ARCHITECTURE

FIVE FIELDS PLAY STRUCTURE

Un paesaggio per bambini, ma non solo. E’ questo lo stringato riassunto del progetto di Matter Design, tradotto nella pratica in una struttura che invita a sviluppare l’immaginazione attraverso il gioco, ad incoraggiare la scoperta di nuovi spazi.

Questo intervento progettuale racconta la voglia di disegnare per i bambini una struttura dimensionata sui loro standard, senza però impedirne l’utilizzo da parte degli adulti.

Questo è lo spazio per l’immaginazione, senza limiti di età.

Si tratta di design sperimentale, nel senso che il progetto gira intorno al senso del verbo “giocare” lasciando aperte molte strade per interpretarne il significato. L’aspettativa dei designer è che chiunque decida di utilizzare questo progetto giocoso lo faccia a modo proprio, sperimentando i limiti della propria creatività attraverso l’utilizzo dello spazio.

Non c’è un modo per giocare all’interno della struttura progettata da Matter Studio, la libertà di interpretazione è lasciata a chi decide di utilizzarla/ giocarci.

Five Fields Play Structure è posizionata in una terra ricca ricca di storia, a Lexington, e interagisce con l’ambiente circostante  lasciando che la natura determini lo scenario che la circonda.


 

 

 

ARCHITECTURE / video

Konieczny’s Ark

Una residenza nella campagna polacca, disegnata da chi quell’edificio lo abita, è l’esempio di architettura basata su uno studio attento della tecnica costruttiva, senza dimenticare il rapporto tra casa ed esterno.

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L’edificio è pensato come una cornice

Konieczny’s Ark è stato progettato dallo studio KWK Promes con un’idea ben precisa da perseguire: il valore aggiunto di quell’abitazione era chiaro fin dall’inizio e, al di là del progetto, sarebbe rimasto sempre legato al panorama circostante. Da qui l’idea di concepire il costruito come un punto privilegiato dal quale osservare la natura circostante, attraverso ampie vetrate utilizzate per incorniciare verde e colline.

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Non solo concept e idee teoriche, questo progetto in Polonia è anche un esempio di progettazione consapevole, basata sulla conoscenza del territorio e delle problematiche legate alle frequenti frane.

Se le acque piovane possono fluire senza problemi e il tetto a doppia falda garantisce le prestazioni ottimali in base al clima della zona, per lo studio delle forme l’ispirazione arriva dagli edifici tipicamente destinati ai fienili.

Come un arco che si erge al di sopra del verde e allo stesso tempo ne diventa parte, coinvolgendo in maniera biunivoca esterno ed interno nel rapporto tra persona e spazio.

 

 

EXHIBITIONS

ROBERTO BURLE MARX: BRAZILIAN MODERNIST

Roberto Burle Marx (1909-1994) è stato uno dei più importanti e influenti paesaggisti del Ventesimo Secolo. La sua colorata arte nasce in Brasile, sua terra nativa.  Roberto Burle Marx, può essere considerato un artista a tutto tondo, la sua vena creativa è espressa attraverso diverse vie, dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica al tessile.

La principale sua forma di espressione pero e quella del paesaggio, Burle Marx, crea composizioni astratte, rappresentate in pianta tramite colori sfavillanti. I suoi disegni oltre che essere il progetto stesso, sono opere d’arte di grande valore intrinseco. Se un osservatore non ci facesse caso, non immaginerebbe mai che i suoi quadri sono delle cartine che rappresentano un giardino.

Burle Marx è particolarmente noto per per i suoi iconici lavori grafici sviluppati nella pavimentazione della famosa spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro.

Il suo ruolo nell’architettura del paesaggio è indiscutibilmente importante:

Burle Marx si stacca dalle simmetrie del passato e abbraccia il modernismo, con forme astratte e sinuose, come fosse un Picasso della natura.

Il suo impegno ecologico è un’altra chiave importante del suo lavoro, Burle Marx si rifiuta di utilizzare piante non autoctone importate dall’Europa e si concentra sulla bellezza delle piante native del Brasile aiutando a rivitalizzare la flora e la fauna locale.

Quello che secondo me fa di Roberto Burle Marx l’architetto del paesaggio ideale, e il suo impegno a riparare il rapporto primordiale tra l’uomo e natura valorizzando il bello.

Oggi il suo lavoro viene celebrato presso il Jewish Museum di New York in una mostra dedicata all’architetto paesaggista e all’artista. La mostra si chiama Roberto Burle Marx: Brazilian Modernist ed è aperta al pubblico dal 6 Maggio fino al 18 Settembre.Roberto_Burle_Marx_5

http://thejewishmuseum.org/

lifestyle / TRAVEL

LOWLINE, UN PARCO SOTTERRANEO

Dopo il grandioso successo della High Line – un antico percorso ferroviario sopraelevato dal traffico trasformato in un parco. Ora un gruppo di giovani architetti e creativi sta mettendo su pezzo per pezzo un altrettanto ambizioso progetto del verde. Si chiama Lowline, che significa letteralmente linea sotterranea.

Il progetto intende recuperare migliaia di metri quadrati sotterranei della metropolitana di New York, nella Lower East Side di Manhattan. Un luogo abbandonato, scuro, inabitato e lontano dall’essere sfruttabile in qualsiasi senso.

Ma due giovani creativi James Ramsey e Dan Barasch ci hanno riflettuto molto a lungo.

La loro idea è quella di creare dei cannoni di luce, che raccolgono I raggi solari in superfice e li intensificano nel sottosuolo.

In questo modo si apre la possibilità di far crescere una fitta vegetazione per un parco sotterraneo.

L’idea assomiglia alla High Line ma questa volta applicata al contrario. Invece di sopraelevare il verde, loro lo portano sottoterra.

Per ora si tratta di un’idea che ha preso piede grazie alla piattaforma di fundraising pubblico – Kickstarter – e a poco a poco sta prendendo forma. Il progetto pilota è ora aperto al pubblico e si chiama Low Line Lab, un vecchio capannone oscurato volutamente, nel quale sono stati applicati I tecnologici cannoni di luce. Al centro una fitta e sorprendete vegetazione cresce rigogliosa e da spettacolo.

Immaginatevi la possibilità di andare al parco e stare immersi nel verde anche nei giorni più freddi e di pioggia, senza dover patire le intemperie.

Il progetto sarà completato nel 2020 e sono sicuro che diventerà un’incredibile nuova attrazione della citta che non smette mai di offrire spensieratezza.lowline_4

credits: lowline.com

ARCHITECTURE

PIET OUDOLF

Piet Oudolf, a molti suona famigliare ad altri risuona come un nome esotico. Dietro a questo nome si impersona uno dei più acclamati landscape designer di oggi.

Il suo approccio progettuale ha cambiato la prospettiva di come oggi si costruisce un giardino, dove prima veniva data priorità alle proprietà dell’inflorescenza come il colore e la forma, con Piet, il focus diventa la pianta stessa.

Ora il design orbita attorno alla pianta come struttura fisica. Le specie selezionate sono elevate a diventare un corpo osservato e apprezzato durante tutto l’anno, anche nei mesi freddi e “morti” dell’inverno. Per Piet la pianta diventa un corpo architettonico di cui si apprezzano la creazione; la struttura; l’apice con la fioritura; la produzione del frutto e dei suoi semi; la disseccazione invernale, e di nuovo la resurrezione coi primi tepori, quando le condizioni climatiche sono favorevoli. con lui si impara che lo spettacolo della natura in un giardino è apprezzabile tutto l’anno, la sua arte va osservarla durante tutto il periodo di trasformazione.

I suoi progetti sono delle opere d’arte in cui ogni centimetro quadrato è ben selezionato per inserire la perfetta varietà di piante. Il risultato è spettacolare. Un’esplosione di bellezza naturale che cresce dalla terra donandoci una composizione mai vista prima.

Ogni elemento funziona perfettamente coll’altro, ma non ci da l’idea di essere studiato al centimetro, al contrario sembra essere il caos a regolare tanta bellezza.

Piet è colui che ha riportato alla moda il concetto di comunità delle piante, nella quale si crea un’armonia non solo visuale ma anche biologica, in cui tutto funzione con un’acutezza ecologica. Piet preferisce infatti utilizzare specie autoctone, che fanno parte del luogo, e reintegrano i protagonisti dell’ambiente come le api e gli uccelli che contribuiscono alla fertilizzazione delle piante per la loro riproduzione, e al contempo si sfamano.

Piet Oudolf ha realizzato progetti importanti in giro per il mondo, fra questi:  la High Line a New York, Millennium Park a Chicago e Battery Park a New York.

Credits: oudolf.com

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