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THOMAS BAYRLE, ARTISTA INTERPRETE DELLA SOCIETA’

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Tutto in uno” è il nome della più ampia retrospettiva realizzata in Europa su Thomas Bayrle. In collaborazione con WIELS (Contemporary Art Centre di Bruxelles) sarà visitabile fino al 14 Ottobre 2013 al Museo Madre di Napoli.

Bayrle unisce i simboli delle due società contrapposte durante la guerra fredda facendo vivere nelle sue opere oggetti e temi di natura sia comunista che capitalista. E’ uno dei fondatori e principale esponente della corrente pop in Germania.

Nei 200 lavori esposti, dal 1960 ad oggi si comprende al meglio come Thomas Bayrle si è posto in tempi non sospetti domande sui concetti di comunicazione mediatica, consumismo e società globalizzata; dimostrando un forte senso non solo artistico ma anche pratico nei confronti del mondo che si stava formando e che oggi viviamo.

thomas_bayrle_2Un vero artista del XX secolo che coglie fin da subito i caratteri della nuova società fissando nel tempo un punto di svolta nel cammino dell’evoluzione dei nostri ideali ed i loro cambiamenti decisamente drastici negli ultimi 60 anni.

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ROBERT DOISNEAU | PARIS EN LIBERTÉ ALLO SPAZIO OBERDAN

Una mostra che celebra Parigi, entrando nella sua intimità, nella quotidianità della città che tanto ha amato Doisneau, uno dei più grandi fotografi del Novecento.

Duecento scatti suddivisi in diverse tematiche, dalla Senna ai Bistrot, come uno spaccato sulla vita di chi ha vissuto quegli anni, dal 1934 al 1991, nella Ville Lumière, quella dei mercati Les Halles ormai scomparsi, dei caffè degli esistenzialisti di Saint Germain.

Paris en Liberté è la mostra che ritrae attraverso le fotografie di Doisneau il volto più umano della città, la quotidianità dei parigini in bianco e nero e il loro modo di vivere.

“Doisneau è il fotografo dei piccoli gesti, degli umili, dei baci degli innamorati, dei bambini che giocano, degli artisti di una Parigi d’antan..” osserva Maerna, il vice presidente e assessore alla cultura della Provincia di Milano, in occasione della presentazione della mostra.

Una Parigi in bianco e nero vista con gli occhi di uno dei più grandi fotografi del Novecento.

Robert Doisneau | Paris en liberté |

Spazio Oberdan, Milano | 20 febbraio 2013 – al 5 maggio 2013

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“COMME DES GARCONS WHITE DRAMA” AND ” CRISTOBAL BALENCIAGA, COLLECTIONEUR DE MODE”

Mille motivi per voler tornare a Parigi non bastavano e allora se ne sono aggiunti altri due.
Due mostre di cui anche solo a distanza mi sembra di poter apprezzare l’atmosfera che si respira attraverso le immagini e le descrizioni.
Dicevamo due mostre, ma una sola location: Comme des Garçons White Drama e Cristóbal Balenciaga, Collectionneur de Mode, sono infatti entrambe iniziative del celebre Musée Galliera.
La sede storica del Musée Galliera è in fase di ristrutturazione e queste due mostre si spostano all’esterno,fuori dalle sue mura,  nella cité de la Mode et du Design lungo le rive della Senna.
Un’istallazione recente, dalla forma rettangolare, accoglie in due sale distine le mostre e sembra esserne la cornice ideale.

Comme des Garçons White Drama mette in mostra la collezione primavera-estate 2012 di Comme des Garçons by Rei Kawakubo, presentata per la prima volta durante la Paris Fashion Week dell’ottobre scorso. Uno scenario mozzafiato nel suo estremo minimalismo, in cui i look sono suddivisi in gruppi che rappresentano diverse fasi della vita e sono esposti in grandi bolle trasparenti.
Un racconto tinto di bianco dove pizzo e maniche oversize convivono in un continuo colloquio tra passato e futuro.
Cristóbal Balenciaga, Collectionneur de Mode racconta la storia della passione di Mister Balenciaga per il passato e per i telai.
In esposizione alcune delle creazione di Cristobal Balenciaga del periodo tra il 1937 e il 1968, tra abiti e boleri trovano la giusta collocazione anche schizzi e tessuti provenienti dalla collezione di famiglia.

Due mostre che invitano a fermarsi, per riscoprire la ricchezza di un passato lontano nel tempo e dalla filosofia legata alla velocità di produzione odierna.
Cristóbal Balenciaga, collectionneur de modes
COMME des GARÇONS White Drama

13 aprile – 7 ottobre 2012

Les Docks 

cité de la Mode et du Design34 quai d’Austerlitz 75013 Paris

Maggiori info: 
http://www.paris-docks-en-seine.fr/musee-galliera-hors-les-murs.html?lang=fr

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Savage Beaty@MoMa


Morto lo scorso anno, Alexander McQueen viene ora celebrato al MoMa di New York. Una mostra dal titolo emblematico: Savage Beauty. Perché McQueen è entrato a pieno titolo tra i miti che la moda produce di tanto in tanto. Grottesco, al limite del macabro, ha fatto si che le strade si riempissero di borse, foulard, anelli e ogni genere di feticcio modaiolo con una costante come il teschio. Prima di lui, prima della sua concezione del romanticismo e della morte costantemente ribaditi nelle sue creazione, prima del suo talento, mancava uno degli elementi che continuano ad avvicinare la moda a quella che potrebbe essere definita una semplice forma di arte.
Savage Beauty sarà al MoMa fino a fine luglio, fortunati coloro che avranno la possibilità di vedere la mostra ma soprattutto di vivere la Grande Mela.










Bisogna conoscere le regole per poterle infrangere. Questa è la mia mia missione, demolire le regole rispettando la tradizione
A. McQueen

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Steve McCurry in mostra a Milano



La mostra propone un’eccezionale raccolta di oltre 240 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia. La mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo. Come sottolinea Tanja Solci, curatrice della mostra, è in scena l’anima di un grande artista che nel suo percorso creativo e professionale ha avuto la straordinaria capacità di entrare ed uscire dalla tragedia della guerra, uno scatto diventa simbolo di un momento storico, un ritratto acquista la forza di un’icona sacra. E se per un istante fossero i protagonisti di queste immagini a guardare noi?

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