DESIGN

MONO-LIGHT

Capita che dopo la fine degli studi universitari alcuni studi siano fondati da chi fino a poco tempo prima condivideva esami e banchi. E’ questo il caso di Oskar Peet e Sophie Mensen dello studio olandese OS & OOS, fondato nel 2011 dopo aver studiato insieme alla Design Academy di Eindhoven.

Tra i progetti più recenti di OS & OOS l’occhio cade inevitabilmente su Mono-Light, con un’estetica retrò ed industriale sfrutta tecnologie odierne come il LED per realizzare una lampada leggera e intuitiva nell’utilizzo.

Mono-Light è multifunzionale, con la possibilità di adattarsi a qualsiasi ambiente i tubi in rame uniti a quelli luminosi possono essere intrecciati e direzionali in qualsiasi modo, con risultati sempre diversi in base all’ambiente e alla funzione.

credits: OS & OOS

DESIGN / EXHIBITIONS

STOCHASTIC

Stochastic, la lampada a sospensione disegnata da Daniel Rybakken e prodotta da Luceplan, si basa sui presupposti alla base di uno chandelier classico e lo rivoluziona sostituendone degli elementi e mantenendone altri.

Alla simmetria rigorosa di ogni parte si sostituisce una ripetizione apparentemente casuale di un oggetto semplificato, come le sfere in vetro borosilicato, mantenendo però la centralità e l’imponenza dei lampadari importanti, nel senso che riempiono una stanza anche se rimangono gli unici protagonisti.

Le sfere formano una sorta di grappolo intorno all’anima del progetto, il LED al centro del cluster in contrasto con le forme morbide poste esternamente e fonte luminosa che permette alla luce di diffondersi e rimbalzare sulle superfici.

La luce proviene quindi dal centro di Stochastic, più simile ad un’installazione che ad un lampadario, filtrando dagli spazi lasciati liberi tra le sfere, in una poetica fatta di ombre e forme.

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credits: danielrybakken.com

 

ARCHITECTURE / lifestyle

DOMUS AUGUSTEA + TERME DIOCLEZIANO

Come avete letto la scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di conoscere Linea Light Group e con loro partecipare ad una giornata itinerante per Roma alla scoperta di due progetti simbolo per quanto riguarda qualità e rese del design illuminotecnico.

Le caratteristiche della luce sono potenziate dalla tecnologia led, in particolare nel contesto della valorizzazione dei siti storici. La possibilità di bilanciare il bianco e gestire ogni dettaglio dello spettro luminoso ha permesso di sottolineare ogni pregio e caratteristica di alcuni dei più bei resti romani ancora visitabili.

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Il progetto dei lighting designer Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi in collaborazione con Linea Light Group ha ridato vita a due simboli come la Domus Augustea e le Terme di Diocleziano. Queste ultime sono il sito romano più grande oggi rimasto; un tempo una stazione termale con una piscina che poteva contenere fino a tremila persone. Qualcosa ancora oggi di difficile immaginazione.

Sia la Domus che le Terme sono state portate al loro splendore con un sapiente progetto illuminotecnico che possiamo considerate come esempio di tecnica e professionalità per quanto riguarda la gestione dei colori, della luce e delle ombre in un contesto come quello dei beni culturali.

In Italia questo tema è cardine, basti pensare al patrimonio che possediamo e di come spesso questo sia mal gestito soprattutto dal puntosi vista dell’illuminazione. Ricordiamo che le potenzialità del led sono infinite in questo settore, non proiettando un flusso di calore sulle superfici illuminate garantisce la massima resa dei tesori storici che vengono illuminati.

Il claim “Chi illumina il passato, illumina il futuro” è di certo corretto e centrato; l’esperienza è stata caratterizzata da una totale immersione in contesti che 2000 anni indietro erano il cuore pulsante della civiltà mondiale e oggi grazie al progetto illuminotecnico realizzato dagli architetti Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi in collaborazione con Linea Light Group sono stati riportati al loro meritato splendore.

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ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL

TORAFUKU BY SCOTT & SCOTT

Al Torafuku Modern Asian Eatery di Vancouver il progetto dello studio Scott & Scott è un ottimo biglietto da visita per il ristorante, ancora prima di aver visto i piatti e sentito i profumi.

In origine i proprietari del ristorante servivano i propri piatti su un food truck chiamato “La Tigre” celebre nella zona di Vancouver per la freschezza degli ingredienti e la bontà dei piatti, una reinterpretazione contemporanea dei piatti tradizionali cinesi, ma ad oggi hanno aperto un ristorante in città e hanno chiesto il progetto di questo nuovo spazio allo studio di Susan e David Scott.

Il Torafuku Modern bar si trova nella zona di Chinatown e i suoi 48 coperti sono fatti e circondati da materiali inusuali, lasciati molto spesso allo stato grezzo.

I materiali poco sofisticati variano dal cemento alla lana, dalla pelle al sughero, riflettono l’origine di questo ristorante, con street food servito da un food truck dove tutto era preparato davanti agli occhi dei clienti, proprio come ora la cucina al centro del ristorante è visibile dalla sala.

Lo spazio è articolato con elementi predominanti ed altri da scoprire

una tavolata in cemento da condividere e nicchie più riservate per coppie e piccole gruppi; pannelli in lana sulle pareti per migliorare l’acustica; arredi disegnati su misura dallo studio Scott & Scott come le panche e la lunga striscia LED sospesa sul tavolo condiviso si affiancano ad alle sedute di Emeco e agli sgabelli di Discipline.TORAFUKU_7

L’orgoglio per il percorso affrontato dai proprietari e per i risultati raggiunti si è tradotto in dettagli, dai materiali al layout interno tutto rimanda alla storia e al percorso fatto macinando km di strada su un food truck fino al Torafuku Modern Asian Eatery.TORAFUKU_2

credits: Scott & Scott Architects, Fashim Kassam

DESIGN

MATTER MADE 2015

Una vera e propria istituzione nel settore del design a New York, la galleria Matter di Jamie Gray in dodici anni di attività ha alternato ed esposto i lavori di designer emergenti e affermati, fino ad arrivare nel 2008 a lanciare la sua linea Matter Made.

Per la collezione 2015 include progetti vari e variegati tra tavoli, sedute e illuminazione.

Il designer serbo ma newyorkese di adozione Ana Kras ha realizzato per Matter i tavoli Slon, con piano in legno circolare e basi cilindriche; il duo Vonnegut Kraft di Brooklyn ha disegnato la lampada a sospensione Origin, scultorea e dalle forme morbide viene realizzata a mano in vetro soffiato; Giuseppe Guerra e Sina Sohrab dello studio Visibility con una intera collezione realizzata usando materiali di pregio tra marmo e ghisa dedicata alla casa e all’ufficio, con accessori per dividere ed organizzare lo spazio; le sedie Typecast di Philippe Moulin in multistrato curvato sono disponibili in cinque colori e con questa versione aggiornata possono essere realizzate seguendo una produzione semplificata, senza rinunciare alla pulizia del disegno.

Lo stesso Jamie Gray ha disegnato un sistema di illuminazione della collezione Matter-Made 2015: classiche e contemporanee le lampade di Gray sono realizzate in alluminio con l’impiego di LED, sono un esempio di progetto basato sullo studio della luce e la riflessione.

credits: mattermatters.com

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