ARCHITECTURE / INTERIORS

EXTENDED SCHOOL

Lo Studio Joly & Noiret ha firmato l’ampliamento della Lully-Vauban School Group a Versailles, con un intervento elegante e misurato, pochi fronzoli e molta sostanza. L’estensione comprende sale dedicate al ballo e alla musica e si sviluppa su due piani, all’esterno il volume dalla forma irregolare è in contrasto con l’edificato esistente ma l’aspetto pallido delle facciate rivestite in mattoni.

JOLYLOIRET_5

Il risultato è un progetto scultureo

All’interno le sale destinate alla danza sono al primo piano, con ampie aperture verso il parco giochi esterno, mentre la circolazione verticale e orizzontale è fluida con collegamenti tra spazi condivisi e aule.

Gli spazi destinati alla connessione e le aule sono ben distinti da un uso puntuale e distinto dei materiali, i primi sono dominati dal legno mentre il’uniformità del total white avvolge le aule.

Lo studio francese firma un progetto scultureo, dove luce e ombre ne determinano la percezione finale, ed è animato dall’attività costante svolta tra interno ed esterno, spazi connessi dalle grandi aperture.

 

JOLYLOIRET_10credits: SCHNEPP RENOU

ARCHITECTURE

CONSERVATOIRE OF MUSIC

L’edificio, un monolite in calcestruzzo dalla presenza forte ma enigmatica, è situato nella parte alta della città di Belfort, Francia; segna il limite estremo, il passaggio dal bosco al centro abitato. Di fronte si trova la statua del Leone, immagine solida di libertà, costruita nel 1879 dallo scultore Frédéric Bartholdi, come simbolo della resistenza al nemico.

La sala da ballo, sporgente al piano superiore del “Conservatorio di Musica, Danza ed arti drammatiche Henri Dutilleux” ha un’ampia finestra che sposta l’attenzione dell’osservatore direttamente sulla statua del Leone, fuori, sulla collina opposta.

Lo Studio Dominique Coulon et Associés ha dato vita ad un’opera densa ma fluida, i cui spazi si integrano perfettamente e legano l’uno all’altro e le cui superfici esterne vibrano nella luce grazie all’azione di Max Coulon e Gabriel Khokha, due artisti che ispirati dall’espressionismo astratto di Pollock hanno regalato movimento e profondità alle grigie pareti in cemento.

La pelle, blu, ricorda piante o le intense venature del marmo.

I livelli spaziali si sovrappongono, i volumi si integrano perfettamente permettendo alla luce naturale di entrare e di divenire parte essenziale del luogo.

Al centro dell’edificio la hall principale costituisce l’area più scura, il chiaro diviene scuro, inverte in negativo i codici delle pareti esterne, isola l’osservatore dal circostante ma manifesta l’integrazione degli spazi.

L’edificio si condensa in una massa solida che contiene, quasi a formare un puzzle tridimensionale, due auditorium, un teatro, la grande sala da ballo, aule, uffici amministrativi, e una serie di studi con volumi e aree molto diverse.

L’acustica di ciascuno studio è stato progettata per permettere ad ogni strumento specifico di essere espresso al meglio, la biblioteca sembra sospesa.

credits: Eugeni Pons

DESIGN / FASHION

ADIDAS SUPERSTAR

Segnatevi questo modello di Adidas, le mitiche Superstar, non solo perché compiono 45 anni nel 2015 ma soprattutto perché saranno il nuovo tormentone dopo un 2014 targato Stan Smith.

Adidas sta rilanciando ormai ogni suo classico e sono tutti sempre pezzi di storia, in questo caso per la Superstar il tutto avverrà con un’edizione molto speciale per questa scarpa. Una limited di Adidas Consortium che celebra i 45 anni del modello riportandola in produzione nella fabbrica a conduzione familiare dove veniva prodotta negli anni ’70 (Ateliers Heschung, France)

Un pezzo unico che sarà arduo trovare ma che di certo diventerà da collezione in brevissimo tempo

disponibile dal 12 Dicembre negli store Adidas Consortium e in alcuni selezionatissimi negozi.

adidas_consortium_superstar_2 adidas_consortium_superstar_3 adidas_consortium_superstar_4

© 2010 - 2017 simple flair ™ - milano