ARCHITECTURE / INTERIORS

CUBO HOUSE

Isay Weinfeld, uno degli architetti attualmente più influenti del Brasile, rende omaggio alla collezione d’arte di due clienti decisi a rimanere anonimi con un progetto concreto dissolto in dettagli trasformati in opere d’arte.

La Casa Cubo è prima di tutto un’abitazione ma a questa funzione se ne innestano altre. Al suo interno ospita una galleria d’arte privata dedicata alle presentazioni organizzate dai proprietari, protagonisti di uno scenario domestico dove in un edificio di impronta minimalista alla vita quotidiana mescolano una collezione d’arte imponente.

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Tra le opere di Antony Gormley, Marina Abramovic e Tony Cragg la Casa Cubo è anche scenario e palcoscenico per una rappresentazione raffinata di uno spaccato della storia del design con arredi di Lina Bo Bardi, Gio Ponti ed Alvar Aalto.

La Casa Cubo è un’abitazione ma a questa funzione se ne innestano altre.

L’edificio, immerso nel verde in una delle zone più prestigiosi San Paolo, si apre verso l’esterno con tagli prospettici incorniciati come fossero parte delle opere esposte e stupisce con il continuo alternarsi di altezze diverse.

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Il bianco diffuso sembra trasformarsi nella tela ideale da contrapporre come sfondo alla collezione d’arte e a terra al bianco ottico lucido si alternano il cemento grezzo e il tessuto giallo limone, come isole di uno stesso arcipelago.

Non meno scenografiche della collezione dei proprietari sono le due scale flottanti: la prima in acciaio collega il piano terra espositivo alla biblioteca e la seconda, una spirale in legno, arriva all’ultimo piano nelle aree private con soggiorno e camere da letto.

La Casa Cubo coniuga troppi fattori per passare inosservata: una collezione di opere degna di un museo e l’architettura bilanciata tra coup de théâtre come le altezze maestose e le scale sospese.

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credits: Fernando Guerra

agenda / lifestyle

LINA BO BARDI TOGETHER

Quando la culla del design ospita la madrina dell’artigianato locale made in Brasile conviene davvero andare a curiosare o come si dice “a vedere l’effetto che fa”.

Siamo alla Triennale di Milano e lei è Lina Bo Bardi, architetto florido della seconda metà del 900 e brasiliana d’adozione. Contribuì a risuscitare e saldare le radici del Brasile, focalizzando l’attenzione sull’artigianato locale multi materiale, come unica identità per costruire le fondamenta delle proprie radici.

L’artista Meadelon Vriesendorp la racconta così, selezionando oggetti artigianali sacri e di vita quotidiana  prodotti dal popolo locale presso il  laboratorio Solar do Unhão, unite al fascino e alla misticità  delle statue Exu, una divinità afro-brasiliana popolare nell’arte folclorica.

Un’esperienza tattile e visiva enfatizzata dalle superfici ruvide del cemento e dalla delicatezza dell’acqua che riflette come uno specchio le immagini del film di Tapio Sellman. Attraverso tre schermi racconta la vita quotidiana e l’architettura di Lina, non come oggetto da venerare ma spazio da esplorare e da vivere. Il centro culturale SESC Pompéia di San Paolo prende vita proprio con i suoi protagonisti che si muovono interagendo tra contenitore e contenuto.

Dito puntato su una Lina Bo Bardi come non l’avete mai vista, raccontata dalle persone e rappresentata dai suoi più illustri progetti.

Inaugurata in Triennale il 5 settembre si può visitare da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:30 e giovedì fino alle 23:00.

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DESIGN

La BOWL CHAIR rieditata in esclusiva a Milano

La Bowl Chair è stata progettata da Lina Bo Bardi nel 1951: una seduta quasi sferica con una struttura metallica.  Semplice nelle forme ma funzionale ed organica.

L’architetto italo-brasiliano pensava ad un prodotto universale ma al tempo stesso versatile e forte, capace di integrarsi alla perfezione in qualunque ambiente. La seduta può essere orientata in diverse posizioni ed essere utilizzata in vari modi. Tra le prime negli anni ’50 a dare importanza all’interazione tra uomo e progetto, sottolinenando la compresenza necessaria dei due protagonisti di un ambiente.

In arrivo in Italia in esclusiva a Milano da Spotti il 6 Marzo, nel loro flagship store in viale Piave 27 (zona P.ta Venezia)

Per mantenere l’artigianalità del prodotto questa serie sarà distribuita in edizione limitata e prodotta da Arper in soli 500 pezzi fuori catalogo, un pezzo unico che farà di sicuro gola a molti.

Oltre alla classica versione in pelle nera, sono state previste sette varianti colore in tessuto, ciascuna abbinabile a tre coppie di cuscini. Una parte del ricavato delle vendite della Bardi’s Bowl Chair sarà donato all’Instituto Lina Bo and P.M. Bardi, a sostegno della sua attività.

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Per info e prenotazioni: info@spotti.com | t 02 781953 | bardisbowlchair.arper.com

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