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ODETTE, AN ODE TO LOVE AND FOOD

Cucina francese e due stelle Michelin per Odette, il ristorante a Singapore guidato dallo chef Julien Royer che ha scelto questo nome come omaggio ad un grande amore, quello per la nonna.

Una figura femminile fondamentale per la formazione dello chef, che gli ha permesso di capire come il cibo possa essere uno strumento per dimostrare amore, e tutta questa dolcezza si legge nelle tinte pastello e nei materiali naturali scelti per gli interni.

Odette si trova all’interno della National Gallery, precedentemente sede della Corte Suprema di Singapore, in un edificio in stile classico rivisto e modificato dal progetto di Universal Design Studio.

All’interno gli ambienti sono sobri ed eleganti, con colori pastello e cucina a vista, e i materiali di pregio come marmo e ottone chiudono il cerchio intorno al progetto.

 

 

Per sedersi da Odette la lista d’attesa è di un mese 

La sala da pranzo è abbagliante, nonostante le scelte progettuali siano curate e misurate, e piatti sembrano opere d’arte edibili: non sorprende che per sedersi alla corte di chef Julien Royer sia necessario prenotare con un mese di anticipo.

Odette, con due stelle Michelin e il premio come miglior ristorante  di Wallapaper per il 2016, è nella wishlist di ristoranti da provare.

 

Realated post:

SPAZIO SUNNEI

SPAZIO SUNNEI

TRAVEL

MANTRA RAW VEGAN: NICE AND GOOD

Mantra Raw Vegan è un indirizzo imperdibile sia perché è uno dei pochi ristoranti a seguire – con successo – le regole della cucina Raw Vegan, sia perché il design minimale dei suoi interni costituisce la prova di come l’uso sapiente di materiali grezzi sia in grado di creare un ambiente caldo e contemporaneo.

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Le linee dell’ambiente sono semplici e pulite e il sistema modulare ad incastri di pioli e mensole della parete crea un piacevole gioco visivo. Gli arredi in ferro e legno grezzo e il cemento color terra completano poi l’ambiente, fornendo una perfetta cornice ai colorati prodotti naturali esposti nel ristorante.

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Ma la vera unicità di Mantra Raw Vegan è l’impianto di illuminazione: le lampade, ottenute da vecchi stampi di torneria con l’esterno in alluminio e l’interno colorato, sono posizionate a diverse altezza dal soffitto con il preciso obiettivo di alimentare un eccentrico gioco di luci e colore.

Mangiare al Mantra è quindi doppiamente piacevole grazie alla ricercatezza dei piatti e alla creatività del suo ambiente.

credits: mantrarawvegan.com

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food / lifestyle / TRAVEL

LA VISIONE DI MASSIMO BOTTURA

Nouvelle Cuisine, piccole porzioni e prezzi proibitivi. Questo è quello che ho sempre pensato riguardo a questo tipo di gastronomia. Ma mi sono sbagliato per tanto tempo.

Dopo aver visto su Netflix -piattaforma on line di film e tv show on streaming- Chef’s Table, un interessante documentario sui migliori chef del mondo, ho allargato la mia visione verso questo tipo di arte.

Non si tratta di un format basato su una competizione culinaria ma di un ben curato documentario sui 6 migliori chef in giro per il mondo. Dall’Italia all’Australia, dalla Patagonia agli Stati Uniti.

In particolare sono rimasto colpito dalla cucina di Massimo Bottura, il fondatore e proprietario di Osteria Francescana, aperto nel 1995 a Modena.

Oggi è considerato il secondo ristorante migliore al mondo, secondo la rivista Restaurant Magazine.

Non che io sia un critico gastronomico, ma mi è apparso incredibilmente architettonico il suo approccio alla cucina tradizionale Italiana. OSTERIA_FRANCESCANA_2

Bottura è un creativo e riesce con la sua immaginazione a creare dei piatti assolutamente incredibili. Delle vere e proprie opere d’arte.

Ispirato da artisti contemporanei, Bottura decostruisce e riassembla gli ingredienti della cucina tradizionale modenese con una grande destrezza, riuscendo a creare pietanze che soddisfano non solo il palato ma anche gli occhi.

Gli ingredienti sono trattati come colori sulla tavolozza, crea strutture simil architettoniche sul piatto.

Gli interni di Osteria Francescana, sono sofisticati, ma al contempo asciutti di orpelli. I toni vergono sul grigio pastello. Un luogo elegante e perfetto per concentrarsi sullo spettacolo che si inscena sul tavolo, senza distrazioni.

Il risultato è un’esperienza che coinvolge odori, sapori, apprezzati persino dai nostri occhi. All’Osteria Francescana si mangia anche con gli occhi.

www.osteriafrancescana.it

credits: finedininglovers, luxe.com, klat.

DESIGN

IL (VERO) MADE IN ITALY IN VENDITA

Fatto Bene è il web con radici nel territorio italiano, da nord a sud, con una selezione di prodotti della tradizione e una storia da raccontare, quella di chi li ha realizzati e le molteplici di chi da decenni li trova nella propria quotidianità.

Fatto Bene, Italian everyday archetyps.

La collezione viene aggiornata, inserendo a mano a mano una selezione di oggetti scelti per grafica, design, aneddoti, “semplicità apparente”.

Per andare nel pratico, stiamo parlando del sapone Reseda, delle carte da gioco Modiano, del Crystal Ball e di tutti i loro colleghi Fatti bene selezionati per dare vita all’idea di Anna Lagorio e Alex Carnevali, rispettivamente giornalista e fotografo.

Sono archetipi, storie, oggetti e per una volta il trucco del Made in Italy non è stato necessario per dare spessore ad un’idea tanto semplice quanto geniale, trasmessa attraverso un’identità visiva disegnata dallo studio AV, importante a dare consistenza a questo progetto quanto la cura con cui viene fatta la selezione di prodotti.

Nota bene: i pacchetti di Pasta Cocco sarebbero davvero a proprio agio nella selezione Fatto Bene.

fatto-bene.com

ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL

TORAFUKU BY SCOTT & SCOTT

Al Torafuku Modern Asian Eatery di Vancouver il progetto dello studio Scott & Scott è un ottimo biglietto da visita per il ristorante, ancora prima di aver visto i piatti e sentito i profumi.

In origine i proprietari del ristorante servivano i propri piatti su un food truck chiamato “La Tigre” celebre nella zona di Vancouver per la freschezza degli ingredienti e la bontà dei piatti, una reinterpretazione contemporanea dei piatti tradizionali cinesi, ma ad oggi hanno aperto un ristorante in città e hanno chiesto il progetto di questo nuovo spazio allo studio di Susan e David Scott.

Il Torafuku Modern bar si trova nella zona di Chinatown e i suoi 48 coperti sono fatti e circondati da materiali inusuali, lasciati molto spesso allo stato grezzo.

I materiali poco sofisticati variano dal cemento alla lana, dalla pelle al sughero, riflettono l’origine di questo ristorante, con street food servito da un food truck dove tutto era preparato davanti agli occhi dei clienti, proprio come ora la cucina al centro del ristorante è visibile dalla sala.

Lo spazio è articolato con elementi predominanti ed altri da scoprire

una tavolata in cemento da condividere e nicchie più riservate per coppie e piccole gruppi; pannelli in lana sulle pareti per migliorare l’acustica; arredi disegnati su misura dallo studio Scott & Scott come le panche e la lunga striscia LED sospesa sul tavolo condiviso si affiancano ad alle sedute di Emeco e agli sgabelli di Discipline.TORAFUKU_7

L’orgoglio per il percorso affrontato dai proprietari e per i risultati raggiunti si è tradotto in dettagli, dai materiali al layout interno tutto rimanda alla storia e al percorso fatto macinando km di strada su un food truck fino al Torafuku Modern Asian Eatery.TORAFUKU_2

credits: Scott & Scott Architects, Fashim Kassam

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