INTERIORS / lifestyle

RP CAVE DI RICCARDO POZZOLI

Nel cuore del quartiere Isola di Milano, Riccardo Pozzoli ha dato vita alla sua RP Cave, un luogo fisico dove le sue passioni e il network di persone che lo circondano trovano il giusto spazio.

Siamo all’interno di uno spazio industriale, con altezze e volumi generosi, suddiviso in tre macro aree: studio / living, garage / palestra e music area.

Abbiamo collaborato con Riccardo, il progetto è infatti firmato da Studio Modulo, per realizzare uno spazio contemporaneo, dinamico, fatto di ambienti ma soprattutto di attività da svolgere al loro interno.

La cifra stilistica di Studio Modulo, espressa attraverso l’utilizzo di elementi generalmente relegati ai cantieri, come la lamiera grecata utilizzata per realizzare una delle porte, è stata il filo conduttore di un progetto stimolante, una sfida che ha portato a raggiungere un risultato condiviso.

Se Studio Modulo ha seguito il progetto, dagli interni al disegno degli arredi, è stata Busnelli Corporate a realizzare tutti gli elementi su misura.

La chiave di lettura del progetto è stata la modularità.

All’interno di uno spazio come questo, studiato per trasformarsi ed adattarsi a situazioni sempre diverse, la chiave di lettura per la riuscita del progetto è stata quella della modularità: dai divani al tavolo, tutto è stato disegnato per cambiare ed adattarsi alle varie funzioni che la RP Cave ospita.

Le connessioni tra gli ambienti sono elementi progettuali dal carattere forte, che cambiano e determinano lo spazio, dalla rampa d’accesso alla zona notte fino alla porta in lamiera grecata per accedere alla palestra, tutto racconta la volontà di bilanciare funzionalità ed estetica.

Lo spazio, oltre agli arredi disegnati da Studio Modulo e realizzati da Busnelli Corporate, viene completato dalle lampade di Artemide e da pezzi iconici di Molteni&C e Unifor, come la D. 153.1 di Gio Ponti e le sedie Régua di Alvaro Siza.

Un progetto da vivere e vedere, (inaugurerà il 2 aprile alla vigilia della MDW17) risultato della collaborazione tra tre realtà giovani e dinamiche come quella di Riccardo Pozzoli, Studio Modulo e Busnelli Corporate.


 

Photo Credit: Claudia Zalla
More info: www.rpcave.com

INTERIORS

CASA MOSCOVA

Questa settimana rimaniamo a Milano e dopo l’apertura del Nike Lab ST 18 non ci spostiamo di molto per entrare in un ambìto appartamento in zona Moscova progettato da Studio Gum.

L’appartamento si trova al quinto ed ultimo piano di un edificio dell’Ottocento e le dimensioni della pianta rettangolare sono la prima difficoltà da affrontare, con uno sviluppo di 5×20 metri. I proprietari sono una coppia con due figli che hanno deciso di tornare a vivere in Italia dopo molti anni trascorsi all’estero e la loro richiesta prevede tre camere da letto, due bagni, una lavanderia, una zona living, cucina, zona lettura e uno studio.CASA-MOSCOVA_1

Il progetto enfatizza l’asse longitudinale della casa in ogni aspetto: dalla posa delle finiture come le ceramiche in bagno e cucina all’aggiunta di un soppalco con un sistema di scale per garantire i flussi all’interno dello spazio.

Tutti gli arredi sono su misura



Date le dimensioni in pianta quasi tutto l’arredo è stato realizzato su misura, per sfruttare ogni centimetro, come la cucina parte integrante del living, mentre è del designer Pietro Russo la libreria a pantografo Romboidale.
Un gioco interessante nello spazio è quello creato dalla luce naturale dai lucerna del soppalco che filtra verso il piano inferiore e quella artificiale che al contrario arriva dal basso verso l’alto.

Flussi e colori, materiali e scelte progettueli sono una evidente rassegna di scelte fatte per minimizzare le problematiche legate alla pianta molto stretta e lunga massimizzando la qualità degli ambienti per i proprietari.

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Credits: Filippo Bamberghi, studiogum.it

INTERIORS

STUDIO JOB’S LOFT IN ANTWERP

In una werehouse degli anni Cinquanta convivono adesso i pezzi d’arte e design selezionati dal duo formato da Nynke Tynagel e Job Smeets, in arte Studio Job. La natura eclettica dei loro progetti si ritrova anche all’interno di questa casa-studio, dominata da elementi decorativi e raffinati materiali è situata in un quartiere ricco di artisti e designer ad Anversa.

L’edificio, scelto per la struttura dalle forme semplici e le solide fondamenta in calcestruzzo, è stato totalmente ristrutturato nel 2008 senza però alcun intervento invasivo nella distribuzione interna degli spazi: il loft è rimasto un unico grande open space, una tela utilizzata come sfondo per ospitare la selezione di arte e arredi. La scala è l’unico elemento progettuale forte all’interno dello spazio, realizzata in legno con corrimano rosso su disegno di Marteen Baas, collega i due livelli dell’abitazione, con zona notte al piano superiore e aree comuni a quello inferiore.

A tratti museale, rimane pur sempre l’abitazione di questi due creativi dai tratti estetici caratteristici, che hanno trovato la loro comfort zone circondati da dipinti e sculture, esprimendo un concetto di lusso fatto di pezzi d’arte e cemento lasciato a vista, per un progetto realizzato senza fare un progetto, dove ogni arredo racconta una storia del

luogo dove vive Studio Job

credits: Dennis Brandsma for EH&I

ARCHITECTURE / INTERIORS

DA SCUOLA A LOFT

Dalla disciplina e dal metodo sorge una scuola, dallo smontaggio e dall’apertura nasce una casa. Medesimo luogo, 70 anni dopo, concezione totalmente differente. È il nuovo progetto dello studio Studio Ruim di Amsterdam formato da Sigrid van Kleef e René van der Leest che hanno fatto di una preesistenza la loro personale concezione di abitare o, se vogliamo, di spazio. Troviamo in una scuola anni Trenta, con le sue partizioni ben definite e contenute, lo spazio prediletto per un moderno loft che scompone e letteralmente sfonda le divisioni e crea commistioni tra spazi.casa-Ruim-2

Laddove si trovavano volumi distinti e modulari ora sono presenti spazi congiunti ma sapientemente frazionati dall’esclusivo gioco di pareti e senza l’utilizzo di porte. Rimangono le imponenti travi a vista, che scandiscono il luminosissimo open space della zona giorno e sorreggono il livello superiore soppalcato a cui sono destinate le camere  da letto, e rimane anche il profilo delle vecchie suddivisioni tra classi e corridoio identificato da variazioni cromatiche e dal caratteristico linoleum. Cromaticamente in contrasto ma concepita come un vero elemento di arredo è la scala in ferro dipinta di verde, filtro tra i due livelli, è strutturata come un percorso chiuso che armonizza il volume restituendo ritmicità al vuoto.

“Riteniamo sia importante dare alla storia di un edificio un posto nel nostro progetto”

spiega Sigrid van Kleef, come una reinterpretazione di uno spazio che ben si colloca nel presente e che gentilmente impone il proprio significato primordiale come un insegnamento che continua di anno in anno, da luogo a luogo, da individuo a individuo.

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credits: xxruim.com

ARCHITECTURE / INTERIORS

VADER HOUSE

Il ferro, il legno, i mattoni e poi c’è il rosso delle scale, delle pareti, delle porte quasi a firmare ogni stanza della Vader House.

Un’abitazione che distorce il contesto, inserendosi nell’edificato esistente come una boccata d’aria nuova.

Il tetto si congiunge alle pareti in mattoni e a fare da collegamento c’è il lungo corridoio in vetro che incornicia il cortile all’aperto.

Gli interni a doppia altezza con travi a vista in acciaio sono direttamente connessi agli esterni, con porte trasparenti che consentono l’interazione fisica e visiva tra ciò che è dentro e ciò che è fuori.

La Vader House, progetatta da Andrew Maynard Architects, nasconde dietro una natura aperta e apparentemente semplice scelte complesse in ogni elemento, dalla scalinata che diventa parte della cucina alle lamelle che controllano luce e privacy.

Dalla natura camaleontica, questa abitazione si estende anche al di sotto del sito, dove nasconde una spa e una cantina.

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