ARCHITECTURE / DESIGN / INTERIORS

OCTOBER: 1st WEEK, BESTS

A guardare bene i puntini da connettere, un filo conduttore comune in grado di congiungere contenuti diversi c’è sempre stato, quello che cambia è raccontarlo nel modo più chiaro possibile.
Il sabato è il giorno dei tempi dilatati, della sveglia posticipata e del movimento più lento sul touch screen, per captare con più attenzione quello che durante la settimana scorriamo senza aver tempo di leggere.

Una selezione tra i contenuti pubblicati e le news dell’ultima ora per avere ben chiaro quello che è accaduto negli ultimi giorni

Questa settimana sono in evidenza storie di artigianato, vicinanza alle tendenze senza mai diventarne schiavi, di scelte meticolose nei materiali nelle lavorazioni. Ad oggi, di ognuna di queste realtà, sono un punto di riferimento per la progettazione.

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Il meglio della settimana



Casa Z – questo progetto dello Studio Librizzi esalta un piccolo spazio con scelte fatte per coniugare ottimo artigianato, disegno su misura, icone del design e soluzioni per piccoli spazi. La parete divisoria mobile tra cucina e salotto rivestita in acciaio, il legno caldo contrapposto alla resina della pavimentazione sono note armoniche in un progetto circolare, con un inizio ed una fine e senza sbavature.


Egg Collective
– un trio tutto al femminile di base a New York e queste sono solo le premesse per raccontare il percorso di Egg Collective un brand che riesce ad affiancare design di pregio, artigianale e destinato a durare nel tempo, con artisti selezionati per essere rappresentati. La patina del tempo è il valore aggiunto che Egg Collective prevede in ogni prodotto per far sì che non solo duri ma migliori nel tempo.


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Tra design e interni




Interview, Pietro Russo – una chiacchierata con chi la progettazione l’ha scelta consapevolmente, dopo aver studiato pittura e scenografia Pietro Russo è approdato nel mondo del design e degli interni. Una visione ben chiara della progettazione, indirizzata al recupero delle lavorazioni tradizionali e portata alla produzione di vere icone, e fatta per “le storie delle persone che abitano o abiteranno le loro nuove case sono fondamentali”.

Caffè Paradiso – Questo progetto di ristrutturazione curato da Nomos è un nuovo spazio commerciale dove si respira un’atmosfera calda e avvolgente, dominata dai colori della pavimentazione. All’interno il bancone dai brodi curvi, i rombi a parete e gli archi esistenti dialogano secondo un linguaggio geometrico spontaneo.


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INTERIORS

CASA Z

Dopo Casa G  e sempre dello Studio Librizzi parliamo di Casa Z, conferma del metodo progettuale  di chi prima di appoggiare la matita sul foglio si pone delle domande, fa ricerca, approfondisce e verifica.

Casa Z è sistema complesso composto da arredi che, come se fossero delle spugne, assorbono le funzioni di armadi e porte, impianto elettrico e muri. Gli ambienti sono infatti suddivisi attraverso arredi che servono anche per dividere gli spazi e nascondere parti impiantistiche.

Il pavimento è realizzato in resina e grazie alla finitura opaca permette agli arredi di risaltare mentre a soffitto il sistema di ventilazione presente ed ingombrante viene mascherato dietro un controsoffitto in metallo microforato.

Gli arredi vanno oltre la loro funzione



Per completare lo spazio la cucina è stata realizzata il laminato bianco con linee nere a 45° e icone come le poltrone LC2 prodotte da Cassina e i disegni di Hugo Pratt ma il vero elemento che manca per descrivere questa abitazione nei pressi di Pavia è il mobile che divide la cucina dal soggiorno, un volume rivestito in acciaio che riflette e duplica lo spazio.

Il calore del legno, la superficie continua del pavimento min resina e i giochi di riflessi pensati per amplificare lo spazio sono tutti elementi distinti ma uniti ad un’idea di progetto chiara e ben leggibile.

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Credits: Studio Librizzi

ARCHITECTURE / INTERIORS

CONNECT THE DOTS

Tre realtà diverse, tutte con una forte anima concettuale  espressa attraverso progetti d’interni  che sembrano puntini dello stessa enigma, da collegare per scoprire la soluzione finale. Che ci sia o meno un risultato finale, la sostanza è che le similitudini ci sono e collegare questi tre progetti sembra la naturale conseguenza dopo averli visti.

CASA G. è il progetto di Francesco Librizzi Studio realizzato a Cefalù che racconta una storia poetica, delle ceramiche tradizionali a fare da sfondo ideale per la scala lineare e minimale, realizzata unendo tradizione e modernità.

OBJET ÉLEVÉ è una scala ma anche una libreria, scrivania e contenitore progettata da Mieke Meijer all’interno di un appartamento anni Trenta per accogliere funzioni diverse in poco spazio. Realizzata a mano in un laboratorio artigianale di Eindhoven, combina un materiale naturale come il legno di quercia al telaio in acciaio dando ad un progetto di ispirazione industriale il calore del legno.

ROOM ON THE ROOF è il progetto sviluppato ad Amsterdam dallo studio i29 interior architects in una zona dal forte impatto, con una natura storica radicata e una vista a 360° sul paesaggio urbano circostante. All’interno offre gli spazi ad artisti e creativi in cerca dello spazio ideale dove sviluppare nuovi progetti e idee con la possibilità di dormire, mangiare, osservare l’intorno dedicandosi allo sviluppo di un’ispirazione.

Dalla Sud Italia al Nord Europa tre progetti descrivono una realtà fatta di artigianalità e tradizione, progetti contemporanei con radici ben salde.

credits: Ewout Huibers

ARCHITECTURE / INTERIORS

CASA G. Francesco Librizzi Studio

Un progetto che ha saputo unire tradizione e modernità, questo è quello che ha fatto Francesco Librizzi a Cefalù con Casa G. Senza cadere negli stereotipi dell’isola con ha reinterpretato ceramiche e tradizione in uno spazio sapientemente gestito.

Protagonista del primo impatto la scala, lineare e minimale ma al tempo stesso densa e ricca di dettagli. Un esempio di scomposizione e ricomposizione in un elemento senza dubbio forte e caratterizzante; la scala attira sempre l’occhio ed in questo caso lo fa senza strafare con un livello di finitura sia progettuale che materiale molto approfondito.

Completano l’opera i pavimenti esagonali subito coprotagonisti dopo la scala, un deciso gioco di pattern che si pone come una quinta orizzontale in tutto il progetto.

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Un progetto che ha saputo unire tradizione e modernità

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