EXHIBITIONS / TRAVEL

VALZER DEI FIORI: A SKY FULL OF FLOWERS

I tre giovani architetti Cecilia Ricci, Grazia Comai e Roberta Filippini in occasione della fiera My Plant & Garden a Milano danno origine a “Valzer Di Fiori”, un’installazione vivace e profumata, in grado di avvolgere completamente l’osservatore all’interno di un’atmosfera inebriante, affascinante, sospesa.

I drappeggi leggeri ed eleganti della Tillandsia usneoides non sono mai fermi, abbracciano lo spazio e permettono, fin dal primo sguardo, di scorgerne l’interno: un luogo raccolto ma in continuo movimento che attende l’osservatore, trasformandolo nel centro dinamico e nevralgico del progetto.


Libertà di azione e flusso ininterrotto di pensiero. L’obiettivo è che l’uomo possa muoversi nello spazio senza limiti, inebriato dalle fragranze profumate, stregato dai colori ammalianti.

Un vero e proprio cielo fiorito, costituito da uno stuolo sospeso di fiori recisi racconta il rigoglio della natura, la sua essenza indispensabile e la sua costituzione luminosa, a testimonianza del fatto che, come ha detto Grigore Vieru, l’uomo diventerebbe folle di sogni se i fiori brillassero nel cielo e non ai suoi piedi.


Dianthus caryophyllus rosa si alternano a Chrysanthemum, dettando il ritmo vivace della composizione; la luce filtra dall’altro e disegna ombre sulla terra, modellando lo spazio e generando la sensazione nell’osservatore di essere magicamente catapultato in un ambiente totalmente “altro”, al di fuori della concezione tradizionale di spazio e di tempo.

Le tre progettiste reinterpretano in chiave contemporanea il patio-giardino, un luogo in cui si mostra l’interazione profonda che la natura ha con lo spazio.

Ricordi caldi e nostalgici riaffiorano, l’uomo si trova ad abitare un luogo accogliente e conosciuto in cui le prospettive cambiano a seconda del punto di vista. L’intento di Cecilia, Grazia e Roberta, di dare vita ad un ambiente familiare ed unico, come il patio di casa – in cui nei caldi pomeriggi estivi ci si sofferma ad osservare la natura florida, energica, vitale ed aggraziata del mondo circostante – è perfettamente riuscito.

credits: Giovanni Nardi

ARCHITECTURE

FROM SHOW TO WINDOW

Cosa hanno in comune due progetti? Prospettive, linee, geometrie? In questo caso prima di tutto Prada e poi Milano. Le vetrine del brand per l prima volta sono allestite secondo il progetto di un collaboratore esterno, Martino Gamper, mentre per la passerella dell’ultima fashion week maschile Prada torna ad affidarsi ad un compagno di viaggi come è stato Koolhaas negli ultimi venticinque anni.

Un nome nuovo per l’azienda e uno che ha firmato passerelle e negozi di tutto il mondo, eppure quel filo conduttore sofisticato e leggero proprio del brand si sente, quasi si respira.

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Le vetrine progettate da Martino Gamper sono frutto di una sua lunga e complessa elaborazione del tema dell’angolo, ricorrente nel suo portfolio e legame naturale con la collezione protagonista di questa stagione.

L’idea è quella di giocare con la prospettiva e la geometria in un’installazione scultore magnetica, perché in fin dei conti la vetrina deve catturare l’attenzione catapultando al di là del vetro il prodotto, ancora prima di indossarlo.

La natura deostruita della collezione si sposa con le scelte di Gamper, dalle finiture ai contrasti, realizzando uno spazio nello spazio utilizzando pannelli impiallacciati in legno. Gli spazi sembrano più stretti e spingono a guardare oltre, ipnotizzati dall’effetto prospettico, fino al paesaggio tra montagne e foreste scelto per lo sfondo.

Le vetrine progettate da Martino Gamper sono frutto di una sua lunga e complessa elaborazione del tema dell’angolo

La valorizzazione degli abiti avviene attraverso l’uso del legno, semplice ma complesso nelle sue venature e nelle colorazioni sempre diverse in base all’essenza o semplicemente alla luce.

Inizialmente installate nei monomarca di Milano e Londra, le vetrine di Gamper arriveranno presto nei negozi Prada di tutto il modo.

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Per la settimana della moda maschile Prada torna ad affidare il progetto per l’allestimento della sfilata a Rem Koolhaas e in particolare ad AMO, il ramo di ricerca del suo studio.

Questo spazio si estende attraverso una serie di stanze, infilate una dopo l’altra, differenti per dimensioni e proporzioni. Questa progressione fornisce l’illusione di un Palazzo Infinito con stanze rivestite da (finto) marmo blu e nero e inserti in alluminio per favorire un senso di continuo movimento.

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Le diverse stanze si traducono in un’infilata di momenti, al contrario di quello che accade quando lo show si svolge in un unico grande ambiente in questo caso lo spettacolo si frammenta offrendo percezioni simili ma diverse al pubblico, diviso in piccoli gruppi.

La collezione esplora il mondo complicato delle relazioni tra uomo e donna, tra somiglianze e lontananze, con influenze asimmetriche, non lineari, proprio come nel progetto di Koolhaas.

volumi che cambiano gradualmente di dimensioni, i materiali e i passaggi scelti per i modelli generano una prospettiva astratta in grado di disorientare e avvicinare il pubblico alla collezione.

C’è della poesia, in definitiva, a cucire insieme una passerella, una vetrina ed una collezione.

prada-the-infinite-palace-milan-mens-fashion-week-02 prada-the-infinite-palace-milan-mens-fashion-week-6credits: Alberto Moncada

art / EXHIBITIONS

NIMBUS

L’artista olandese Berndnaut Smilde ha un’idea: vuole realizzare un’opera effimera e cosa c’è di più volubile di una nuvola? Continuamente in balia dei fenomeni atmosferici e del loro continuo mutare, le nuvole sembravano essere il soggetto ideale per realizzare la sua idea.

I presupposti per un’opera spettacolare ci sono e nel 2010 ci riesce e con la sua macchina per produrre nuvole naturali fa sì che si materializzino all’interno di una stanza, realizzando quello che poteva sembrare un paradosso.

L’istallazione dura pochi minuti e non è stato ancora rivelato il meccanismo per realizzarla, anche se è probabile ipotizzare l’utilizzo di liquidi evaporanti e l’interazione con pressione e percentuale di umidità.

Più che di un artista Nimbus sembra l’opera di un prestigiatore e come per molte magie il bello non è scoprirne il trucco ma riuscire a rimanere a bocca aperta.

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