DESIGN

LAST STOOL: HEM+MAX LAMB

La collaborazione tra il brand HEM e il genio inglese del design Max Lamb ha dato vita a Last Stool, uno sgabello presentato durante l’edizione 2016 della Milano Design Week che ha catturato subito la nostra attenzione.

Ricavato da un’unica lamina di ottone o rame  – dipendentemente dal modello scelto – e dipinto a mano, lo sgabello di Lamb è un oggetto dall’aspetto elegante ma funzionale.

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La sua stessa realizzazione, emblematica dello stile di Lamb, colloca questo sgabello all’interno della lunga serie di sperimentazioni sui materiali che il designer porta vanti da anni con successo.

Disponibile in diverse colorazioni, Last Stool sembra in effetti predisposto a diventare uno dei prodotti più iconici di questo anno, anche solo per il fatto che ogni pezzo acquisisce con il tempo sfumature derivanti dall’usura che ne estremizzano ancor di più le marcature uniche.

Insomma, a noi Last Stool piace tanto.

credits: Sasa Stucin, hem.com

EXHIBITIONS

EXHIBITIONS DURING #LDF15

Si alternano le design week, spostandosi di continente in contenente contendendosi il primato e senza mai venirne a capo, quello che ne rimane quando Le fiere chiudono i battenti non è solo una lista di nuovi prodotti.

Ad ogni edizione non ci solo brand internazionali ma installazioni di ogni genere ideate per animare la scena contemporanea delle fiere legate al design e l’edizione di Londra 2015 non è stata da meno.

Il duo di progettisti formato da Matteo Fogale e Laetitia Allegri ha progettato per il ponte del V&A Museum un tunnel di pannelli colorati in acrilico per distorcere la prospettiva e modificare la percezione dello spazio, come tante lenti allineati che non nascondono lo spazio ma lo rivelano sotto una luce diversa;

l’architetto messicano Frida Escobedo si è ispirato al paesaggio azteco della città di Tenochtitlan per l’installazione realizzata nel cortile del Museo V&A, composta da piattaforme a specchio animate dalle persone che le utilizzano. L’architetto invitato dal Museo a progettare un padiglione estivo ha invece risposto alla sua committenza con un’opera scenica, basata su piattaforme flessibili, curve e rettangolari, in acciaio posizionate sul prato del cortile.

Max Lamb all’interno della Somerset House ha presentato il suo ultimo allestimento, composto da 131 sezioni di tronco allineati e disposti lungo tutta la lunghezza della galleria. Il nome del progetto “My Grandfather’s Tree” è esemplificativo: ogni tronco è una parte dello stesso albero, un frassino di 187 anni abbattuto perché malato e proveniente dalla fattoria del nonno in Inghilterra.

Situazioni e stili diversI, risposte a domande differenti tutte per arricchire il panorama denso delle proposte avvistate durante il London Design festival 2015.

Credits: Angus Mil, Ed Reeve, V&A Museum.

lifestyle

HIGHLIGHTS MDW15

La design week è passata, una settimana densa, ricca e magica che ha animato la città come ormai pochi eventi riescono a fare. Esposizioni, prodotti, appuntamenti e design in ogni angolo; forse fin troppo. Se prima vi abbiamo indirizzato verso i migliori eventi ed esposizioni ora facciamo un resoconto di quello che secondo noi è stato il meglio di questa design week milanese.

• MAX LAMB

Senza ombra di dubbio la mostra più attesa è stata quella di Max Lamb allo Spazio Sanremo e le aspettative sono state più che ricompensate. Classe 1980, Max ha esposto un progetto derivato dalla sua tesi di laurea: “Exercise in seating”, 41 sedie disposte in cerchio per ripercorrere idee progettuali ed evoluzioni in ordine cronologico. Un mix di stili e tecniche dove il progetto è rimasto il vero filo conduttore. In questa esposizione, curata da Federica Sala, ci ha fatto vivere e camminare nella sperimentazione ed in opere uniche; materiali, forme e geometrie diverse tra loro ma con un unico filo conduttore. Passato, presente e futuro della seduta.

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• MADERAE

Un progetto che ci ha colpito molto è stato quello di Maderae, curato da David Dolcini e Giacomo Moor. La collezione Memorie è la prima del marchio e si compone di cinque prodotti che reinterpretano in chiave contemporanea tecniche di falegnameria tradizionale attraverso la materia, in questo caso il noce naturale. Presentato alla Triennale di Milano la produzione è interamente made in Italy, o meglio in Milano. La peculiarità di questo prodotto è la profonda sinergia tra tecnica, tradizione, uso della materia e analisi del mercato strategico del design; una proposta completamente sul pezzo, rifinita al massimo dettaglio con linee pure ed estremamente attuali.

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• MADE IN RATIO

Piacevole scoperta il prodotto di Made in Ratio, sedute in legno lavorato con tecniche molto accurate che abbiamo avuto il piacere di provare. Una comodità inaspettata, forme continue ben proporzionate ed un confort che difficilmente una seduta di questo tipo regala. Un ottimo prodotto con tanta cura per i piccoli particolari che fanno la differenza.

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• BELGIUM IS DESIGN

Le opere del gruppo Belgium is Design si fanno sempre notare, sapevamo di trovare terreno fertile tra i loro prodotti e le attese sono state ripagate. Linee pulite ma composte; paletta cromatica sempre puntuale e mai noiosa; tecnica e materia trattata con passione ed eleganza come ormai il design nordico ci propone da tempo. Non un mainstream ma veri prodotti di qualità che non ascoltano le mode ma pensano al progetto.

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• ZONA SAN GREGORIO

Un altro luogo inaspettato e ricco di qualità è stato zona San Gregorio (san Gregorio Docet), un piccolo distretto autonomo tra gallerie e mostre dal sapore newyorkese, a tratti sembrava quasi di essere a Chelsea passando per gallerie blasonate e look cittadino. Abbiamo apprezzato l’opera su Memphis Milano, l’esposizione per il project 50 di USM e la galleria Leclettico.

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• RESIDENZE LITTA

Uno degli angoli di Milano più belli che abbiamo visitato sono state le Residenze Litta, a due passi dal Castello Sforzesco in Corso Magenta (24a) entriamo in un mondo mix tra la vecchia Milano e la nuova Milano. Il progetto di riqualificazione dell’architetto Michele De Lucchi lascia poco all’immaginazione, puntuale e preciso risolve materiali, viste e spazi in modo pratico ma elegante. Facendo due passi nella corte interna passando tra i vari appartamenti (in esposizioni con vari prodotti di vari marchi) abbiamo scoperto soluzioni abitative a misura d’uomo progettate con cura e delicatezza, lontano dal rumore del traffico in un’oasi di pace e tranquilla. Quando un “archistar” realizza un intervento in cui non ostenta per forza la sua firma ma pensa solo all’efficacia del progetto, e si vede.

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• LUIGI CACCIA DOMINIONI

Il distretto 5vie ha dedicato quest’edizione 2015 della design week a Luigi Caccia Dominioni, architetto milanese che ha cambiato il volto della città con innumerevoli opere. Due appuntamenti ci hanno colpito: la visita allo studio/casa in piazza Sant’Ambrogio, uno dei suoi primi lavori: ristrutturò la facciata distrutta dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un secondo indirizzo in via Lanzone 2, dove una mostra sui suoi lavori è stata esposta in un’abitazione da lui progettata: un trionfo del suo genio, tra doppie altezze, spazi e prospettive oggi attuali più che mai.

Ancora oggi l’architetto all’età di 102 anni lavora, sta disegnando una cucina che gli hanno da poco commissionato.

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Questi i sette appuntamenti più suggestivi di questa design week, presto passeremo in rassegna i vari prodotti presentati tra idee innovative e progetti realizzati con grande cura del dettaglio. Una menzione speciale al distretto delle 5VIE che ha confermato e superato ogni aspettativa, si pone come distretto in maggiore crescita ed uno dei più visitati della città ma soprattutto come una delle location cittadine più ricche di qualità, storia e futuro.

A proposito di futuro non possiamo citare l’ascesa dei FabLab in particolare il laboratorio di fabbricazione digitale The FabLab in via Santa Marta, fiumi di persone hanno visitato il laboratorio per 7 giorni. Curiosità, idee e voglia di novità ogni giorno da centinaia di persone che hanno dimostrato di credere nel futuro. E come sapete anche noi ci crediamo.

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