DESIGN / EXHIBITIONS

DA NEW YORK: I AM I

Più di novanta progetti tra lampade, vasi e oggetti tutti firmati dall’artista-designer Jos Devriendt in mostra New York.

La galleria Demisch Danant con la mostra I AM I racconta il lavoro di questo artista europeo e lo fa attraverso una selezione di progetti in ceramica, tutti riconducibili all’immaginario che Jos Devriendt ha costruito negli anni.

Le forme e i colori sono un inno alla ricerca dell’artista e al surrealismo che si legge in ogni sua opera realizzata per cambiare la percezione dell’oggetto e del contesto.

Un’occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt

La forma delle lampade si riferisce esattamente a quello che sembra, un fungo, e la scelta del porcellana sommata ai suoi colori permette all’oggetto di cambiare: di giorno la luce naturale filtra attraverso la lampada mentre di notte la luce artificiale modifica la percezione del colore e della forma.

I AM I è in mostra fino al 16 Dicembre e la galleria da cercare è la Demisch Danant – 30 West 12th Street New York, New York – ma per chi non fosse nella Grande Mela questa è comunque una buona occasione per scoprire il lavoro di  Jos Devriendt.

Photo Credit: Demisch Danant 

DESIGN / video

5 MOTIVI PER SCOPRIRE KOMOREBI

Komorebi è il progetto di Leslie Nooteboom, giovane laureando al Royal College of Art di Londra, una lampada con effetti inattesi quanto desiderati.

Quanti motivi ci sono per raccontare Komorebi, il progetto di Leslie Nooteboom? Diversi e tutti convincenti.

1• il designer è giovane e questo è il progetto sviluppato per la sua laurea anche se non sembra affatto il progetto di una laureando;
2• komorebi non ha nulla da invidiare alle lampade più vendute del momento, per concept e ricerca stilistica;
3 • l’estetica colpisce ancora prima di scoprire il concept;
4 • risolve un problema e lo fa in modo poetico, senza scadere nel solo funzionalismo;
5 • il risultato finale incanta, nel senso che lascia a bocca aperta e sembra ipnotico nel suo gioco di luci e ombre.

Una lampada per la luce naturale

Leslie Nooteboom, dopo aver cambiato più volte città, arriva alla conclusione che spesso si trova ad affrontare chi ha dovuto cercare casa almeno una volta: è davvero troppo difficile trovare una casa nelle grandi città che abbia tutto per essere definita tale e ad un costo accessibile.

Leslie Nooteboom più di ogni altra cosa avverte la mancanza di luce naturale in ambienti indoor e il suo progetto Komerebi riesce a portare questa luce dove non c’è, con un effetto finale da rimanere a bocca aperta. La luce che filtra tra gli alberi o attraverso le tende chiuse, anche quando non ci sono alberi e finestre, questo è quello che Komorebi riesce a fare. Vedere il video per credere.

Photo Credit: Renée Kemps

DESIGN

IACOLI & McALLISTER COLLECTION

Jamie Iacoli e Brian Mcallister hanno iniziato la loro avventura nella progettazione nel 2009, a Seattle. Ricerca, studio delle linee, delle forme, degli incastri partendo dai riferimenti del ‘900 arrivando fino ai giorni nostri; una positività di pensiero che si trasforma in racconti progettuali. Questa la loro collezione.

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Non solo un progetto: un racconto

Un lavoro lungo, assemblato a mano da un piccolo team nel loro studio americano e pubblicato dalle più importanti testate al mondo dal New York Times a Vogue Living. Questo oltre ad essere un progetto è un racconto ed il motivo per cui ci piace mostrarvelo.

Due sotto-collezioni principali: “Revati Collection” fatta di lampade in ottone lavorato e “Nunki Collection”, una serie limitata di arredi e luci disegnata in collaborazione con John Hogan.

Tutto è realizzabile su misura per il cliente. Di certo un progetto di cui sentiremo molto parlare.

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DESIGN / interviews

INTERVIEW: LAURA BILDE

Laura Bilde è una designer estremamente giovane, uno di quei nomi che si definirebbero astri nascenti destinati a riempire le pagine patinate delle riviste. Non si tratta di supposizioni fatte solo sulla base delle esperienze universitarie attraverso aule accademiche altisonanti ma da progetti già realizzati, pezzi che non sembrano disegnati da chi sulla carta di identità alla voce data di nascita segue 1990.

1990, questo è l’anno della tua data di nascita. Quali esperienze ti hanno aiutata, nonostante la giovane età, ad avere uno stile così riconoscibile?
Sono sempre stata creativa fin da quando ero una bambina. Mi piaceva immaginare la mia camera da letto da bambina, raccogliere esempi di materiali e sfogliare riviste di interni

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Console Desk

Laura Bilde, interview



Ogni oggetto dialoga con il successivo e scorrere le immagini alla ricerca dei suoi lavori precedenti e successivi significa rintracciare la cura stilistica tanto cara ai design nord europeo  e la sperimentazione nei materiali di chi conosce la storia ma è proiettato al futuro.

Ti piace sperimentare nuovi materiali, qual è quello che attira la tua attenzione più di qualsiasi altra cosa?
La bellezza dei materiali naturali mi affascina molto. Come si può influenzare la struttura con la lucidatura, spazzolatura, riscaldamento e così via. Più di tutto come si evolve e diventa più vero e scultore nel tempo.

 Ogni pezzo del tuo lavoro ha una storia? Raccontaci il più importante o divertente o interessante.
All’inizio del 2013 ho guardato alcuni schizzi che avevo fatto durante i primi anni di studio. Erano primordiali e astratti, ma mi è piaciuto qualcosa delle forme e geometriche sulla carta. Ho provato a togliere alcuni dettagli per renderli più chiari e semplici. Poi mi sono messa al lavoro e ho iniziato a costruire. Non avevo capito subito quale fosse la funzione di quell’oggetto ma mi piaceva l’idea di provare ad affiancare tre materiali in un solo pezzo scultoreo e funzionale. E’ così che è nato Mammut Table.

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Mammut Table

Non sorprende la nomina di Laura Bilde come “Upcoming of the year” ai Design Award 2016.

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 INTERVIEW (EN TEXT)

1990, THIS IS YOUR DATE OF BIRTH. WHICH EXPERIENCES HELP YOU TO BE YOUNG AND WITH A SO REMARKABLE STYLE?
I have always been very creative thinking since I was a little girl. I liked to style my childhood room, gathering samples of materials and looked in interior magazine in a young age.

YOU LIKE EXPERIMENTING WITH MATERIALS. WHICH IS THE MATERIAL THAT CATCHES YOUR ATTENTION MORE THAN EVERYTHING ELSE?
The beauty of natural materials fascinates me a lot. How you can affect the structure with polishing, brushing, heating and so on. And most of all how it patinates and just gets more authentically and sculptural in time.

EVERY PIECE OF YOUR WORK HAS A STORY? TELL ME THE MOST IMPORTANT OR FUNNY OR INTERESTING!
In the beginning of 2013 I looked at some old sketches from the beginning of my studies. They where very wild and abstract, but I liked something about the form and the geometric shapes on the paper. I tried to remove some of the details to make it sharper and simple. Then I went to the workshop started building. I didn’t knew what the functions was yet, but I liked the idea of testing the strength of three materials into one sculptural and functional piece. And that’s how Mammut Table was born.


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DESIGN

SPACE FRAMES

Volumi astratti, disegnati ispirandosi agli archetipi dell’architettura come archi e colonne, sono gli Space Frames disegnati dallo Studio Mieke Meijer. Questa collezione di oggetti gioca con le forme e con la luce, con un aspetto scultoreo, strutture in legno e tessuto, sono la dimostrazione di come ogni lavoro dello studio di Eindhoven riesca ad attraversare le divisioni tra architettura, design e arte.SPACE_FRAMES_2

Da posizionare liberamente nello spazio, ognuno di questi elementi riesce ad interagire con lo spazio tra luci e ombre.

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credits: miekemeijer.com

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