DESIGN / INTERIORS / TRAVEL

A SELECTION OF DESIGN GALLERIES

Non solo modernariato ma anche pezzi unici, ma quello che accomuna tutte queste galleria è un alto tasso di contenuto di design filtrato attraverso una lente dal valore inestimabile: la ricerca. Ricerca e selezione di pezzi da far girare la testa, il consiglio è quello di visitarli uno per volta e non a breve distanza, per evitare di uscirne stravolti: il bello non è scontato ma in queste gallerie di design sembra essere il vero padrone di casa.

 

Una selezione di pezzi unica al mondo

Galleria Luisa delle Piane, Via Giusti, 24, 20154 Milano. Nella vivace zona Paolo Sarpi è uno scrigno dove i vasi di Andrea Branzi coesistono con i prodotti realizzati in Marwoolus;

Gallery Fumi, 16 Hoxton SquareLondon N1 6NT. C’è un aspetto umano nelle collaborazione che la galleria ha stretto nel corso degli anni con clienti, architetti, designer e collezionisti ma anche senso dello humor. E’ poco convenzionale, preferisce le edizioni limitate alle icone ed è preferibile che i pezzi siano stati prodotti a mano.

Rossana Orlandi, via Matteo Bandello, 14/16, 20123 Milano. E’ uno degli appuntamenti imperdibili durante la design week di Milano ma è tutto l’anno il luogo d’incontro tra design e arte;

Nilufar Gallery e Depot, via della Spiga, 32, 20121 Milano. Qui ci sono i pezzi che sognano i collezionisti, gli arredi che non hanno tempo ma hanno un nome e di solito è di quelli che rimbombano nei salotti.

Arma gallery, 110 Drury Lane, Covent GardenLondonWC2B 5SG. La sperimentazione e il design esposti all’interno della galleria londinese sono ogni volta protagonisti degli allestimenti temporanei che animano lo spazio, contenuto mutevole e qualità costante.

Fragile, Via S. Damiano, 2, 20122 Milano. Una galleria con un valore duplice: da un lato la parte storica con pezzi delle grandi firme del XX secolo, dall’altra la ricerca e la produzione di design contemporaneo. Se non bastasse, la sede di Milano è progettata da Alessandro Mendini.

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Plusdesign Gallery, via Privata Giovanni Ventura, 6, 20134 Milano. Una visione contemporanea, legata al presente e proiettata verso quello che verrà, con un approccio tra arte e design, produzioni industriale ed artigianale.

Camp Design gallery, via Giovanni Segantini, 71, 20143 Milano. Una notevole ricerca estetica mista al fiuto per i giovani talenti e la voglia di unire pezzi da collezione. Un incubatore di idee dove incontrare sensibilità progettuale d ironia.

Seeds, 9 Adrian Ave, London NW2 1LX, Regno Unito. Poche stanze e tanti progetti speciali che si muovono tra arte e design, esprimendo una visione ricca del mondo della sperimentazione, delle mostre e della vendita.

Secondome Design Gallery, Via Giovanni da Castel Bolognese, 81, RomaUn luogo dove l’attenzione si focalizza sul design internazionale e i progetti innovativi, con una predilezione per le produzione Made in Italy.

Gallerie Kreo, 31 Rue Dauphine, 75006 Paris. Due sedi, a Londra e Parigi, entrambe portatrici sane di design contemporaneo in edizione limitata e pezzi iconici di illuminazione. E’ un’istituzione, uno dei nomi che a livello mondiale si ripetono per raccontare progetti di qualità.

Erastudio Apartment-gallery, via Palermo, 5, 20121 Milano. Nel cuore di Brera, a Milano, è una galleria che racconta il design (e lo vende) associandosi sempre a figure di spicco in un contesto dal respiro internazionale, come nel 2015 con la collaborazione in occasione di MiArt a cura di Nanda Vigo.

Carina Gallery, Bourj Hammoud, Libano. Con sede a Beirut è stata la prima nel 2010 ad essere avere in Medio Oriente. Un fattore da non sottovalutare soprattutto se associato ai suoi fondatori, Nicolas Bellavance-Lecompte and Pascale Wakim, entrambi architetti e con la capacità di raccontare la propria visione del design durante le occasioni di visibilità più eclatanti, come la design week di Milano.

Southern Guild, 10 Lewin St, Foreshore, Cape Town, 8001, Sudafrica. Sono gli ambasciatori del design da collezione in sud Africa, aprendo al mercato internazionale il lavoro dei designer locali, con un coinvolgimento emozionale e l’invito a riflettere.

Carpenters Workshop gallery, 3 Albemarle Street – W1S 4HE, London. Mostre che superano i confini tradizionali che delimitano le varie aree di influenza tra design e arte, con espressione sempre nuove e la capacità di affermare uno stile proprio.

Ognuna di queste realtà ha un profilo instagram, è da lì che arrivano le immagini che vedete ed è lì che dovete seguirle. L’ennesima dimostrazione della lungimiranza e della capacità di comunicare indipendentemente dal mezzo, attraverso una selezione di oggetti design o un social network.

ARCHITECTURE / INTERIORS

A NEW STORY TO DISCOVER IN TURIN

Un appartamento di 90mq a Torino, in una delle sue aree che piu di tutte sono cambiate negli ultimi anni, quella del Lingotto. L’edificio occupa a Torino una sua posizione strategica, un nodo nevralgico di connessione tra il Lingotto e il Parco, intersecato da un’arteria di collegamento con il centro città. Questi due contesti urbani eterogenei, ben visibili dalle tre finestre e dai due balconi, sono diventati uno spunto progettuale.

Un movimento circolare tra gli spazi pubblici



Stefano Carera e Eirini Giannakopoulou dello studio Sceg hanno curato il progetto di ristrutturazione portando all’interno dell’abitazione due flussi principali: un movimento circolare tra gli spazi pubblici (studio-living e cucina) esposti verso l’esterno e una zona più privata e intima per la zona pranzo, le camere e i servizi.

Le zona pubblica e quella privata sono evidenziate da due materiali differenti, rispettivamente una resina grigia  e le pareti verde scuro della seconda, con accenti decorativi fondamentali per la completezza del progetto.

La scenografia domestica è il risultato di una sequenza di scene mai scontata, fatta di arredi su misura, colori, pezzi vintage anni ’60  e ’70 con un appeal casalingo, caldo e avvolgente.

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Credits: Serena Eller

adriano albini
interviews / TRAVEL / video

INTERVIEW: ADRIANO ALBINI

Quando si entra da Spazio 900 non si può che rimanere a bocca aperta, veniamo subito accolti da un tripudio di storia del design internazionale che pochi altri luoghi riescono a regalare. Adriano Albini, fondatore insieme alla compagna di vita Enza de Iuliis, ci accoglie come ogni buon padrone di casa sa fare ed immediatamente scatta la scintilla. Ogni angolo sussurra aneddoti e storie fatte di qualità e progetto, Spazio 900 ha la forza di essere unico ogni volta che lo si visita.

Ecco il racconto del suo fondatore.

Una vita dedicata al design, si! Dopo anni di creatività in varie Agenzie di comunicazione, nel 1998 io e la mia socia e compagna di vita Enza de Iuliis (ex insegnante), decidiamo di cambiare tutto, lasciamo le nostre vecchie attività e trasformiamo il piccolo negozio di modernariato con oggetti del 900 aperto nel 1993, in SPAZIO900, con 2 punti vendita permanenti a Milano.

I tempi e le tendenza cambiano velocemente e tutti i nostri sforzi sono per creare un punto di riferimento sul vintage design

una galleria in Cso Garibaldi, una vetrina con pezzi selezionati e una show room in viale Campania, dove c’è tutto e di piu’, non un solo negozio ma uno spazio con tante proposte dove la scelta, la originalità e la pronta consegna fanno si che tutto sia immediatamente utilizzabile.

Tanti oggetti e mobili utili, da adoperare da subito in casa, non solo cose belle da vedere ma da vivere. Vintage design per dare nuova vita ad arredi di 40, 50 anni fa che mescolati ad mobili moderni personalizzano e caratterizzano una casa trasformandola in una casa particolare. Dal 1998 la ricerca è stata continua, ne sabato ne domenica, i noleggi, gli allestimenti, le mostre per promuovere SPAZIO900 sono state tante, fino ad arrivare ad essere il punto di riferimento a Milano per il modernariato e il vintage design.

Ora abbiamo in collezione 3 pezzi di Ettore Sottsass, i mobili Malabar e Freemont e il tappeto per Max in tiratura limitata. Questi al momento sono 3 pezzi che spiccano, senza tralasciare un mobiletto di Gio Ponti, un tavolo di Tecno e tanti altri che meriterebbero di essere citati, ecc.

Un pezzo che non abbiamo mai avuto è la scrivania originale di Carlo Mollino, un oggetto che a me piace molto, anche se ora viene riproposta da Zanotta.

In piu’ di 20 anni tanti sono gli architetti e designer che abbiamo incontrato: da Sottsass a Castiglioni a Bellini, da Mendini a Guerriero, Gramigna e Mazza, Vigo, Binazzi, Mari, Stoppino, ecc.

Tanti gli aneddoti che ci hanno raccontato, dalla presentazione di un plastico arrivato proprio prima della inaugurazione, al prototipo sbagliato che pero’ risultava meglio dell’idea iniziale e così via.

Prodotti sopravvalutati ce ne sono tanti, ma nel modernariato bisogna capire cosa significa sopravvalutato, sull’usato non ci sono listini, il prezzo lo fa la richiesta, se un prodotto è molto richiesto il prezzo aumenta in modo esponenziale, vedi molte lampade di Sarfatti o Gardella, qualche anno fa i mobili di Buffa o Borsani per esempio.

Il modernariato e il vintage design italiano sono molto ricercati all’estero sia da dealer sia dal pubblico appassionato. Il gusto italiano, i nostri designer, i nostri artigiani hanno raggiunto negli anni 60/70, un tale alto livello che tutto il mondo ci invidia.

L’Italia in quegli anni, è stata la piu’ grande concentrazione di idee e produzione, di novità e realizzazioni che molti hanno scoperto negli ultimi 15 anni ed ora sono alla ricerca di pezzi iconici per arredare o per rivendere in tutto il mondo, a volte come opera d’arte.

Con il diffondersi dei siti web, anche le proposte messe in vendita diventano facilmente condivisibili con un allargamento di quel pubblico interessato a questi prodotti di nicchia, mentre prima dovevi farti conoscere con i metodi tradizionali del marketing ora basta saper bene come fare arrivare la tua proposta attraverso i social e i portali specializzati, una vetrina virtuale che ti fa vedere in tutto il mondo.

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Milano è stata, è e sara’ sempre la capitale del design, qui c’è stata la piu’ grande concentrazione di sperimentazione con l’avvento dei nuovi prodotti e le tecnologie per la lavorazione che negli anni 60/70 hanno fatto crescere il made in Italy anche con l’ Italian design.

L’appuntamento piu’ vicino è il Salone del Mobile, dove riprendiamo la consuetudine con una VENDITA STRAORDINARIA di pezzi degli anni 50 / 80: tavoli, sedie, poltrone, divani, lampade e complementi a prezzi scontati solo per chi visiterà la nostra esposizione in viale Campania 51 a Milano, tutto in pronta consegna, pronti per essere ambientati in casa.

Un altro punto di attrazione durante il Salone, sarà la nostra presenza con un loft arredato con nostri mobili in Via Ventura 3

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English text here

Spazio 900 | viale Campania 51, Milano | www.spazio900.com

photo credit: Andrea Daidone x simpleflair.it 

DESIGN

RIO

Rio, Il tavolino progettato da Charlotte Perriand nel 1962 per l’abitazione di Jacques Martin proprio nell’omonima città brasiliana, è una riedizione di Cassina della collezione I Maestri.

Tondo, con sei sezioni a spicchi con diverso raggio e bordo esterno, sono affiancate e costituiscono il piano d’appoggio con foro centrale. Gli spicchi sono disponibili in diverse finiture, dal rattan al marmo di Carrara, con bordo in rovere naturale o tinto nero, e gli stessi materiali si ritrovano nella base del tavolino oggi disponibile in due dimensioni.

Quello che oggi è un classico firmato Cassina è stato anche tra i protagonisti del progetto di Charlotte Perriald per l’Ambasciata del Giappone a Parigi, adattato e ampliato nelle sue dimensioni iniziali.RIO_CASSINA_5

credits: cassina.com

ARCHITECTURE / art / EXHIBITIONS / INTERIORS / TRAVEL

ONE PROJECT, ART AND DESIGN

A Galatina Christian Pizzinini e Antonio Scolari, collezionisti d’arte e design ma anche proprietari del Palazzo Mongiò dell’Elefanti della Torre, si sono confrontati con il progetto di riqualificazione di questo palazzo dalla forte connotazione storica, a partire dalle pareti e fino agli arredi. I due proprietari si sono occupati in prima persona della ristrutturazione e dopo cinquanta anni di abbandono questo palazzo, in una delle strade più caratteristiche di Galatina, è stato trasformato dopo solo sette mesi di lavori in un nuovo luogo dove arte e design hanno trovato la propria casa.

Gli interventi hanno toccato solo marginalmente la struttura, secondo i proprietari perfetta per come immaginavano quella che sarebbe diventata una guest house ma anche una galleria con pezzi storici affiancati ad altri contemporanei, raccontando una storia ricca e complessa.

Dalle lampade provenienti da un cinema anni Quaranta a quella di Sottsass, senza dimenticare l’applique di Gio Ponti fonte di una lunga trattativa, la sensibilità e l’estetica di  Christian Pizzinini e Antonio Scolari avvolgono e inondano ogni ambiente di questa dimora storica, rifugio pugliese della coppia.

Accogliente come un’abitazione, ricca come un museo, complesso come la ristrutturazione di un palazzo storico, questo progetto ha un involucro ed un contenuto che hanno permesso ai proprietari di vincere una sfida come quella di coniugare passato e presente nello stesso spazio.

credits: Daniele Notaro

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