DESIGN

GAP, THE REVOLUTIONARY TABLE

Cosa accade quando una firma non è solo prestigio ma anche sostanza? Quello che mi capita è di notare in un catalogo infinito di prodotti proprio lui, il prodotto disegnato dallo Studio in questione senza sapere di chi è la firma.

Questa è la sorpresa che con stupore mi capita spesso di affrontare quando mi trovo davanti ad un progetto dello Studio Nendo e Gap, il tavolo disegnato per Marsotto edizioni, non è un’eccezione. Dopo aver intervistato Oki Sato, la mente dietro la firma Nendo, ogni progetto è la conferma di quella genialità progettuale fatta di scelte nette, sofisticate e allo stesso tempo semplici in modo disarmante come solo il minimalismo giapponese riesce ad essere.Nendo_Gap_2

L’ispirazione arriva direttamente dalla cava, dove il marmo si trova in blocchi e la scelta progettuale è stata proprio quella di lasciare questa pietra dalle venature inconfondibili quasi come si trova nella prima fase della lavorazione. Il tavolo Gap grazie alle caratteristiche del marmo non ha una parte inferiore o posteriore e per questo può essere capovolto e girato in tante direzioni mantenendo la sua funzione. Nonostante non abbia la forma di un tavolo convenzionale e abbia una base stretta non ci sono problemi di stabilità grazie al peso della pietra.

Un raro esempio di utilizzo di un materiale senza troppe lavorazioni difficili (e costose) in favore di forme semplici e funzionali: un blocco di marmo è già di per se un tavolo, Nendo docet.

Nendo_Gap_6

credits: Akihito Yoshida

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