DESIGN / TRAVEL

Museum für Gestaltung – Schaudepot

Lo Schaudepot è il Museo del design e della comunicazione visiva più grande della Svizzera, nonché unica istituzione che dal 1875 in poi ha raccolto manifesti, grafica e oggetti di design che hanno rappresentato la quotidianità, la storia e l’evoluzione culturale e del gusto estetico svizzero.

100 anni di design svizzero”, questo il nome della mostra temporanea che da settembre 2014 presenta in anteprima quattro collezioni che comprendono più di 500.000 oggetti, tra Poster, Oggetti di Design, arte applicata e grafica.

Nella Toni-Areal vengono finalmente mostrate, dopo decenni di meticolose ricerche e catalogazioni, un tesoro artistico culturale senza eguali, nella Design Collection oggetti di uso quotidiano raccontano gli approcci progettuali dell’epoca con autori del calibro di Le Corbusier, Max Bill, Hans Bellmann e Willy Guhl con schizzi, prototipi, modelli, film e fotografie.

La Applied Art Collection comprende oltre 15.000 pezzi e, assieme alla Biblioteca Nazionale Grafiksammlung, è la più antica collezione del Museo.

Originariamente concepita per la formazione, il commercio e l’industria dei secoli XIX e XX include oggetti dell’Art Nouveau da William Morris, Emile Gallé, René Lalique, Hermann Obrist, fino ad Henry van de Velde.

Ed infine la Poster Collection che comprende più di 330.000 oggetti, 120.000 dei quali riguardanti storia, manifesti politici e commerciali provenienti da Svizzera, Europa, Giappone, Cuba, ex Unione Sovietica e Stati Uniti dalla metà dal XIX secolo ai giorni nostri.

Multiculturalità, questioni socio-politiche e gusto estetico si fondono alla quotidianità di un oggetto che, concepito puramente alla sua funzionalità, diventa l’icona di un epoca destinata a fare la differenza.

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ARCHITECTURE

MMM CORONES | ZAHA HADID

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Non è ancora stato inaugurato e l’ultimo progetto di Zaha Hadid riesce a far parlare di sé, rispettando lo stille dell’architetto.

Il sesto Messner Mountain Museo sarà a quota 2275 m, in vetta al Plan de Corones fra Valdaora, Brunico, il Marebbano e la val Badia.

L’apertura al pubblico è prevista per l’estate 2014 e il MMM Corones sarà un tributo al tema della roccia e a Reinhold Messner,  con una struttura scavata proprio nel fiaco della montagna. Il progetto prevede infatti uno sviluppo prevalentemente sottarraneo: mille metri quadrati di superficie su diversi piani che ospiteranno, dall’alto verso il basso, l’ingresso con “museum shop” e i tre sottostanti piani espositivi.

Uno sviluppo sotterraneo in grado di minimizzare anche le dispersioni termiche ma che non esclude la presenza di una terrazza esterna di circa quaranta metri quadri, aperta sul panorama dalle Alpi dello Zillertal all’Ortles, fino alle Dolomiti.

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ARCHITECTURE / TRAVEL

IL MUSE DI TRENTO

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A Trento il MUSE (MUseo delle ScienzE) entra a far parte, con un ruolo privilegiato, del quartiere “Le Albere”, sempre opera di sempre di Renzo Piano.

Nell’ex area industriale Michelin sorge questo nuovo gigante della scienza che si inserisce nel contesto facendo eco alle cime delle montagne che lo circondano.

L’edificio del MUSE si sviluppa su cinque piani fuori terra e due interrati in una successione di pieni e di vuoti che includono funzioni pubbliche, espositive e di ricerca oltre ad uffici, magazzini e servizi.

Il percorso all’interno del museo si sviluppa dall’alto verso il basso: dai ghiacci perenni alla scoperta dell’origine della vita, passando attraverso un “labirinto di biodiversità alpina” per “celebrare la complessità e la fragilità della terra”.

Se la forma dell’edificio ricorda quella delle montagne il percorso si sviluppa come una scalata ascendente, attraverso gli allestimenti della mostra permanente, realizzati per passare inosservati lasciando che a prevalere fosse il contenuto. “Zero Gravity” è infatti l’idea progettuale alla base degli allestimenti museali: cavi sottili in acciaio permettono a tutti gli oggetti di rimanere sospesi nel vuoto, circondando il visitatore a 360°.

I volumi che costituiscono l’edificio si adagiano su uno specchio d’acqua e sono sovrastati da grandi falde di copertura dotate di generosi sbalzi.

Tutto il progetto si basa su una attenzione meticolosa ai principi di sostenibilità e del risparmio energetico: dalla scelta dei materiali ai sistemi di ombreggiatura fino alla scelta di produrre energia attraverso pannelli solari e pozzi geotermici che scendono fino a cento metri di profondità.

Il MUSE sembra essere il risultato di uno studio meticoloso, basato concettualmente sulla scelta di porre il visitatore e non il contenuto del museo in primo piano, reliazzando una struttura in continuo dialogo con la natura.

 

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ARCHITECTURE / TRAVEL

IL TEATRINO DI PALAZZO GRASSI | TADAO ANDO

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Venezia è di nuovo teatro ideale per la realizzazione di un’opera architettonica firmata Tadao Ando.

Il Teatrino di Palazzo Grassi, struttura degli anni Sessanta rimasta in stato di abbandono fino al 1983, riapre dopo dieci mesi di lavori per una ristrutturazione che rispecchia fedelmente il minimalismo dell’architetto giapponese.

Una ristrutturazione che arriva quasi a completare un ciclo iniziato con il restauro di Palazzo Grassi nel 2005 e l’intervento a Punta della Dogana tra il 2008/2009, tutti seguiti all’acquisizione da parte di Francois Pinault dell’intero complesso.

Una superficie di mille metri quadri completa di foyer e un auditorium da 225 posti, oltre che alle aree tecniche come camerini e sala regia, per ospitare conferenze, proiezioni, incontri e concerti.

Il teatrino di Palazzo grassi riapre i battenti conservando i muri perimetrali e adottando una nuova estetica fatta di geometrie, luci e superfici lucide e piane. L’intervento di Tadao Ando sorprende il visitatore catapultandolo in una dimensione moderna in cui è il grigio a fare da padrone e affidando ai tagli e ai volumi la dinamicità dello spazio museale della Pinault Collection.

lifestyle

RECALLING 1993

Le cabine telefoniche sembrano sempre di più un pezzo d’antiquariato a cielo aperto e la loro stessa presenza in città sorprende, soprattutto nella Manhattan che non si ferma mai, quella in cui non c’è il tempo di sedersi nemmeno per bere un caffè.

Il New Museum ha promosso un’iniziativa che vede le cabine telefoniche trasformarsi in macchine del tempo parlanti in grado di fare un salto nel 1993.

Usarle è semplice: basta chiamare gratis l’1-855-FOR-1993 da uno dei call point di Manhattan e a rispondere sarà una delle voci di personalità importanti della città che racconterà cosa accadeva in quel quartiere 20 anni fa.

(info e mappa su nyc.recalling1993.com)

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