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REYDON GROVE FARM

La Scott House progettata da Norm Architects si sviluppa all’interno di un volume stretto e lungo, un scelta identificativa, fatta per ricalcare il vecchio fienile preesistente.

L’edificio, posto sul confine della proprietà, è rialzato rispetto alla quota originaria del terreno per permettere la vista sul giardino e sui terreni limitrofi: il contatto con l’esterno, reale e visivo, rimane una chiave di lettura fondamentale utilizzata da Norm Architects a tutte le scale del progetto.

Qui nulla è lasciato al caso

Terreni e giardino privato si alternano fino ad essere parte integrante del progetto che, grazie alle facciate totalmente vetrate, entra all’interno della Scott House, dove dagli elementi strutturali al singolo oggetto di decoro tutto racconta una storia senza intoppi.

Lo studio Norm Architects sceglie in pianta di differenziare sono funzionali diverse, suddividendo lo spazio con elementi freestanding e rivestendo le pareti con legno locale di larice.

La Scott House è il risultato dell’incontro felice tra vecchio e nuovo, l’espressione progettuale di uno studio con uno stile definito, riconoscibile in ogni progetto, dalla Kinfolk Gallery a questa casa immersa nel verde.

Photo Credit: Norm Architects

featured / INTERIORS

TANTI INDIZI FANNO UN PROGETTO

Siamo a Stoccolma e qui, all’interno di un edificio del XIX Secolo, per anni questo spazio ricco di ornamenti e dettagli di pregio è stato utilizzato come ufficio.

Cambiano i proprietari e come accade spesso anche le esigenze: l’idea è quella di trasformare questo spazio in abitazione e del progetto si occupa Note Design Studio.

In questo ufficio mancavano una cucina e i servizi, senza contare che le finiture di pregio dell’edificio storico erano state coperte per ottenere pareti bianche l’illuminazione era stata affidata a moderne lampade da ufficio.

Con l’intervento di Note Design Studio e l’inizio dei lavori emergono all’interno dell’appartamento alcune finiture originarie, vernici dai colori caldi come il giallo senape ed è a partire da questi indizi che viene immaginato il nuovo spazio.

Un progetto per tornare alle origini.

Il progetto di ristrutturazione si basa proprio su queste tracce trovate all’interno dell’appartamento, fino ad ottenere una tavolozza di otto colori utilizzati in tutto l’ambiente, declinati per arredi e partizioni interne, associati al legno e alla ceramica.

Il risultato è un’abitazione contemporanea, ispirata allo splendore dell’edificio del XIX secolo, ricca di scelte progettuali che attingono dal linguaggio espressivo tipico di Note Design Studio e declinate sulle richieste del cliente e della sua famiglia.

Photo Credit: Note Design Studio

ARCHITECTURE / INTERIORS

CASA CUEVA

Il fascino di questo progetto non è solo negli interni ma nel contesto, ruvido e rurale come le rocce ai piedi della Sierra Morena in Spagna.

Casa Cueva è un progetto di UMMOestudio ed è incastonato tra le rocce e le grotte che storicamente venivano utilizzate come riparo naturale e oggi vengono sfruttate per ricavare alloggi rurali di pregio.

L’architettura convive con la natura e le pareti in roccia delimitano un ambiente di grande ricchezza spaziale e materica, in dialogo con gli elementi scelti da UMMOestudio.

Architettura e natura

L’intervento progettuale prevede infatti dei volumi pieni e lineari, in netto contrasto visivo con l’ambiente, completati all’interno da materiali freddi come il marmo e il cemento e arredi scelti per essere in armonia con le superfici naturali.

La luce sottolinea le forme e esalta il contrasto tra le superficie lineari e le  rocce frammentate, irregolari nel loro essere naturali.

Photo Credit: UMMOestudio

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TABULA RASA A TORINO

Un progetto di Andrea Mercante e Adelaide Testa nel cuore di Torino, un appartamento ristrutturato con un’identità propria, in continua evoluzione.

Il progetto parte da una tabula rasa totale degli interni, ridefiniti dal progetto di Mercante Testa in un delicato equilibrio tra colte citazioni del passato accostate ad un approccio totalmente contemporaneo.

Le finestre su strada dalle dimensioni ridotte portano gli architetti a stravolgere la distribuzione interna: il soggiorno e la cucina si affacciano sul cortile interno dove è stato possibile ingrandire le finestre, mentre  le camere da letto e i bagni sono stati collocati sulla facciata principale, parzialmente soppalcati per ospitare zona studio e guardaroba.

Un’architettura nell’architettura 

Le due zone, quella intima delle camere e quella conviviale del soggiorno, sono nettamente separate e distinte: la zona giorno esalta il rapporto con l’esterno attraverso le aperture ampliate, mantiene altezze generose ed è caratterizzata dalle nuove pavimentazioni in seminato; la zona notte è stata progettata per sfruttare razionalmente e al massimo lo spazio, utilizzando l’altezza per creare ambienti su più livelli.

Il passaggio tra questi due macro ambienti della casa è enfatizzato dal volume a doppia altezza della cucina/ lavanderia, un’architettura nell’architettura.

Il mix tra passato e presente è evidente quanto provocatorio: il seminato e le cornici in gesso sembrano essere parte dell’abitazione da sempre ma in realtà il decoro a soffitto è una nuova aggiunta, dichiarata con il suo essere centrata sul tavolo, e il pavimento ha caratteristiche chiaramente contemporanee. La cucina su disegno è un manifesto contemporaneo della progettazione ma per texture e materiali sono stati scelti elementi esistenti, propri del tavolo e delle sedia già proprietà dei clienti.

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IL BUEN RITIRO DI LUDOVICA + ROBERTO PALOMBA

Un ex frantoio del 600 convertito in buen ritiro nell’entroterra salentino dagli architetti Ludovica + Roberto Palomba.

Un edificio antico con un’area di circa 400 mq , restaurato tenendo conto di alcuni elementi storici come le murature e le volte,  inondato dalla luce naturale e con una struttura che si snoda attorno ad un chiostro d’accesso.

Un progetto fatto dagli architetti in una terra che amano, dove hanno scelto di realizzare uno spazio convivale per interrompere il ritmo quotidiano delle giornate di lavoro e staccare la spina circondati da luoghi di eccezionale bellezza come quelli del Salento.

Un ex frantoio del 600 nel cuore del Salento

All’interno le grandi stanze distribuite su più livelli sono caratterizzate da alti soffitti a volta a stella, tecnica di costruzione tipica del Salento, in contrapposizione agli arredi contemporanei: il risultato è un progetto attuale, dove il mix tra antico e moderno è la chiave di lettura per comprendere questi luoghi.

Il percorso per trasformare un ex frantoio in abitazione intrapreso dagli architetti Ludovica + Roberto Palomba è stato un susseguirsi di scelte puntuali, dall’uso di materiali naturali al bianco della calce per le pareti, fino alla selezione dei singoli pezzi inseriti all’interno dello spazio.

Gli arredi scelti sono pezzi di design contemporaneo alternati a pezzi che le famiglie degli architetti si tramandano di generazione in generazione, inseriti all’interno di questo spazio dove architettura e design si incontrano e si fondono.

Un luogo di decompressione legato al territorio salentino, con le terrazze che si aprono sul cielo e sul paesaggio circostante, sottolineato dall’utilizzo dell’inconfondibile pietra leccese.

 

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