DESIGN

VICINO E PANNA COTTA, I NOSTRI COFFEE TABLE

Continua il racconto del simple flair APARTMENT che passa attraverso le scelte che abbiamo fatto al suo interno: lo spazio vive attraverso ogni singolo pezzo scelto per entrare a far parte di una famiglia di oggetti diventati casa.

Oggi entriamo nel salotto e qui si trovano Vicino e Panna Cotta, due tavolini apparentemente con molto in comune ma con due storie che sono la narrazione di due differenti approcci progettuali.

Panna Cotta, disegnato da Ron Gilad per Molteni&C, è delicato e pesante allo stesso tempo, un paradosso che diventa reale. Il tavolino, con il piano d’appoggio dall’esile struttura e il contrappeso in marmo, è caratterizzato da una leggera vibrazione che ricorda il tipico dolce a cucchiaio di cui prende il nome.

E’ stato amore a prima vista: abbiamo scelto Panna Cotta nella versione laccata bianca opaco e marmo di Carrara, l’estetica e quel nome irresistibile hanno fatto il resto.

Una famiglia di arredi diventati casa

Vicino, disegnato da Foster + Partners per Molteni&C, nasconde dietro la sua apparente semplicità una componente tecnologica che permette ai due piani di muoversi spostando in primo piano quello che serve.

Vicino è il nostro contrappunto ideale in salotto, è la spalla che permette a questo ambiente di funzionare con due piani d’appoggio sempre pronti e l’estetica del marmo di Carrara che, come si è intuito, è una costante all’interno del simple flair APARTMENT.

Photo Credit: Claudia Zalla

featured / INTERIORS

simple flair APARTMENT

Cos’è il simple flair apartment?

Il simple flair apartment è il luogo dove simple flair trova la sua casa offline, uno spazio pensato per cambiare rimanendo coerente con quello che raccontiamo online.

Il simple flair apartment è casa nostra.

La storia non ancora raccontata su questo spazio è che tra le pareti di questa casa, nel 2010, simple flair si è trasformato da un’idea in realtà: seduti su un divano che non era questo abbiamo giocato con le iniziali del mio nome (SF) e abbiamo scelto di mettere online un blog per raccontare il design e l’architettura, quella che in quel momento studiavamo nelle aule del Politecnico di Milano.

Sono passati degli anni, dal 2010 simple flair ha avuto diverse vite, è diventato un progetto editoriale e l’abbiamo reinventato ogni volta che ne abbiamo sentito l’esigenza, per far sì che corrispondesse alla nostra crescita.

Non ha mai cambiato nome ma su tutto il resto abbiamo lavorato molto, abbiamo lanciato una nuova piattaforma online e costruito una nuova brand identity, fino a quando ad inizio 2017 abbiamo capito che avevamo bisogno di un luogo offline dove il network di simple flair potesse trovare la propria casa.

Casa, perché si tratta prima di tutto della casa dove io e Riccardo viviamo e che oggi è diventato un progetto che attraversa i confini tra interni e comunicazione, proprio come facciamo ogni giorno nel nostro lavoro.

il nostro progetto digital trova la sua casa offline

Siamo a Milano, in Porta Venezia, in un edificio con una precedente vita industriale e oggi convertito in abitazioni, più semplicemente detto loft, e al suo interno trovano spazio zone private e altre destinate alla condivisione: qui incontreremo designer e creativi, organizzando cene e workshop, momenti di condivisione che ibridano lo spazio giocando con il concetto di casa.

Non abbiamo fatto tutto da soli, è stato fondamentale per noi scegliere degli interlocutori in grado di comprendere e condividere un progetto come il simple flair apartment e abbiamo trovato i brand giusti per farlo.

All’interno di questo spazio la nostra carica espressiva e comunicativa viene tradotta attraverso gli arredi di Molteni&C e Vitra, con una selezione di pezzi da sempre per noi punto di riferimento progettuale ed estetico con prodotti disegnati tra gli altri da Charles e Ray Eames, Jean Prouvè, Ferruccio Laviani, Jasper Morrison e Patricia Urquiola.

Il progetto degli interni non poteva non essere di Studio Modulo, lo studio di progettazione fondato con Silvia Fumagalli, che esprime l’aspetto tangibile dell’essere architetti. Così come Studio Modulo per il progetto di interni abbiamo trovato il giusto alleato per la realizzazione del simple flair apartment con Gruppo Censeo, da anni al nostro fianco con la loro esperienza come partner tecnico nella realizzazione di progetti di interni.

 

Ci sembra un nuovo inizio, perché in questi mesi stiamo collezionando esperienze che fino poco tempo fa sembravano impossibili: stiamo lavorando a progetti curatoriali che ci permettono di portare il nostro modo di fare comunicazione nel settore design all’interno di aziende che sono stati i nostri punti di riferimento all’inizio di questa avventura; inaugureremo presto un nuovo spazio oltre al simple flair apartment che sarà l’ufficio dove convivono Studio Modulo e simple flair,  uno studio di progettazione e  un progetto digital; siamo tornati al Politecnico di Milano ma come docenti dall’altra parte della cattedra con il corso di progettazione degli interni di Davide Fabio Colaci; stiamo realizzando contenuti prodotti da simple flair raccontando esperienze come la Modernism Week in California; abbiamo trasformato la nostra casa in una casa per il network di persone che hanno contribuito alla nostra crescita.

 

Noi intanto incrociamo le dita e soprattutto continuiamo con la stessa passione del primo giorno.

Simona e Riccardo


 

Photo Credit: Claudia Zalla

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DESIGN

RIEDIZIONI

Ci siamo chiesti più volte se e queale fosse il modo migliore per affrontare la spinosa questione del rapporto tra la storia del progetto e le più recenti proposte contemporanee, oggi guardiamo tutto da un punto di vista diverso, quello delle riedizioni.

Le riedizioni sono pezzi della storia del design che non hanno mai smesso di essere attuali, tornate in produzione ed alcuni non hanno mai smesso di essere dei best seller per le aziende.

Facciamo una carrellata di quali sono gli ultimi progetti tornati recentemente a far parte di cataloghi importanti e con firme altrettanto altisonanti:

RIEDIZIONI_DESIGN_3• 618 di Carlo Scarpa per Meritalia (1964);RIEDIZIONI_DESIGN_2

• tavolo D.552.2 di Gio Ponti per Molteni (1952);RIEDIZIONI_DESIGN_6

• tavolo E 1027 di Eileen Gray per ClassiCOn (1927);RIEDIZIONI_DESIGN_4

• Gilda di Carlo Mollino per Zanotta (1954);

RIEDIZIONI_DESIGN_5• Pollock Arm Chair di Charles Pollock per Knoll (1960).

DESIGN / EXHIBITIONS

MOLTENI!80

Manca una settimana al Salone del Mobile 2015 e se per tutti è momento di fibrillazione per  Molteni&Co ha un sapore particolare. Leader nel settore dell’arredo e design compie 80 anni e lo fa in grande stile, con una retrospettiva dal titolo “80!Molteni” che tocca tutte  le tappe di una storia 100% Made in Italy.MOLTENI80_2

Fondata a Giussano nel 1934 da Angelo e Giuseppina Molteni, è il fiore all’occhiello di una realtà industriale che ha saputo superare il ricambio generazionale e assimilare le nuove tecnologie.

Azienda che fin dalle origini ha saputo distinguersi,contribuendo in prima fila alla crescita di quella realtà industriale brianzola, è presente fin dalla prima fiera del salone del mobile nel 1961.

Una mostra curata da JESPER MORRISON con il supporto grafico di Studio Cerri & Associati, un percorso attraverso i prototipi mai prodotti e oggetti icona dei marchi che formano il gruppo: Molteni&C, Dada, Uniform e Citterio.

Arredi storici che hanno cavalcato i decenni e raccontano la storia dell’azienda, fin dagli anni 50 impegnata in collaborazioni con firme dell’architettura e del design di fama internazionale come: Foster+Partners, Jean Nouvel, Álvaro Siza, Pier Luigi Cerri, Michele De Lucchi, Rodolfo Dordoni, Ferruccio Laviani, Luca Meda, Dante Bonuccelli, Aldo Rossi, Afra e Tobia Scarpa, Hannes Wettstein, Patricia Urquiola, Ron Gilad, Werner Blaser, Richard Sapper. Leggendaria  la riedizione di una collezione di arredi disegnati da Gio Ponti negli anni dal 1935 al 1970.

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Potrete ammirarla dal 14 aprile al 30 giugno nello splendido scenario della Galleria D’Arte Moderna di Milano in via Palestro 16.

ARCHITECTURE / INTERIORS

MOLTENI&C RINNOVA IL SUO HEADQUARTER CON GLASS CUBE E QALLAM

Un volume trasparente, superfici riflettenti e 400 mq di spazio da reinventare interpretando i temi distintivi: i materiali, la qualità, l’esperienza, la tecnologia, l’industria e l’artigianalità. 

Caratteristiche emblematiche per Molteni&C che per il polo produttivo di Giussano ha voluto Ron Gilad, primo di una serie di designer che verranno chiamati ogni anno a lavorare negli spazi dell’azienda lombarda, per il progetto del padiglione espositivo Glass Cube.

Un cubo minimale senza partizioni come mezzo di esposizione per l’eccellenza, dove l’intervento mira all’utilizzo di volumi aggiunti atti alla suddivisione dello spazio.

Il risultato è una celebrazione dei prodotti in maniera approfondita, un autopsia del design mai vista, così Gilad reinterpreta e decostruisce l’oggetto per mostrare i dettagli più nascosti e mai rivelati. Tra sezioni ed esplosioni materiche troviamo un divano sottosopra, il cassettone di Gio Ponti “alla Damien Hirst” sezionato in due e il famoso Piroscafo, disegnato da Luca Meda e Aldo Rossi, generatore di luce.

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Un cubo minimale senza partizioni come mezzo di esposizione per l’eccellenza, dove l’intervento mira all’utilizzo di volumi aggiunti atti alla suddivisione dello spazio.

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Focus del progetto la  Wunderkammer  curata da Francesca Molteni, dove realtà e fantasia si fondono attraverso la tecnologia multimediale del 3D mapping, ricostruendo e rimodellando spazi e oggetti con le musiche composte da Fabrizio Campanelli ed eseguite dalla Budapest Symphony Orchestra.

Si rinnova nel polo produttivo Molteni&C, anche lo Spazio Qallam, realizzato nel 2006 da Patricia Urquiola e Menzione d’onore del XXIII Premio Compasso d’Oro ADI. Protagonista del nuovo allestimento è l’installazione multimediale “How you make it” sulla creazione industriale dei prodotti Molteni&C e i suoi 80 anni di esperienza e qualità. Un grande schermo racconta la realizzazione di alcuni prodotti-icona del marchio Molteni&C, dal tavolo Arc  di Studio Foster+Partners all’armadio Gliss Quick, dal cassettone di Gio Ponti ai tavoli Diamond e Filigree, tra qualità e tecnologie industriali.

In un unico luogo convivono il prodotto finito e le fasi che concorrono alla realizzazione dello stesso, un prima e dopo che ben si accostano e che rappresentano la qualità e l’esperienza di Molteni&C.

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