DESIGN / lifestyle

5 LIBRI, IL CONSIGLIO DI DAVIDE FABIO COLACI

Quanto è importante condividere? Questa volta non parlo di foto e web ma di un network fatto di pensieri e persone. Quanto è importante collaborare? Oggi più che mai, soprattutto se, come in questo caso, il valore aggiunto è quello dell’Architetto Davide Fabio Colaci.

Davide Fabio Colaci è Architetto ma anche professore di progettazione di architettura degli interni presso il Politecnico di Milano, sapevamo che i suoi consigli sui 5 libri ad alto tasso di design sarebbero stati preziosi e la lista che segue lo conferma.

 

 

La selezione di Davide Fabio Colaci

1/5
GIO’ PONTI
a cura di Ugo La Pietra
Rizzoli edizione
Milano, edizione aggiornata del 2009 ( prima edizione 1995 )

E’ un libro sulla grande opera del più grande progettista milanese di tutti i tempi: Gio’ Ponti. Maestro sempre poco considerato dalla grande cultura ufficiale del progetto, che in questo testo viene raccontato attraverso design, architettura, industria e artigianato da un altro grande outsider del design: Ugo La Pietra.
Per ogni volta che si ha bisogno di ossigeno.

2/5
THE  WORLD OF MADELON VRIESENDORP. Paintings / Postcards / Objects / Games.
a cura di Shumon Basar and Stephan Truby
AA Publication.
London, 2008.

I suoi detrattori ricordano Madelon Vriesendorp solo per i suoi dipinti che hanno dato forma e visione alla ricerca del marito Rem Koolhaas durante gli anni settanta. In realtà questo piccolo testo fatto di immagini, disegni, oggetti e cartoline racconta il tema della “collezione” e della “rappresentazione” come la forma d’arte più evoluta della nostra dimensione contemporanea. E‘ una pubblicazione creata in occasione della mostra ospitata dalla Architectural Association di Londra che ha tentato di descriverne il suo mondo potente e surreale.
Il libro chiude con “To invent you need a good imagination and a pile of junk”.  Concordo!

3/5
UNA GENERAZIONE ESAGERATA. Dai Radical italiani alla crisi della globalizzazione.
di Andrea Branzi
Baldini & Castoldi
Milano, 2014.

Un testo fondamentale scritto dal più radical di tutti i radical: Andrea Branzi, che racconta l’Italia attraverso il mondo del design e la sua capacità di gestire le contraddizioni. E’ la storia di una intera generazione che nel suo ruolo di minoranza ( politica e progettuale ), ha inciso sullo scenario culturale contemporaneo come nessuno mai. 

4/5
THE BAUHAUS. #itsalldesign.
a cura di Mateo Kries e Jolanthe Kugler
Vitra Design Museum
Weil am Rhein, 2015.

Una visione aperta e completa della prima vera e grande scuola di design che ha cambiato il modo di pensare il progetto. Intenzioni e fallimenti, prodotti e sperimentazioni raccontati per immagini e contaminazioni con i grandi maestri del design contemporaneo: da Enzo Mari a Konstantin Grcic. Una visione storica e critica che ha la forza di non mitizzare il Bauhaus.

5/5
KURAMATA SHIRO ETTORE SOTTSASS
a cura di Yasuko Seki
21_21 Design Sight
Tokyo, 2010.

Un libro delicato e profondo che nasce dall’incontro dei progettisti più poetici di due paesi così lontani come Giappone e Italia. Un racconto per immagini dei progetti che hanno visto queste due figure collaborare a distanza in modo indipendente, legati da una empatia che ha trasformato il loro mondi in due scenari osmotici e vitali. Oggetti, arredi e interni sono il testamento della più grande trasformazione formale e culturale del design dopo la modernità.
Lo consiglio a chiunque pensi che il design non possa cambiare il mondo. Può!

 

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DESIGN

RIEDIZIONI

Ci siamo chiesti più volte se e queale fosse il modo migliore per affrontare la spinosa questione del rapporto tra la storia del progetto e le più recenti proposte contemporanee, oggi guardiamo tutto da un punto di vista diverso, quello delle riedizioni.

Le riedizioni sono pezzi della storia del design che non hanno mai smesso di essere attuali, tornate in produzione ed alcuni non hanno mai smesso di essere dei best seller per le aziende.

Facciamo una carrellata di quali sono gli ultimi progetti tornati recentemente a far parte di cataloghi importanti e con firme altrettanto altisonanti:

RIEDIZIONI_DESIGN_3• 618 di Carlo Scarpa per Meritalia (1964);RIEDIZIONI_DESIGN_2

• tavolo D.552.2 di Gio Ponti per Molteni (1952);RIEDIZIONI_DESIGN_6

• tavolo E 1027 di Eileen Gray per ClassiCOn (1927);RIEDIZIONI_DESIGN_4

• Gilda di Carlo Mollino per Zanotta (1954);

RIEDIZIONI_DESIGN_5• Pollock Arm Chair di Charles Pollock per Knoll (1960).

ARCHITECTURE / art / EXHIBITIONS / INTERIORS / TRAVEL

ONE PROJECT, ART AND DESIGN

A Galatina Christian Pizzinini e Antonio Scolari, collezionisti d’arte e design ma anche proprietari del Palazzo Mongiò dell’Elefanti della Torre, si sono confrontati con il progetto di riqualificazione di questo palazzo dalla forte connotazione storica, a partire dalle pareti e fino agli arredi. I due proprietari si sono occupati in prima persona della ristrutturazione e dopo cinquanta anni di abbandono questo palazzo, in una delle strade più caratteristiche di Galatina, è stato trasformato dopo solo sette mesi di lavori in un nuovo luogo dove arte e design hanno trovato la propria casa.

Gli interventi hanno toccato solo marginalmente la struttura, secondo i proprietari perfetta per come immaginavano quella che sarebbe diventata una guest house ma anche una galleria con pezzi storici affiancati ad altri contemporanei, raccontando una storia ricca e complessa.

Dalle lampade provenienti da un cinema anni Quaranta a quella di Sottsass, senza dimenticare l’applique di Gio Ponti fonte di una lunga trattativa, la sensibilità e l’estetica di  Christian Pizzinini e Antonio Scolari avvolgono e inondano ogni ambiente di questa dimora storica, rifugio pugliese della coppia.

Accogliente come un’abitazione, ricca come un museo, complesso come la ristrutturazione di un palazzo storico, questo progetto ha un involucro ed un contenuto che hanno permesso ai proprietari di vincere una sfida come quella di coniugare passato e presente nello stesso spazio.

credits: Daniele Notaro

INTERIORS / photography / TRAVEL

TASCHEN MILANO

Il 16 Aprile 2015, nel bel mezzo della Milano Design Week, Taschen ha celebrato l’apertura del suo primo flagship store in Italia, a Milano nella centralissima Via Meravigli. Il negozio, che aveva che aperto le porte al pubblico in anteprima lo scorso Dicembre, diviene uno spazio permanente in fermento, un vero e proprio luogo di ritrovo per gli appassionati di arte, architettura, design, musica, moda e fotografia.  Questi gli inamovibili capisaldi che fin dagli esordi tracciano l’originale e coraggiosa linea editoriale della casa editrice tedesca. Fondata nel 1980 da Benedikt Taschen come negozio di fumetti a Colonia, oggi è rinomato simbolo di cultura, stile e pensiero d’avanguardia.

La libreria Taschen si estende per 120 metri quadrati su due piani, regalando a chi vi entra pillole di armonia e momenti di pausa dalla quotidianità. Pezzi unici appartenenti alla collezione privata di Benedikt Taschen arredano lo spazio e rendono omaggio al design italiano: il celebre chandelier disegnato da Gio Ponti per l’Hotel Parco del Principe ed il tavolo progettato da Angelo Magiarotti sono posti al pianterreno, al primo piano la lampada del 1954 di Flavio Poli per Archimede Seguso illumina lo spazio espositivo; la scala a spirale di Salvatore Licitra collega i due livelli.

Il designer Marc Newson ha progettato la scaffalatura in metallo brunito, un sistema modulare leggero che offre al visitatore la possibilità di osservare i libri da differenti e desiderati punti di vista. L’artista americano Jonas Wood, attraverso una speciale tecnica che combina resine, dettagli in ottone e terrazzo alla veneziana, ha trasformato i pavimenti in una vera e propria opera d’arte, una giungla tropicale coinvolgente.

Al pianterreno sono esposti tutti i titoli della casa editrice, il primo piano è dedicato alle edizioni speciali ed alle stampe d’arte.

Per l’inaugurazione la libreria Taschen ha inoltre dedicato una mostra al celebre fotografo Julius Shulman, caro amico di famiglia che con i suoi scatti ha catturato la Los Angeles di metà Novecento e le più note opere architettoniche dell’epoca.

credits: taschen.com

DESIGN / EXHIBITIONS

MOLTENI!80

Manca una settimana al Salone del Mobile 2015 e se per tutti è momento di fibrillazione per  Molteni&Co ha un sapore particolare. Leader nel settore dell’arredo e design compie 80 anni e lo fa in grande stile, con una retrospettiva dal titolo “80!Molteni” che tocca tutte  le tappe di una storia 100% Made in Italy.MOLTENI80_2

Fondata a Giussano nel 1934 da Angelo e Giuseppina Molteni, è il fiore all’occhiello di una realtà industriale che ha saputo superare il ricambio generazionale e assimilare le nuove tecnologie.

Azienda che fin dalle origini ha saputo distinguersi,contribuendo in prima fila alla crescita di quella realtà industriale brianzola, è presente fin dalla prima fiera del salone del mobile nel 1961.

Una mostra curata da JESPER MORRISON con il supporto grafico di Studio Cerri & Associati, un percorso attraverso i prototipi mai prodotti e oggetti icona dei marchi che formano il gruppo: Molteni&C, Dada, Uniform e Citterio.

Arredi storici che hanno cavalcato i decenni e raccontano la storia dell’azienda, fin dagli anni 50 impegnata in collaborazioni con firme dell’architettura e del design di fama internazionale come: Foster+Partners, Jean Nouvel, Álvaro Siza, Pier Luigi Cerri, Michele De Lucchi, Rodolfo Dordoni, Ferruccio Laviani, Luca Meda, Dante Bonuccelli, Aldo Rossi, Afra e Tobia Scarpa, Hannes Wettstein, Patricia Urquiola, Ron Gilad, Werner Blaser, Richard Sapper. Leggendaria  la riedizione di una collezione di arredi disegnati da Gio Ponti negli anni dal 1935 al 1970.

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Potrete ammirarla dal 14 aprile al 30 giugno nello splendido scenario della Galleria D’Arte Moderna di Milano in via Palestro 16.

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