EXHIBITIONS

THE COLLECTIVITY PROJECT

Due tonnellate di mattoncini bianchi Lego nelle mani di dieci studi d’architettura, per realizzare un paesaggio urbano immaginario da esporre in occasione della mostra curata dall’artista Olafur Eliasson sulla High Line di Manhttan.

Questa ex ferrovia sopraelevata, diventata ben presto un nuovo simbolo di New York, non solo ospita questa mostra ma invita il pubblico a prenderne parte, modificando le opere realizzate dagli architetti con i Lego.olafur_2

Se l’interpretazione di ogni studio corrisponde agli stilemi che siamo abituati a vedere nelle opere reali di questi progettisti (OMA ha realizzato una torre asimmetrica, BIG una torre a punta, Renzo Piano una pagoda) quello che rimane imprevedibile è la risposta del pubblico, quali blocchi aggiungeranno o toglieranno da questo paesaggio urbano.

L’esposizione è visibile nel punto in cui l’High Line si incrocia con la West 30h Street fino al 30 Settembre 2015.

Pronti a vedere come viene modificato o a modificare il lavoro di OMA, Diller Scofidio + retro, BIG, Steven Holl, Renzo Piano e colleghi?

May 29 – September 30, 2015 Daily, 10:00 AM to 7:00 PM On the High Line at West 30th Street | Free | No RSVP Required | Ages 4+

credits: art.thehighline.irg

EXHIBITIONS / photography

BANKSY, I LEGO E JEFF FRIESEN

Unire i puntini sembra semplice ma a volte ci vuole molta più esperienza del solito. Se citiamo tre nomi come: Bansky, i Lego e il fotografo Jeff Friesen, non possiamo che pensare a qualcosa di unico. Ed è così. Però ci vuole stile anche nel coordinare eccellenze come queste; la cultura pop e le contraddizioni della società di Bansky reinterpretate in un set fotografico dal canadese e pluripremiato Jeff Friesen.

Jeff ha esposto in tutto il mondo dall’America al Giappone e su tutte le più importanti riviste (American Photo, Chicago Tribune, New York Daily News, National Geographic, ecc) questa colta ha coniugato la forza iconica e inesauribile dei mattoncini danesi insieme alle idee artistiche di Bansky. Un risultato virale e fantastico.

Altre opere del fotografo canadese come questa, chiamata “Bricksy”, sono visibili sul sito The Brick Fantastic

banksy_lego_jeff_friesen_2 banksy_lego_jeff_friesen_3 banksy_lego_jeff_friesen_4 banksy_lego_jeff_friesen_5 banksy_lego_jeff_friesen_6 banksy_lego_jeff_friesen_7 banksy_lego_jeff_friesen_8 banksy_lego_jeff_friesen_9 banksy_lego_jeff_friesen_10

 

_

DESIGN

Lego, storia di un mito

In attesa del Lego Movie che uscirà a breve, per il design stories di questa settimana parliamo dei mattoncini più famosi al mondo. Chi non ha mai giocato con i lego alzi la mano.

Tutti abbiamo giocato con i Lego, ci siamo scontrati con le istruzioni dallo stile rigoroso o abbiamo inventato a braccio incredibili costruzioni; poi però rimaneva sempre quel mattoncino sul pavimento che si conficcava sotto i piedi o nelle ginocchia. Che dolore.

Il concetto rimane: anche i Lego sono design, e che design. Un’idea, un progetto unico al mondo; nato da una storia semplice conquistando con gli anni generazioni e generazioni di piccoli e grandi fan.

Tutto parte in Danimarca nel 1916 quando Ole Kirk Christensen fondò una piccola falegnameria in cui realizzava opere per interni ed abitazioni, nel 1924 un grave incendio bruciò tutto ma Ole non si scoraggiò e parti più forte di prima. Nonostante la grande depressione del ’29 non si perse d’animo e tra mille sacrifici intuì la potenzialità dei giocattoli e inizò a produrli: salvadanai, automobili, camion e altri classici del genere.

Negli anni ’20 pensò al nome Lego che deriva, differentemente da quel che si dice, dal termine danese “leg godt”, ovvero “gioca bene”; e non “metto insieme” come vuole la leggenda.

lego_1

lego_2

L’avvento della plastica cambiò tutto, nel 1947 nacquero i primissimi esemplari di mattoncini chiamati: Automatic Binding Briks. Nel 1949 iniziò la produzione in serie in acetato di cellulosa; non erano come li conosciamo oggi ma la strada verso il successo era partita e Christensen non lo poteva ancora immaginare.

La plastica non era vista di buon occhio e molti commercianti rimandavano indietro il prodotto, con il 1958 venne definita la forma che usiamo ancora con i vari cilindretti superiori per l’incastro perfetto.

Il successo stava per dilagare, con gli anni ’60 tutto partì, vennero esportati i primi modelli in Canada e via via con gli anni 70 e 80 in tutto il mondo.

Nel 1988 decadde il brevetto Lego e molti marchi iniziarono a produrre mattoncini simili, anzi identici. Ma sappiamo tutti quali sono gli originali, ancora una volta la forza di un’idea e della perseveranza sono state alla base di un successo strepitoso.

lego_4

© 2010 - 2017 simple flair ™ - milano