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JAM | Questione di stile

Si è da poco conclusa la MFW, aka quella settimana in cui chiunque si sente legittimato a vestirsi male e/o al buio forti del fatto che tanto ci sarà sicuramente qualcuno vestito peggio. Perlomeno io sono coerente e mi vesto male tutto l’anno.

Venendo al dunque mi sembra doveroso spendere due parole non su quanto successo nella settimana in questione perché onestamente chissenefrega, ma per colui il quale la fashion week non ha un inizio e una fine. Per lui ogni giorno è un fashion day, e non c’è occasione in cui egli cessi di sfoggiare uno dei suoi proverbiali look. Se una persona normale cura l’abbinamento giacca-pantalone lui si supera con il trinomio giacca-pantalone-auto. E cosa vuoi dire a uno così? Niente.

Sto chiaramente parlando di Lapo Elkann, che non ha certo bisogno di presentazioni o apologie.

In quanto amante del trash più becero, seguo le sue mirabili gesta fin da tempi non sospetti, e mi ha sempre dato grosse soddisfazioni come personaggio.

Lo considero una sorta di Gianburrasca 2.0, un Goofy della Walt Disney in carne ed ossa (non ho scritto Pippo per non scatenare una gara di doppi sensi), e al contempo icona del fashion Made in Italy (ah sì?!) o per come la vedo io lui è icona di sé stesso, intrappolato nel personaggio che volente o nolente si è creato.

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Quando alla VFNO di qualche anno fa era stato annunciata la sua apparizione al Diesel Store in San Babila mi ero accampato dalla mattina con una tenda della Decathlon per potergli stringere la mano. Puntualissimo verso le h 20.00 entrò in negozio scortato tipo Kennedy e prese posto dietro un bancone con Renzo Rosso, che al contrario nessuno si filava di pezza.

Sgomitando in mezzo a orde di carampane di Rozzano vestite da Prima della Scala sono riuscito a guadagnare le prime file: gli porsi il mio avambraccio indicandoglielo ripetutamente, pensando che trovandosi con un pennarello in mano, non avrebbe avuto difficoltà a capire che gli stavo chiedendo di firmarmelo. Mi rispose gasatissimo indicandomi lo stemma della Juve tatuato sul suo di avambraccio gridando “La Juve! La Juve!”.

E vabeh, l’avevo sopravvalutato.

Ho scelto quindi una manciata di foto che riassumessero un po’ il Lapo style che tutti conosciamo e nessuno invidia.

Chissà che un giorno alla Panini si pigliano bene e ci fanno un album figurine.

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