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4 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Facciamo una fotografia oggi, di quello che ci piace, che ci piacerebbe fare e raccontare ed ecco per punti, senza troppi giri di parole, chi e cosa stiamo guardando con particolare interesse.

1 • Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer. Il Musée des Arts Décoratifs di Parigi presenta “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”, una retrospettiva dedicata al Maestro milanese dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019. .
Una mostra per ripercorrere la carriera di Gio Ponti, attraverso più di 500 pezzi, alcuni esposti per la prima volta, tra architetture, arredi, ceramiche, lampade, vetri, riviste. Tra questi alcuni arredi originali, oggi parte della collezione del Molteni Museum.
Molteni&C che dal 2010 ha rinnovato l’attenzione per i maestri dell’architettura e del design con il progetto di riedizione di arredi di Gio Ponti, ha deciso di sostenere questa esposizione, l’unica mostra mai realizzata in Francia sull’opera del maestro.
Noi non vediamo l’ora di scoprire e vedere la mostra, per apprezzare, ancora una volta, le opere di Gio Ponti.

2 • Fogo Island. Chi ci segue da tanto forse avrà già sentito parlare di questo luogo incantevole, un angolo di terra nel Canada nord-orientale, dove storicamente vivevano solo pescatori. Nella lista di posti da vedere prima o poi abbiamo scritto anche questa isola e il Fogo Island Inn, un luogo dove la natura e l’architettura meritano una visita. Sarà per la voglia di staccare e prendersi una pausa, che arriva ogni anno e sempre prima delle vacanze, ma ci sembra una meta ideale per ricaricare le batterie. Al Fogo Island Inn l’architettura è lineare e le forme ardite, distanti dal paesaggio circostante ma con una forza comunicativa tale da far parlare di Fogo Island. Sei residenze per artisti e creativi costruite da artigiani locali e una locanda con spazi espositivi, tutto per puntare i riflettori su un territorio e rinnovarlo.

3 • A dictionary of color combinations. E’ stata una bella sorpresa quando abbiamo pubblicato su instagram questo libro, tra quelli sempre a portata di mano sulla nostra libreria, e abbiamo ricevuto un numero di messaggi che non avremmo mai immaginato per avere maggiori informazioni. Come recita il titolo è un dizionario di combinazioni di colori, sfogliandolo è subito chiaro che chi lavora con i colori e ha bisogno di suggerimenti su come accostarli sicuramente lo troverà più che utile. Nonostante sia l’estratto di un libro sull’accostamento di colori pubblicato in Giappone, noi l’abbiamo comprato da OK, durante l’ultimo viaggio Los Angeles: è stato amore a prima vista e, a giudicare dalle reazioni su instagram, non siamo stati gli unici ad esserne così colpiti.

4 • Ellsworth Kelly. E’ stato pittore e scultore ma tra le sue opere noi ci siamo innamorati dei suoi disegni. Astratti e poetici, questi disegni sono il racconto di un mondo naturale, fatto di piante e fiori, che non hanno bisogno di troppi dettagli per raccontare il soggetto. Non vediamo l’ora di poter vedere dal vivo alcune di queste opere.

Photo Credit: Molteni&C, @GioPontiArchives, Archdaily, Pinterest, Amazon.

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DESIGN

Once Upon a Time

Ci sono storie di design che sembrano perfette per un libro di racconti. Oggi ne scriviamo una che intreccia il passato e il presente, tra Milano e New York, e il suo protagonista è Gio Ponti.

Siamo nel Time&Life Building, al 1271 di Avenue of the Americas a New York, sede della Time Inc., casa editrice di storiche e influentissime testate come Time, Life, Fortune, People e Sports Illustrated, è il 1958 e Gio Ponti riceve l’incarico per il progetto dell’auditorium annesso all’edificio.

E’ l’incarico più importante a New York per Gio Ponti e il progettista milanese lo traduce in un volume indipendente sulla terrazza, all’ottavo piano, del Time&Life Building. L’auditorium  si distingue dall’architettura della torre ma allo stesso tempo si mimetizza: visto dall’alto si confonde con la copertura in ceramica della terrazza, formando un unico disegno. Per l’auditorium Ponti progetta anche gli interni e tutti gli arredi, fissi e mobili.

Una storia tra Milano e New York

Se l’auditorium è stato dismesso e l’edifico è in fase di ristrutturazione, tra i nuovi prodotti presentati da Molteni&C in occasione della design week 2018, c’è uno dei tavoli che Ponti aveva disegnato appositamente per il suo più importante progetto newyorkese.

Il tavolo D.859.1, notevole per il disegno raffinato ed essenziale, per la leggerezza e per la modernità, è un vero e proprio ponte a campata unica, oggi disponibile sia nella sua versione originale in frassino massello che in frassino tinto nero e in diverse dimensioni, da quella originale a due più contenute.

“In questo edificio si intrecciano quattro temi distinti: la sintesi delle arti, il gioco tra le grandezze di scala, con la contrapposizione di uno spazio ristretto, quasi domestico, alla mole colossale del Grattacielo, la funzione rappresentativa e comunicativa dell’architettura e del design e, infine, i legami con la pubblicità e il capitale” Daniel Sherer, “Gio Ponti a New York”, in Espressioni Gio Ponti, catalogo della mostra alla Triennale di Milano, 2011.

Photo Credit: Molteni&C

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DESIGN / mdw18

IL DESIGN STORICO alla MDW18

La Design Week non è solo il momento per scoprire nuove collezioni e nomi di designer emergenti, la cultura del progetto passa attraverso racconti fatti di storie altre.

Nonostante i preconcetti, la design week non gira solo intorno ad eventi e aperitivi, ci sono contenuti che vale la pena scoprire, se quest’anno insieme a Woolrich abbiamo scelto di rendere omaggio a Carlo Mollino è perché sentivamo la necessità di porpore un contenuto per chi arriva a Milano fatto di sostanza, difficile e alto.

E’ possibile raccontare il design storico con un linguaggio diverso? E’ possibile aprire al folto pubblico della design week contenuti di questo tipo?

Da non perdere:

Per chi alla design week cerca questo, consigliamo di non perdere alcune occasioni:

  • #FantasticMollino, Woolrich Store, corso Venezia 3, Milano.
  • Lina Bo Bardi, Nilufar Depot, viale Vincenzo Lancetti, 34, Milano;
  • 100×100 Achille, Fondazione Achille Castiglioni, Piazza Castello 27, Milano;
  • Villa Borsani: Casa Libera!, Via Umberto I, 148, Varedo;
  • Domus 90 – Gio Ponti, Fondazione Sozzumi, Corso Como 10, Milano.

 

Mollino, Bo Bardi, Castiglioni, Borsani, Gio Ponti: nomi per noi sinonimo di Italia, Design, orgoglio.

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DESIGN / FASHION

BEYOND TIME

Le tendenze del mondo del design attraverso l’accostamento di interni, architetture, arredi e moda. Spunti per leggere ogni settore della creatività.

Alcuni dei nomi più celebri del design, quelli che hanno cambiato la storia come Gio Ponti, dialogano perfettamente con le collezioni contemporanee di moda, quelle che troveremo nei negozi e indosseremo durante l’estate 2018.

Cosa significa? E’ la chiara dimostrazione che alcuni progetti non hanno un legame solo con un preciso momento storico, ma attraversano i decenni senza mai perdere la propria forza progettuale e comunicativa.

Abbiamo scelto alcuni dei pezzi che fanno parte della collezione Molteni&C, tra i quali ne riconoscete almeno uno presente anche all’interno del simple flair APARTMENT, in dialogo con alcuni dei capi che raccontano le tendenze contemporanee, da Chanel a Dior il legame tra moda e design è evidente in ogni coppia di immagini.

sedia D.270.1, disegnata da Gio Ponti, Molteni&C  | Chloé Primavera Estate 2018

poltrona D.151.4, disegnata da Gio Ponti, Molteni&C  | Loewe Primavera Estate 2018

scrittoio Secretello, Michele De Lucchi per Molteni&C e prodotto da UniFor | Chloé  Primavera Estate 2018

poltrona D.153.1, disegnata da Gio Ponti, Molteni&C  | Dries van Noten Primavera Estate 2018

tavolino D.552.2, disegnato da Gio Ponti, Molteni&C | Chanel Primavera Estate 2018

Vicino Table, Foster+Partners per Molteni&C | Dior Alta Moda Primavera Estate 2018

Photo Credit: Molteni&C, Vogue.

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DESIGN / lifestyle

5 LIBRI, IL CONSIGLIO DI DAVIDE FABIO COLACI

Quanto è importante condividere? Questa volta non parlo di foto e web ma di un network fatto di pensieri e persone. Quanto è importante collaborare? Oggi più che mai, soprattutto se, come in questo caso, il valore aggiunto è quello dell’Architetto Davide Fabio Colaci.

Davide Fabio Colaci è Architetto ma anche professore di progettazione di architettura degli interni presso il Politecnico di Milano, sapevamo che i suoi consigli sui 5 libri ad alto tasso di design sarebbero stati preziosi e la lista che segue lo conferma.

 

 

La selezione di Davide Fabio Colaci

1/5
GIO’ PONTI
a cura di Ugo La Pietra
Rizzoli edizione
Milano, edizione aggiornata del 2009 ( prima edizione 1995 )

E’ un libro sulla grande opera del più grande progettista milanese di tutti i tempi: Gio’ Ponti. Maestro sempre poco considerato dalla grande cultura ufficiale del progetto, che in questo testo viene raccontato attraverso design, architettura, industria e artigianato da un altro grande outsider del design: Ugo La Pietra.
Per ogni volta che si ha bisogno di ossigeno.

2/5
THE  WORLD OF MADELON VRIESENDORP. Paintings / Postcards / Objects / Games.
a cura di Shumon Basar and Stephan Truby
AA Publication.
London, 2008.

I suoi detrattori ricordano Madelon Vriesendorp solo per i suoi dipinti che hanno dato forma e visione alla ricerca del marito Rem Koolhaas durante gli anni settanta. In realtà questo piccolo testo fatto di immagini, disegni, oggetti e cartoline racconta il tema della “collezione” e della “rappresentazione” come la forma d’arte più evoluta della nostra dimensione contemporanea. E‘ una pubblicazione creata in occasione della mostra ospitata dalla Architectural Association di Londra che ha tentato di descriverne il suo mondo potente e surreale.
Il libro chiude con “To invent you need a good imagination and a pile of junk”.  Concordo!

3/5
UNA GENERAZIONE ESAGERATA. Dai Radical italiani alla crisi della globalizzazione.
di Andrea Branzi
Baldini & Castoldi
Milano, 2014.

Un testo fondamentale scritto dal più radical di tutti i radical: Andrea Branzi, che racconta l’Italia attraverso il mondo del design e la sua capacità di gestire le contraddizioni. E’ la storia di una intera generazione che nel suo ruolo di minoranza ( politica e progettuale ), ha inciso sullo scenario culturale contemporaneo come nessuno mai. 

4/5
THE BAUHAUS. #itsalldesign.
a cura di Mateo Kries e Jolanthe Kugler
Vitra Design Museum
Weil am Rhein, 2015.

Una visione aperta e completa della prima vera e grande scuola di design che ha cambiato il modo di pensare il progetto. Intenzioni e fallimenti, prodotti e sperimentazioni raccontati per immagini e contaminazioni con i grandi maestri del design contemporaneo: da Enzo Mari a Konstantin Grcic. Una visione storica e critica che ha la forza di non mitizzare il Bauhaus.

5/5
KURAMATA SHIRO ETTORE SOTTSASS
a cura di Yasuko Seki
21_21 Design Sight
Tokyo, 2010.

Un libro delicato e profondo che nasce dall’incontro dei progettisti più poetici di due paesi così lontani come Giappone e Italia. Un racconto per immagini dei progetti che hanno visto queste due figure collaborare a distanza in modo indipendente, legati da una empatia che ha trasformato il loro mondi in due scenari osmotici e vitali. Oggetti, arredi e interni sono il testamento della più grande trasformazione formale e culturale del design dopo la modernità.
Lo consiglio a chiunque pensi che il design non possa cambiare il mondo. Può!

 

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