FASHION / photography / video

FANTASIA, REALTA’ O PREMONIZIONE?

Riprendiamo le fila di una collaborazione duratura che non smette di stupirci. Dove eravamo rimasti? Ad un hangar in plexiglass, quello allestito da AMO a cornice della passerella delle scorse sfilate SS16 di Prada.

Ancora una volta, lo studio di ricerca di Rem Koolhaas reinterpreta graficamente lo spazio “Indefinite Hangar” nel progetto video “Real Fantasies”: una visione surreale e tridimensionale delle Collezioni Prada Uomo e Donna primavera/estate 2016 che suggella per la sedicesima edizione l’attitude del brand.

2016 SS Prada Real Fantasies from OMA on Vimeo.

In uno spazio neutrale da video render, modelle e modelli interagiscono con elementi geometrici, colori e arredi per mappare un tramonto sintetico soltanto suggerito tra frammenti quotidiani distillati in sequenze non lineari. Nel non-luogo urbano finzione e collezione collimano, senza mai collidere.

Come in un flashback d’autore, quel soffitto di pannelli cilindrici e stalattiti in vetroresina gialla ritrova la sua sintesi in un saggio gioco di layering delle ampie giacche boxy sopra a gonne a righe, decorate a pannelli in tweed o check. Veniamo accolti in quella che sembra la lobby di un hotel newyorkese, a giudicare dall’atmosfera sospesa e dall’eleganza décontracté delle sue ospiti ormai consuete: Natalia Vodianova, Sasha Pivovarova e la newbie Yasmin Wijnaldum sono le protagoniste della campagna Prada SS16, scattata come per le scorse stagioni da Steven Miesel. Distese nei modi e nei corpi, posano candidamente nell’eclettica opulenza della collezione e dell’architettura rétro della location.

Prada ha presentato la nuova campagna SS16 come “un’indagine nella rivoluzione cinica, che frammenta e stratifica le decadi del passato per riconfigurarle nella modernità”.

Lo scenario cinematografico in stile Art Déco ruba l’attenzione al prodotto, quasi secondario rispetto all’impatto delle immagini, mentre nel video la colonna sonora “Family Violence” firmata dalla giovane producer Arca ne aumenta la carica drammatica.

Eppure i pezzi “statement” a cui la casa di moda ci ha abituati non passano inosservati: capi spalla mozzafiato, accessori artigianali e dettagli embellished creano momenti di pura e moderna euforia, quasi favolistica, accentuata dal volo liberatorio delle farfalle – e dall’allure delle splendide organze ed ingombranti fiori di paillettes trasparenti – ma ben bilanciata dagli elementi architettonici metallici e dalle forme geometriche lineari.

La stessa linearità con cui l’estetica di Miuccia si ripercuote in un tempo-senza-tempo, uguale a se stessa e sempre diversa: proponendosi prima come mappa e poi come metronomo della contemporaneità, scandisce una femminilità impalpabile e desiderabile di chi si presenta in ritardo a un appuntamento con un’aria tutt’altro che contrita – e sembra dire: #sorrynotsorry.PRADA_6

Verso la prossima passerella: “Premonition”, la serie di video by AMO svelati da oggi su prada.com, “giustappone l’allegoria della donna al progresso della natura”.

Facendo ampio e astuto uso di referenze – tra cui l’inconfondibile architettura della Fondazione Prada, scelta come scenario delle sfilate Uomo e Donna FW16 – ogni frame crea relazioni inaspettate in un viaggio metafisico che celebra la forza intrinseca al femminile. Molto più di una premonizione, Prada sovverte i classici della tradizione e sottolinea l’importanza della contaminazione nei processi creativi del design.

credits: prada.com, oma.eu.

ARCHITECTURE / EXHIBITIONS / FASHION / INTERIORS

PRADA + OMA

Un impero cresciuto senza avere ad oggi confini geografici, il linguaggio adottato da Prada è internazionale e si trasmette ad ogni collezione, passerella, nuovo store e con la Fondazione di recente apertura.

Chi e come ha tradotto tutto questo in architettura? Rem Koolhaas quasi sempre, quasi per tutto.

Un’amicizia personale con Miuccia trasformata in collaborazione duratura, declinata in progetti a diversa scala, a partire dall’allestimento della passerella, per quei dieci minuti di fari accesi che determinano il successo di una collazione.

Dal 2011 lo studio olandese ha disegnato per i modelli di Prada non percorsi lineari ma articolati, complessi, architettonici, per citarne una quella del 2013 ha messo in scena una vera e propria “Casa Ideale” arredata con mobili disegnati da OMA e successivamente presentati come parte integrante della collezione Knoll.

Gli stores Prada smettono di essere semplici contenitori di prodotti in vendita e accolgono spazi esposiivi, galleria, laboratori come nei casi eccellenti di Los Angeles e New York.

Il fiore all’occhiello della Maison e dello studio di progettazione sulla Broadway è dopo dieci anni dalla sua apertura ancora un punto di riferimento a New York non solo per fashion addicted alla ricerca dell’ultima borsa del celebre marchio italiano ma dovrebbe essere tappa obbligata per chiunque voglia capire come travalicare i confini tra un progetto funzionale u un’architettura.

Al suo interno un’onda di legno avvolge ogni abito in uno spazio al confine con un museo, profondo fino ad arrivare alle fondamenta.

Ed eccoci alla Fondazione Prada, aperta a Milano da un pugno di mesi e diventata punto di riferimento, quello che sorprende è l’interesse trasversale che ha suscitato. Moda, arte, architettura, design, cinema sono tutti coinvolti e quasi tutti hanno avuto un buon motivo per passare e vedere di cosa ovunque si parlasse.

Milano tra tanti cantieri ha finalmente visto realizzare un’opera architettonica, sintesi di quel legame culturale e strategico tra Prada e lo studio Oma di Rem Koolhas.

credits: prada.com, oma.eu.

editorial

EDITORIAL #3

È una questione di aperture e non solo mentali. Si tratta di cogliere il fermento che si respira e farlo proprio, rubare anche un briciolo di energia positiva dietro le novità che arrivano inaspettate o attese. Un viaggio attraverso i nuovi indirizzi e parliamo di posti belli da vivere o di nuovi luoghi della città, quelli da guida, da foto sui social e racconti dettagliati.

La scelta di concentrarci sui nuovi indirizzi da scoprire è un riflesso di uno stile di vita sempre più nomade, dove tutto è condiviso e il design non è un’eccezione. Parliamo di sharing economy applicata al mondo dell’abitare e agli spazi sempre più temporanei, dalle case agli uffici il civico e la via sono dettagli in continuo mutamento.

Sarà magnifico scrivere della velocità con cui questi cambiamenti avvengono e sarà ancora più immediato usare il tasto Share.

Continuiamo a viaggiare salendo su un aereo o sfogliando un libro, varcando una nuova soglia e che sia fisica o mentale non importa.

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