EXHIBITIONS

ROBERTO BURLE MARX: BRAZILIAN MODERNIST

Roberto Burle Marx (1909-1994) è stato uno dei più importanti e influenti paesaggisti del Ventesimo Secolo. La sua colorata arte nasce in Brasile, sua terra nativa.  Roberto Burle Marx, può essere considerato un artista a tutto tondo, la sua vena creativa è espressa attraverso diverse vie, dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica al tessile.

La principale sua forma di espressione pero e quella del paesaggio, Burle Marx, crea composizioni astratte, rappresentate in pianta tramite colori sfavillanti. I suoi disegni oltre che essere il progetto stesso, sono opere d’arte di grande valore intrinseco. Se un osservatore non ci facesse caso, non immaginerebbe mai che i suoi quadri sono delle cartine che rappresentano un giardino.

Burle Marx è particolarmente noto per per i suoi iconici lavori grafici sviluppati nella pavimentazione della famosa spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro.

Il suo ruolo nell’architettura del paesaggio è indiscutibilmente importante:

Burle Marx si stacca dalle simmetrie del passato e abbraccia il modernismo, con forme astratte e sinuose, come fosse un Picasso della natura.

Il suo impegno ecologico è un’altra chiave importante del suo lavoro, Burle Marx si rifiuta di utilizzare piante non autoctone importate dall’Europa e si concentra sulla bellezza delle piante native del Brasile aiutando a rivitalizzare la flora e la fauna locale.

Quello che secondo me fa di Roberto Burle Marx l’architetto del paesaggio ideale, e il suo impegno a riparare il rapporto primordiale tra l’uomo e natura valorizzando il bello.

Oggi il suo lavoro viene celebrato presso il Jewish Museum di New York in una mostra dedicata all’architetto paesaggista e all’artista. La mostra si chiama Roberto Burle Marx: Brazilian Modernist ed è aperta al pubblico dal 6 Maggio fino al 18 Settembre.Roberto_Burle_Marx_5

http://thejewishmuseum.org/

lifestyle / TRAVEL

LOWLINE, UN PARCO SOTTERRANEO

Dopo il grandioso successo della High Line – un antico percorso ferroviario sopraelevato dal traffico trasformato in un parco. Ora un gruppo di giovani architetti e creativi sta mettendo su pezzo per pezzo un altrettanto ambizioso progetto del verde. Si chiama Lowline, che significa letteralmente linea sotterranea.

Il progetto intende recuperare migliaia di metri quadrati sotterranei della metropolitana di New York, nella Lower East Side di Manhattan. Un luogo abbandonato, scuro, inabitato e lontano dall’essere sfruttabile in qualsiasi senso.

Ma due giovani creativi James Ramsey e Dan Barasch ci hanno riflettuto molto a lungo.

La loro idea è quella di creare dei cannoni di luce, che raccolgono I raggi solari in superfice e li intensificano nel sottosuolo.

In questo modo si apre la possibilità di far crescere una fitta vegetazione per un parco sotterraneo.

L’idea assomiglia alla High Line ma questa volta applicata al contrario. Invece di sopraelevare il verde, loro lo portano sottoterra.

Per ora si tratta di un’idea che ha preso piede grazie alla piattaforma di fundraising pubblico – Kickstarter – e a poco a poco sta prendendo forma. Il progetto pilota è ora aperto al pubblico e si chiama Low Line Lab, un vecchio capannone oscurato volutamente, nel quale sono stati applicati I tecnologici cannoni di luce. Al centro una fitta e sorprendete vegetazione cresce rigogliosa e da spettacolo.

Immaginatevi la possibilità di andare al parco e stare immersi nel verde anche nei giorni più freddi e di pioggia, senza dover patire le intemperie.

Il progetto sarà completato nel 2020 e sono sicuro che diventerà un’incredibile nuova attrazione della citta che non smette mai di offrire spensieratezza.lowline_4

credits: lowline.com

FASHION / INTERIORS / TRAVEL

VOLTA FLAGSHIP STORE

Un’apertura recente, di quelle che non riesci a non notare, perché il primo flagship store di Volta Footwear è un cannocchiale puntato su corso di Porta Ticinese a Milano. Il progetto è il risultato della collaborazione con lo Studio Andrea Caputo, con radici nel territorio milanese e il lavoro diviso tra l’Europa e l’Asia, ha portato all’interno dello store una visione chiara e definita del percorso progettuale.

E’ un gioco di superfici, alternate e in contrasto, basato non solo su quali materiali sono stati scelti ma sul come vengono accostati.

VOLTA_MILANO_2E’ proprio nelle finiture che il progetto si dispiega: le pareti sono nude o almeno vestite solo della loro anima più grezza, senza aggiunte e coperture le superfici ruvide sono in contrasto con la pavimentazione realizzata utilizzando un abaco di marmi alternati dall’ingresso fino alla parete di fondo.

Il progetto non esclude nessun angolo dello spazio e arriva alla soglia del negozio: il marmo  sporge fino al marciapiede e copre tutta la superficie per arrivare alla parete specchiata che amplifica l’ambiente con un gioco di riflessi efficace.

Le pietre sono scelte secondo gradazioni di colore diverse con il desk realizzato come fosse un’estrusione dal pavimento, un volume pieno dove le funzioni sono celate per perdersi nello spazio.

Protagonista assoluta è la collezione allineata sul perimetro ed esposta su strutture rettangolari realizzate con acciaio galvanizzato, metallo e vetro. Colpisce lo studio del dettaglio, quello del ripiano che sembra sospeso:  quel centimetro determina il progetto.

Sono tre gli elementi utilizzati per definire il progetto: le superfici, i volumi, la collezione.

Qui non ci sono trucchi, lo Studio Andrea Caputo ha realizzato il luogo ideale, ricco ma bilanciato, pulito e completo, per tradurre la collezione in scelte spaziali fatte per durare negli anni. VOLTA_MILANO_11 VOLTA_MILANO_12

Volta Footwear | Corso di Porta Ticinese 103, Milano 

ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL

RODERICK VOS

Pulito, funzionale, armonico. Tutto questo rende uno spazio emozionante, in grado di trasmettere valori, primo fra tutti la bellezza di un ambiente dove nulla è lasciato al caso e la fusione tra natura e costruito diviene possibile.

Lo showroom di Roderick Vos è una commistione ben riuscita tra elementi progettati per essere visti (e comprati) dai clienti senza rinunciare alla funzionalità che ognuno di questi pezzi deve avere, perché qui ogni oggetto è venduto ma anche utilizzato.Roderick-Vos-Showroom-02

Uno spazio espositivo ai margini di Eindhoven animato da Vos e sua moglie Claire, da una scala scultorea, dai colori, dai materiali della collezione che contiene e, ci piace pensare, dal profumo delle piante tropicali.

Diventa fondamentale in questa ottica che anche il minimo dettaglio sia attentamente studiato e così i cavi scompaiono per lasciare spazio al verde, alle piante che migliorano l’ambiente di lavoro e la produttività.

Quello che colpisce è la pulizia formale in uno spazio ricco di elementi, numericamante invadenti trovano ognuno la giusta posizione senza accavallarsi mai, senza “sporcare” uno spazio nitido come questo.

credits: roderickvos.com, renevanderhulst.nl.

ARCHITECTURE

ARCHITETTURA CON VERDE A SORPRESA

New York si sa, è una di quelle città che non smette mai di stupirci per mille e più ragioni, molte di queste possono essere le innovazioni tecnologiche, i trends, i modi contemporanei di vivere e sicuramente la coloratissima scena che ogni giorno si svolge nel mondo sotterraneo della metropolitana. Ma ci sono anche altri motivi per rimanere stupiti e affascinati. Uno di questi è un giardino d’inverno nel cuore di Manhattan che è a pochi noto.

Si tratta di un giardino subtropicale racchiuso all’interno dell’edifico della Ford Foundation

che si trova tra la prima e la seconda avenue all’altezza della 42 esima strada. Il building in se è un incredibile esempio di modernità e di bellezza. È stato progettato da Kevin Roche e John Dinkeloo con la collaborazione dell’architetto del paesaggio Dan Kiley.

Questo edificio rappresenta per l’epoca un esempio di grande modernità sia dal punto di vista concettuale, dal punto di vista formale e per l’utilizzo di materiali estremamente futuristici.

L’edifico occupa l’intero blocco tra la 43 esima strada a la 42 esima, forma 12 piani e racchiude all’interno una corte, chiusa solo da una membrana di vetro. Questa corte è il fulcro della costruzione, grazie all’abbondante luce che penetra la trasparenza del vetro è possibile far crescere in maniera rigogliosa una fitta vegetazione sub tropicale. Verde di un mondo lontano trapiantato nel mondo caotico e freddo di NY. Sembra quasi di essere capitati in un film in cui la vegetazione ha preso il sopravvento e reclama il proprio potere sullo spazio costruito. Vi sono piante come Araucaria heterophylla, Buganvillea, felci di diverso genere, Schefflera arboricolare, arbusti, cespugli, rampicanti e piante che coprono il terreno.

Il giardino si trova al centro dell’edificio, per cui tutti gli spazi interni, uffici e sale conferenze affacciano sul suo verde tropicale.

La trasparenza é l’elemento dominante non solo per una questione di esposizione alla luce ma anche per una questione di morale lavorativa, un nuovo concetto in cui ognuno può scrutare il mondo dell’altro, come a testimoniare l’onestà e il buon comportamento lavorativo, senza veli e sotterfugi. Forse è proprio per questo corretto spirito lavorativo che coloro che lavorano in un edificio come questo hanno il privilegio di godere dell’incredibile giardino che si trasforma in un vero e proprio paradiso per chiunque riposa gli occhi su di esso. Il giardino è visitabile solo in orari di ufficio, e quindi chiuso nel weekend e durante le festività.

Consiglio caldamente una visita.

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