DESIGN / EXHIBITIONS

INTERIORS REFLECT OUR PERSONALITY

Non si tratta solo di prestare attenzione ai dettagli: la selezione degli accessori all’interno di una casa, come di un ufficio o di uno spazio commerciale, sembra essere la diretta conseguenza della cura con cui è stata fatta ogni scelta all’interno di un ambiente.

L’attenzione dei brand, generalmente dedicati all’arredamento, verso la produzione di oggetti legati al mondo degli accessori, è un chiaro segno della contemporaneità che stiamo vivendo, leggera e radicale allo stesso tempo.

Ci sono aziende che hanno la tempestività di cogliere le tendenze, di trasformarle in progetti di rilievo, al di là della scala dell’oggetto. In occasione del Maison&Objet 2018, Vitra ha presentato nel suo nuovo showroom di Parigi una collezione di accessori che rispecchia quel giusto mix di storia e contemporaneità, con grandi classici a nuove proposte.

Si fa spesso l’errore di sottovalutare la scelta degli accessori, dei complementi che sono sempre in fondo alla lista delle priorità ma che sono determinanti per il risultato finale.
C’è qualcuno da cui imparare l’arte della scelta degli accessori? Si, dai millennials.

Il perchè è semplice, è una generazione abituata ad una vita sempre in movimento, con spostamenti frequenti di case e uffici, e allora la scelta di puntare sui dettagli piuttosto che sui grandi pezzi d’arredo è una conseguenza immediata. Non solo, questa tendenza che attraversa il design come la moda, è il frutto della voglia di raccontare uno stile e di farlo attraverso pezzi chiave delle collezioni.

Spesso è più semplice riconoscere un vaso, icona di un brano o di un designer, piuttosto che un divano, e questo porta i millennials a raccontarsi facilmente attraverso lo stile degli accessori scelti.

L’arte dello scegliere gli accessori appartiene ai Millennials

Il rischio dietro l’angolo è quello di scadere in scelte banali, di comprare gli accessori che si vedono troppo spesso e troppo uguali nelle case ad ogni angolo del globo, ma allora la soluzione qual è?

La scelta è quella di raccontarsi attraverso scelte mirate fatte di brand iconici, designer e oggetti dal carattere formale ed estetico.

Ecco quali sono i nostri consigli, per acquisti destinati a durare nel tempo, a traslocare di casa in casa, di ufficio in ufficio, di stanza in stanza, o semplicemente a non passare inosservati:

1. Nuage, Ronan & Erwan Bouroullec, 2016. Qui il calibro progettuale dei fratelli Bouroullec trasforma un classico vaso in un oggetto da avere al di là del suo utilizzo.

2. Cork Family, Jasper Morrison, 2004. Una famiglia di tre elementi che difficilmente non risulteranno utili all’interno di una casa, con la loro duplice funzione di tavolini e sgabelli.

3. High Tray, Jasper Morrison, 2018. Un pezzo che diverte e si diverte con un sapiente gioco di forme e colori, trasformando un classico piatto da portata in una sua versione contemporanea.

4. Toolbox, Arik Levy, 2010. Per tenere in ordine nel miglior modo possibile, senza la necessità di nascondere nulla perché questo contenitore è da tenere ben in vista.

Gli interni riflettono una personalità, sono al somma di tante caratteristiche, oggetti che solo se sommati determinato un preciso risultato finale.

#Vitraaccessories

Photo Credit: Vitra

FASHION / lifestyle

UNA COLLEZIONE PER DESIGNER

Incursioni tra discipline diverse, quelle che in alcuni casi sembrano due rette tangenti e in altre si intrecciano alla perfezione: Jijibaba racconta una storia di connessioni volute e cercate tra design e moda.

Jijibaba è una collezione di abbigliamento in evoluzione continua, realizzata da un gruppo di progettisti provenienti da settori diversi, generalmente impegnati nel disegnare arredi o spazi.

La qualità della progettazione di questi designer viene applicata ad un settore per loro inusuale e la prima collezione include due linee disegnate da Jasper Morrison e Jaime Hayon, due nomi che di certo non passano inosservati.

Dal 15 settembre la collezione è disponibile in esclusiva al Dover Street Market di Londra e da ottobre anche a New York, Ginza e Singapore.

Una collezione pronta a cambiare e a rispecchiare le diverse personalità che la interpretano, con un inizio che riesce a fare da eco per le successive presentazioni.

Photo Credit: Jijibaba

ARCHITECTURE

GUARDARE AL FUTURO: PREFAB HOUSES

Il mondo delle strutture prefabbricate ha radici lontane. Abitazioni, uffici, spazi espositivi e molto altro progettati e costruiti con metodi e sistemi diversi dallo status quo; un’idea spesso erroneamente associata ad un concetto di poca rifinitura. Non è così.

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Un filone progettuale incredibilmente attuale

L’esigenza è nata quasi contemporaneamente all’esigenza stessa di casa, un percorso parallelo che si è evoluto negli anni sopratutto nei paesi anglofoni e nord europei.
Idee e concept che, se visti oggi, appaiono al limite tra l’avvenieristico e l’incredibilmente attuale; recupero dello spazio, polifunzionalità degli elementi e idee definite al servizio di funzioni essenziali. Ma anche tanta estetica e ricerca per il dettaglio e i materiali. Un filone progettuale che oggi sta avendo molto successo.

Un primo boom dei prefabbricati c’è stato con gli anni 60/70 soprattutto in America e nord Europa (un piano di Wiston Churchill promuoveva dopo la seconda guerra mondiale case prefabbricate: “Muoviti e muovi la tua casa con te!) e nei paesi dell’est, Russia in testa, dove architetti e progettisti hanno sviluppato idee a tratti lungimiranti senza però un vero e proprio seguito; forse le tecnologie non erano ancora quelle adatte.

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Oggi nuove tecniche di lavorazione del legno, materiali innovativi e sistemi produttivi rinnovati stanno già permettendo la diffusione di unità abitative non solo esteticamente appaganti e funzionali ma anche economiche, in classe A e uniche.

Muji, colosso del low cost giapponese, ha iniziato a vendere le sue case prefabbricate progettate da Konstantin Grcic, Jasper Morrison e Naoto Fukasawa. Non gli ultimi arrivati.

In italia l’iter burocratico per una prefab house è lo stesso di una casa in mattoni ma questo non intacca la maggiore economicità del prodotto. Immaginate un mondo in cui non solo potete spostare tutti i vostri arredi in una scatola come abbiamo visto in questo progetto ma potremo spostare anche la nostra casa.

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prefab_house_2In questo articolo:
Maison Standard Metropole, Jean Prouve
Dymaxion Deployment Unit
Futuro, Oy Polykem
Muji House

Photo credit: pinacoteca agnelli, “Prefab houses” edito da Taschen, Architecture de Collection, Revolution Precrafted Properties, Galerie Patrick Sequin, 

INTERIORS

RMGB APARTAMENT

Progettare un appartamento ed in generale un’abitazione richiede da parte del progettista uno sforzo notevole, forse uno dei maggiori in generale. Un casa privata è molto più di un semplice progetto, è uno spazio vivo che accompagna per decenni la vita delle persone; ciò sembra scontato ma non lo è.

In questo appartamento scopriamo una miriade di piccoli dettagli e grandi decisioni stilistiche che raccontano un mood chiaro e deciso; un mix progettuale perfetto tra lo stile dell’autore e le esigenze del proprietario.

Senza un progetto che unisca tutti i puntini non si può immaginare di ottenere i risultati desiderati

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La coerenza regna sovrana tra arredi degli Eames, illuminazioni di Jasper Morrison ed una selezione dei migliori marchi del settore presenti come Vitra, Danese e Magis. Questi ultimi non sarebbero nulla senza la progettazione che unisce i puntini nel filo conduttore unico del progetto, icone del design complementari a pezzi su misura come l’isola centrale della cucina realizzati solo per questo ambiente.

Ecco il segreto dietro ad ogni progetto: il progetto. Senza l’idea progettuale d’insieme non si può immaginare di ottenere i risultati sperati. Senza quel quid non si può pensare di fare qualcosa che duri nel tempo.

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Avenue D’Argenteuil, Asnières Sur Seine, 150 mq + giardino

credits: RMGB Architecture

ARCHITECTURE / EXHIBITIONS / INTERIORS / TRAVEL

APARTMENT N. 50

Un appartamento dinamico e per capire che si tratta di una storia fuori dall’ordinario basta pensare che è il N° 50 della Cité Radieuse progettata a Marsiglia da Le Corbusier. Acquistato e ristrutturato da Jean-Marc Drut e Patrick Blauwart non è solo un pezzo di storia dell’architettura ma, per volontà dei proprietari, ospita ogni anno in estate una mostra diversa.Apartment-N50-2

L’intento è quello di veder mutare l’estetica dell’appartamento mantenendo la sua funzionalità con un intervento contemporaneo realizzato ogni anno da un designer diverso seguendo un processo che si ripete: a settembre i designer iniziano il progetto, a partire dalle esigenze funzionali dei proprietari per attualizzare con pezzi contemporanei l’appartamento disegnato da Le Corbusier, e ad aprile viene realizzato per essere mostrato al pubblico nel mese di luglio con una mostra. La fine di un progetto coincide con l’inizio di quello successivo e a settembre i pezzi inseriti nell’appartamento vengono restituiti al designer che nomina il successore per il progetto dell’anno successivo.

Tra i nomi di fama internazionale coinvolti Jasper Morrison, Ronan ed Erwan Bouroullec, Konstantin Grcic e per questo anno è stato il turno degli studenti del master di ECAL.

Dodici studenti, a settembre 2014, hanno iniziato a lavorare su una collezione di arredi adatta all’appartamento N° 50 ristrutturato dai proprietari cercando di rispettare il più possibile il progetto originario di Le Corbusier.

Durante il semestre è stata progettata una serie di prodotti pronti per essere inseriti nell’appartamento e con l’allestimento degli studenti l’appartamento sarà visitabile dal 4 al 19 luglio.

Una collezione per rispondere alle esigenze dei proprietari, realizzata con colori primari brillanti, dalle lampade alla sedia, dal tavolo pieghevole al set da pic-nic, l’appartamento n°50 è stato invaso da una nuova estetica a partire dal soggiorno fino ad arrivare al terrazzo.

credits: ECAL

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