entra fin dentro le pagine della rivista.

Photo Credit: Vitra, Domus

lifestyle / TRAVEL

DUE DESIGN HOTEL PER NON SBAGLIARE

Non solo boutique hotel di nicchia, per chi viaggia spesso scegliere di soggiornare sempre negli stessi hotel è una scelta ponderata, fatta per sentirsi a casa ovunque nel mondo.

Tra gli hotel che preferiamo e che scegliamo spesso quando partiamo per una nuova destinazione ci sono l’Ace Hotel e lo The Standard, da New York a Los Angeles non abbiamo mai sbagliato.

Ace Hotel. “Un posto amichevole, continuamente nuovo” ed è per questo che lo da Chicago a Panama, nonostante ogni Ace Hotel abbia un’identità unica spesso connessa alla città,  è una soluzione sempre in linea con le aspettative.

Non un concetto di hotel unico, qui le convenzioni sono declinate secondo un linguaggio attuale, fatto per attrarre persone pronte ad interagire nei tanti spazi comuni presenti in ogni Ace Hotel.
Non a caso è tra gli hotel consigliati nella nostra guida di Londra!

Cambiare città ma non hotel.

The Standard. E’ stato amore a prima vista ed è stato qui che abbiamo soggiornato durante l’ultimo viaggio a Los Angeles, ma non si tratta solo di un posto dove dormire. Gli Standard hotel da  New York come a Los Angeles o a Miami, sono sinonimo di hotel dove tornare dopo giornate intense o dove rimanere per cenare, ballare o approfittare per fare shopping, le Bain a New York e lo shop online lo dimostrano.

Photo Credit: Ace Hotel, The Standard.

DESIGN

DOMESTIC APPEAL

Avevo già parlato di Chamber e torno a farlo per raccontare la terza di quattro mostre presentate dalla galleria di New York in collaborazione con Matylda Krzykowski, incentrata sulla dimensione domestica e ispirata al collage di Richard Hamilton “Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?”.

Matylda Krzykowski si è interrogata su come gli oggetti siano in grado di controllare il nostro modo di usarli, uno degli esempi più semplici è quello di una sedia poco ergonomica che  condiziona il modo di sedersi. Gli arredi presentati in occasione della mostra “domestic appeal” sono stati realizzati per l’occasione in esclusiva e sono spesso il risultato del confronto tra i designer coinvolti e Matylda Krzykowski.

I temi ricorrenti nei diversi progetti raccontano storie ironichecolorate e irriverenti con una forte matrice legata al mondo del gioco, non solo come momento di leggerezza ma come punto di partenza per provare interpretare il mondo del progetto attraverso una via del tutto personale.

Chamber attraverso questo ciclo di mostre si discosta dalle proposte omologate delle classiche gallerie di arte/design e si pone come attore centrale all’interno di un contesto fatto di sperimentazione.

L’audacia della galleria newyorkese viene  premiata con la qualità dei lavori dei singoli designer esposti.

Realated post:

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