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FONTEVRAUD ABBEY

E’ stato un monastero, un ospedale, una prigione e oggi l’Abbazia Fontevraud ospita un ristorante ed un hotel progettati dallo studio Jouin Manku. Un intervento in punta di matita, per integrare passato e presente, la storia di un luogo che evolve e si trasforma senza cancellare i mille anni precedenti, conservando la sua anima di  ambiente destinato alla condivisione di un banco, di cure, di cibo.

Il duo di progettisti composto da Patrick Jouin e Sanjit Manku ha esaltato gli spazi con scelte su misura, calibrate per ogni angolo di questo spazio, dagli arredi ai piatti tutto contribuisce alla realizzazione del progetto con scelte volute o dovute.

Molti interventi sono il risultato della volontà di rispettare l’architettura esistente, altri dovevano essere punto di incontro tra la conservazione dell’esistente e le nuove funzioni, come il lampadario studiato per attutire i problemi di acustica,  ma tutto contribuisce per creare l’atmosfera adatta ad un luogo dedicato all’accoglienza e alla convivialità.

Il chiostro è direttamente connesso agli spazi interni con una vetrata continua autoportante e allora per gli ospiti distrarsi durante i pasti guardando quello che è rimasto il “cuore di pietra” del monastero sarà non solo concesso ma voluto dai progettisti e non sarà difficile vedere anche lo chef Thibaut Ruggeri attingere dalle piante aromatiche del chiostro, confondendosi tra gli ospiti dell’Abbazia Fontevraud.

L’hotel sembra ricalcare con l’attuale atmosfera ovattata e rilassata la sua storia di monastero e si posiziona in equilibrio tra le esigenze attuali e il passato, tenendo sempre ben presente di alloggiare all’interno di uno dei patrimoni mondiali dell’UNESCO, in uno dei più vasti siti monastici del Medioevo.

All’interno dell’Abbazia è iniziato il nuovo paragrafo di una storia millenaria.


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credits: patrickjouin.com

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