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6 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Pensieri in ordine sparso che, nel loro insieme, raccontano una storia  e sembrano scattare un’istantanea sulla contemporaneità.

Per questo abbiamo raccolto cose, persone, momenti e sensazioni che in un periodo recente, tipo l’ultima settimana, ci hanno particolarmente colpiti.

Da qui la voglia di condividere cosa abbiamo visto di bello, surfando tra una notizia letta e un evento nel cuore di Milano.

1 • New York City.

Abbiamo una gran voglia di tornare in quella che per noi non è solo una città ma un un’esperienza che abbiamo fatto io e Riccardo insieme ad un gruppo strettissimo di amici, e che ci ha portati qui e ora proprio per come siamo. Abbiamo voglia di tornare per sentire la sua energia, per lasciarci contagiare dal suo ritmo e tornare, ancora una volta, alla nostra vita ma con un bagaglio di esperienze maggiore.

2• Burberry Show, Our Time .

Non chiedetemi troppo sulla collezione, ma le luci, quelle sì. E’ stato uno show e io ho guardato qui cerchi perfetti ondeggiare in modo ipnotico fino alla fine, fino a quando a rubare la scena non sono arrivati quei fasci di luce dei colori dell’arcobaleno. Per la sfilata Febbraio 2018, Burberry ha collaborato con United Visual Artists nel reinterpretare l’opera “Our Time”, un’installazione concessa in prestito dal Museum of Old and New Art (MONA) in Australia, per una prima assoluta nel Regno Unito.

3 • Hay Kitchen Market.

Lo ammetto, non avrei dovuto ma non ne posso fare a meno: questa collezione essenziale e squisitamente contemporanea l’ho amata ancor prima di sapere che avremmo curato il suo lancio in Italia. E’ entrata nella cucina del simple flair APARTMENT e non ha portato solo colore ma anche il calore che si trova tipicamente nelle cucine dove si cresce da bambini, dove si ruba la zuccheriera e un biscotto.

4 • 100×100 Achille.

Se c’è un protagonista quest’anno è lui, Achille Castiglioni. Avrebbe festeggiato quest’anno cent’anni e per celebrarlo, all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, arriva una mostra. A popolare gli spazi di uno dei luoghi più affascinanti di Milano, dove la cultura del progetto si respira ad ogni passo, questa volta non sono solo gli oggetti anonimi collezionati da Castiglioni nel corso degli anni ma anche 100 oggetti scelti da altrettanti designer di fama internazionale accompagnati da una cartolina d’auguri. Il progetto di questa mostra, dove i protagonisti sono 100 oggetti-regalo progettati da autori anonimi e scelti da designer noti, è di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, mentre l’allestimento è dello Studio Calvi Brambilla.

5• Suiting.

Sarà la voglia di mettere da parte sciarpe e cappelli per fare spazio ad un guardaroba primaverile, ma abbiamo lasciato che a convincerci fosse questa abbondanza di completi dai colori che troviamo più spesso nei sorbetti che nei nostri armadi. Senza nessuna distinzione di genere, dalle sfilate maschili a quelle femminili, i completi giacca-pantalone convincono tutti.

6• Chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande.

Dal profano al sacro in poche battute sulla tastiera ma se il progetto è di Álvaro Siza Vieira tutto è concesso. Siamo in Francia e questa composizione scultorea in cemento è una, ennesima, conferma che Siza con il suo approccio poetico è uno dei maggiori interpreti dell’architettura contemporanea.

Photo Credit: Simple Flair, Joao Morgado, Acne Studios; Vogue, Burberry, Fondazione Achille Castiglioni.

DESIGN / EXHIBITIONS / featured

DA NEW YORK: I AM I

Più di novanta progetti tra lampade, vasi e oggetti tutti firmati dall’artista-designer Jos Devriendt in mostra New York.

La galleria Demisch Danant con la mostra I AM I racconta il lavoro di questo artista europeo e lo fa attraverso una selezione di progetti in ceramica, tutti riconducibili all’immaginario che Jos Devriendt ha costruito negli anni.

Le forme e i colori sono un inno alla ricerca dell’artista e al surrealismo che si legge in ogni sua opera realizzata per cambiare la percezione dell’oggetto e del contesto.

Un’occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt

La forma delle lampade si riferisce esattamente a quello che sembra, un fungo, e la scelta del porcellana sommata ai suoi colori permette all’oggetto di cambiare: di giorno la luce naturale filtra attraverso la lampada mentre di notte la luce artificiale modifica la percezione del colore e della forma.

I AM I è in mostra fino al 16 Dicembre e la galleria da cercare è la Demisch Danant – 30 West 12th Street New York, New York – ma per chi non fosse nella Grande Mela questa è comunque una buona occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt.

Photo Credit: Demisch Danant 

INTERIORS / TRAVEL

11 HOWARD, HOTEL E DESIGN

Design e viaggio, un binomio che racconta storie bellissime, di collaborazioni che producono risultati eccellenti come nel caso 11 Howard, l’hotel che a New York sta conquistando la scena dell’hotellerie.

Siamo a Soho, in una delle zone più vivaci di Manhattan, e lo studio Space di Copenhagen per gli interni di 11 Howard ha collaborato con il direttore creativo dell’hotel Anda Andrei per realizzare un luogo senza tempo, che interrompe le linee di confine tra stili diversi.

Il DNA del minimalismo danese si fonde con la concretezza newyorkese e l’estetica che ne risulta è caratterizzata da materiali naturali e colori tenui che avvolgono gli ospiti in un’esperienza di accoglienza calda e familiare.

Un hotel informale e sofisticato

Oggetti meticolosamente selezionati e arredi su misura rendono 11 Howard una casa più che un hotel, con camere da letto ma anche ambienti comuni che sostituiscono il salotto, la libreria, la sala da pranzo e lo studio che solitamente troviamo tra le mura domestiche.

Space Copenhagen ha disegnato un ambiente informale ma per questo non meno sofisticato, dove interno ed esterno diventano un unicum eccezionale con una vista sulla città da togliere il fiato.

11 Howard è di sicuro una notevole aggiunta sulla scena dell’accoglienza a New York.

DESIGN

RUBBER CYL

Una collezione fuori dal comune, era prevedibile immaginarlo dopo aver approfondito meglio la storia del brand e della designer.

Rubber Cyl è la collezione di tavolini disegnata da Arielle Assouline-Lichten, architetto e fondatrice del brand Slash Objects, con un concept semplice quanto sofisticato.

Slash Object, lanciato e nel 2016 e subito finito nella 2016 American Design Hot List, si pone come punto di riferimento per una ricerca approfondita sull’utilizzo dei materiali, con oggetti dalle forme geometriche e netti contrasti nell’accostamento di texture e colori.

Da Brooklyn un brand dal successo immediato

Arielle Assouline-Lichten ha però un background fuori dal comune che giustifica il successo immediato del brand: ha studiato architettura alla Harvard University e ha lavorato in alcuni degli studi più importanti al mondo come Kengo Kuma, BIG e Snøetta, tra Copenhagen, Parigi, Tokyo e New York.

Adesso lavora e realizza ogni pezzo a Brooklyn, e Rubebr Cyl è parte della collezione Slash Object in continua evoluzione. Questi tavolini, realizzati in gomma e calcestruzzo con dettagli in ottone, sono disponibili in diverse dimensioni e finiture. Difficile scegliere!

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TUTTI PER SOTTSASS

L’occasione è importante e il protagonista delle celebrazioni ancora di più, per questo non sorprende il numero di iniziative che da New York a Venezia ci ricordano il 14 settembre il centenario della nascita di Ettore Sottsass.

Definizioni classiche difficili da applicare nel caso di Ettore Sottsass e impossibile da raccontare in poche righe, il numero di omaggi a questa figura che ha cambiato il mondo del progetto sono una chiara dimostrazione di riconoscenza prima di tutto: tre mostre in alcuni dei musei più importanti al mondo e nuove uscite che popoleranno le librerie di chi ha amato ed ama la cultura del progetto.

• Ettore Sottsass There is a Planet. Una mostra monografica alla Triennale di Milano accompagnata da un libro e da un catalogo, curata da Barbara Radice e con il titolo scelto da Sottsass per un progetto mai realizzato degli anni Novanta. Per la  mostra (dal 15 settembre all’11 marzo) l’allestimento è di Michele De Lucchi e Christoph Radl.
triennale.org

• Ettore Sottsass – Rebel and Poet. All’interno dello spazio Shaudepot del Vitra Design Museum una retrospettiva con arredi, oggetti e fotografie raccontano storia e processi creativi fino al 29 settembre.
design-museum.de

• Ettore Sottsass: Design radical. Nell’ala del Metropolitan Museum di New York destinata all’arte moderna e contemporanea sono in scena i progetti di Sottsass fino all’8 ottobre.
metmuseum.org

Per celebrare Ettore Sottsass

Per chi non intercetta le latitudini di queste mostre ci sono delle nuove uscite da cercare in libreria:

• Ettore Sottsass. Per qualcuno può essere lo spazio. Il primo di tre volumi edito da Adelphi a cura di Matteo Codignola.

• Perché morte non ci separi. Scritto da Barbara Radice, con la profondità dei ricordi e delle sensazioni di chi è stata la moglie di Sottsass.

• Ettore Sottsass. Il Vetro. Uno studio scientifico sulle produzioni dei suoi progetti in vetro di Luca Massimo Barbero.

• Domus #1016, Settembre 2017. La copertina di Domus pubblicata nel mese del centenario è dedicata ad Ettore Sottsass con un’elaborazione grafica di un disegno di Enzo Cucchi. Nel centenario della nascita di Ettore Sottsass, l’artista e amico gli rende omaggio proprio sulla sua Domus con un disegno – “Sottsass”, 2017 – e con un pensiero: “Si nasce con la parola”, che entra fin dentro le pagine della rivista.

Photo Credit: Vitra, Domus

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