FASHION / INTERIORS

LOOKING AT THE FUTURE

Le tendenze del mondo del design attraverso l’accostamento di interni, architetture, arredi e moda. Spunti per leggere ogni settore della creatività.

Con la Milan fashion week appena conclusa era impossibile non cadere in tentazione e accostare quello che ha appena sfilato sulle passerelle milanesi ad alcuni dei progetti di interni finiti nella moodboard delle ispirazioni. Come ci vestiremo il prossimo inverno e quali immagini  raccontano gli interni contemporanei destinati a durare più di una stagione.

Marni Autunno Inverno 2018/19 | Harry Nuriev’s Brooklyn Apartment

Prada Autunno Inverno 2018/19 | casa Flora Venezia

Jil Sander Autunno Inverno 2018/19 | Flat on Gerona Street, Arquitectura G

Philosophy di Lorenzo Serafini Autunno Inverno 2018/19 | Progetto di :MLZD

Photo Credit: Vogue, Divisare, Architectural Digest, Casa Flora.

FASHION / lifestyle

UNA COLLEZIONE PER DESIGNER

Incursioni tra discipline diverse, quelle che in alcuni casi sembrano due rette tangenti e in altre si intrecciano alla perfezione: Jijibaba racconta una storia di connessioni volute e cercate tra design e moda.

Jijibaba è una collezione di abbigliamento in evoluzione continua, realizzata da un gruppo di progettisti provenienti da settori diversi, generalmente impegnati nel disegnare arredi o spazi.

La qualità della progettazione di questi designer viene applicata ad un settore per loro inusuale e la prima collezione include due linee disegnate da Jasper Morrison e Jaime Hayon, due nomi che di certo non passano inosservati.

Dal 15 settembre la collezione è disponibile in esclusiva al Dover Street Market di Londra e da ottobre anche a New York, Ginza e Singapore.

Una collezione pronta a cambiare e a rispecchiare le diverse personalità che la interpretano, con un inizio che riesce a fare da eco per le successive presentazioni.

Photo Credit: Jijibaba

lifestyle / TRAVEL

LONDON GUIDE, TRAVEL + DESIGN

Abbiamo iniziato con Berlino e continuiamo a raccontare storie da città diverse dalla nostra, questa volta siamo stati a Londra e, dopo aver raccolto consigli e informazioni utili da chi la vive ogni giorno, abbiamo selezionato gli indirizzi diventati fonte d’ispirazione.

Londra è un rito di passaggio. Qui si incontrano mondi diversi, qui convivono la finanza e la moda, il design e le teste coronate.
Un melting pot culturale dalle sfumature ben delineate, espressione controversa di un luogo complesso da raccontare.

Londra è un rito di passaggio

A Londra coesistono le case vittoriane e la scheggia di Renzo Piano, i pub per turisti e le gallerie di design dalla curatela impeccabile.

Le nostre rotte hanno intercettato queste gallerie, gli store d’abbigliamento che vorremmo in ogni città e gli hotel dove alle stanze chiuse preferiamo gli spazi condivisi, luogo d’elezione per incontrare chi condivide gli stessi interessi.

Per scoprire tutti gli indirizzi basta scaricare il pdf, un progetto grafico in collaborazione con Veronica Volta, e lasciare che questa guida sia il supporto ideale per il prossimo viaggio a Londra.

Progetto Grafico: Veronica Volta

FASHION / interviews

LIL MILAN: INTERVIEW WITH VERONICA VARETTA

LIL Milan è un giovane brand che sta facendo molto parlare di sé. Unendo a un design progettuale minimale l’utilizzo di materiali di qualità, LIL ha infatti introdotto una nuova interpretazione del concetto di gioielli, trasformandoli in una parte integrante del corpo di chi li porta.

E, dietro a questa sperimentazione creativa, c’è la giovane Veronica Varetta che abbiamo voluto intervistare per saperne di più.

«Spontaneità e naturalezza sono le due parole che userei per descrivere al meglio la nascita di LIL. Tre anni fa ero diretta per la prima volta da un orafo in una piccola via nel centro di Milano per creare due anelli che desideravo moltissimo ma che non trovavo sul mercato. Da quei modelli (3D e Chain) ho deciso di mettermi in gioco con LIL. Fin da piccola ho sempre amato il lavoro manuale e creativo. Penso a LIL come a un progetto molto speciale che mi ha salvato dalla noia teorica universitaria dandomi qualcosa di concreto su cui investire e concentrare tutte le mie energie».

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«Trovo che casual chic sia la definizione più calzante dello stile di LIL. Desidero creare dei gioielli che possano diventare parte del proprio corpo, quasi come dei tatuaggi indelebili. Per questo per la prima capsule collection ho scelto linee sottili e oro 9 carati come metallo predominante: è essenziale utilizzare un metallo prezioso per far diventare ogni oggetto senza tempo; tutto deve mantenersi in maniera perfetta, vivendo sulla pelle tutti i giorni».

«Mi piace pensare alle diverse Capsule di LIL come a diversi momenti di vita. Vivendo tra Milano e New York, mi sento molto influenzata dalla bellezza dei palazzi unici che caratterizzano entrambe le realtà».

«L’interior design è sicuramente un’altra grande fonte di inspirazione – mi soffermo spesso ad osservare i piccoli dettagli come una piastrella rotta con stucco dorato». 

«Ho in programma uno studio più approfondito dell’accostamento di materiali preziosi con quelli più poveri. Pochissime settimane fa abbiamo lanciato la nuova capsule, che vede l’introduzione di zirconi colorati e si ispira al mondo delle stelle». 

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credits: Stella Bortoli, Carolina Molossi

editorial

EDITORIAL #4

Parliamo di contaminazioni, di processi creativi che si intrecciano tessendo una tela dove non c’è un inizio e non una fine. Connessioni straordinarie pronte a chiudere un ideale cerchio intorno ad un Progetto.

Questa settimana parleremo di moda e non di abiti: di negozi nuovi e rinnovati, di campagne pubblicitarie scattate abbracciati ad un tavolo, di designer che passano dalla sartoria alle ceramiche, di come un architetto non possa essere immune dallo stile che evolve, di collaborazioni tra archistar e maison di moda radicate come certe famiglie nella storia di un Paese.

Passiamo, in due parole, dall’abito all’abitare.

Non c’è ingenuità, c’è piena consapevolezza di come dare consistenza ad un logo, come trasformarlo in cultura del brand dove un negozio non è solo il luogo dove acquistare un prodotto ma è un’esperienza, quella di vivere in un posto fisico il messaggio trasmesso da una collezione ed è anche, senza voler creare falsi miti, strategia mista a marketing.

Quello a cui si assiste sempre più di frequente è un progetto totale incentrato su processi creativi in grado di passare tra discipline diverse, come in un gioco di specchi per riflettere in ogni aspetto l’identità di un brand.

“Ogni mia creazione ha almeno un briciolo di quanto ho imparato al Politecnico di Milano. In termini di logica, metodo, attitudine progettuale, ma anche in termini di volontà di analisi, di gusto per la sperimentazione, di rigore di intenti.” G. Ferré

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archifashion: Trussuardi // Joao Branco

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