DESIGN / FASHION

COS & HAY JUST DIT IT AGAIN

In principio fu la condivisione di valori e di un’estetica ben precisa, retaggio della comune origine scandinava, e un’indubbia dedizione per il design funzionale unito a dettagli squisitamente inediti. Da parecchi anni questa sinergia si respira all’interno degli store del brand di moda COS, dove gli arredi firmati Hay incorniciano spazi più lifestyle che retail e free-standing di design ospitano i pezzi delle collezioni, stagione dopo stagione.

Fino allo scorso settembre, quando la partnership si è concretizzata nel lancio di una selezione congiunta di complementi Hay, tra cui una coppia di tavoli pieghevoli realizzati in collaborazione con il designer spagnolo Tomas Alonso.

La storia si ripete per la primavera 2016, rinnovando la collaborazione con una proposta più estesa di oggetti per la casa, disponibili in esclusiva in tre negozi COS (Londra – High Street Kensington, Vienna e Göteborg) e in edizione limitata online.

Dove sta, dunque, la novità? Non trattandosi propriamente di una collezione – nulla di nuovo è stato creato – si scopre nella selezione il suo significato più nobile: un insieme di pezzi preesistenti, as- semblati con cura sartoriale da sembrare piuttosto una capsule collection. Il fatto stesso di essere “scelti a mano”, nell’epoca della mass-customization, diventa per il design rilevante quanto la label “fatto a mano” su un cappotto.

La gamma di arredi e accessori ruota attorno a tre core categoriesliving, working e dining, ispi- randosi al mondo dell’arte, del design e dell’architettura.

E poi ci sono i colori, a completare la de- finizione di collezione rendendola primaverile per eccellenza: la freschezza delle palette di verde, blu, rosa e giallo accostata alla percezione tattile del legno chiaro e delle finiture in sughero.

Ritroviamo così quegli stessi oggetti scattati qualche mese fa dall’art director Osma Harvilahti  in un setting natural- mente surreale e acontestuale – la penna a sfera dorata, l’orologio analogico da muro, il portacan- dele mat… – qui invece attualizzati in uno spazio che li rende estremamente funzionali e ricono- scibili: la bellezza artistica fine a se stessa si fa abilità “artigianale” nella sua veste più concreta.

Come affermano le parole del direttore creativo di COS Martin Andersson che, esprimendo la soddisfazione del brand per il riscontro favorevole sulla collaborazio- ne anche da parte della clientela, ne annuncia la continuità in futuro, descrivendo il rapporto tra i due come “Hay, visto attraverso gli occhi di COS”.

I co-founder di Hay, dal canto loro, hanno saputo cogliere come già altri brand l’importanza di svincolarsi dalle etichette e posizionarsi in quell’in-between tra moda e design. Lavorando insieme a COS su più livelli e progetti, hanno trovato la casa perfetta per i loro prodotti.

E così ogni giovane designer riconosce in COS il brand più adatto a vestire i propri non-armadi.

credits: COS, Hay.

FASHION / INTERIORS / TRAVEL

VOLTA FLAGSHIP STORE

Un’apertura recente, di quelle che non riesci a non notare, perché il primo flagship store di Volta Footwear è un cannocchiale puntato su corso di Porta Ticinese a Milano. Il progetto è il risultato della collaborazione con lo Studio Andrea Caputo, con radici nel territorio milanese e il lavoro diviso tra l’Europa e l’Asia, ha portato all’interno dello store una visione chiara e definita del percorso progettuale.

E’ un gioco di superfici, alternate e in contrasto, basato non solo su quali materiali sono stati scelti ma sul come vengono accostati.

VOLTA_MILANO_2E’ proprio nelle finiture che il progetto si dispiega: le pareti sono nude o almeno vestite solo della loro anima più grezza, senza aggiunte e coperture le superfici ruvide sono in contrasto con la pavimentazione realizzata utilizzando un abaco di marmi alternati dall’ingresso fino alla parete di fondo.

Il progetto non esclude nessun angolo dello spazio e arriva alla soglia del negozio: il marmo  sporge fino al marciapiede e copre tutta la superficie per arrivare alla parete specchiata che amplifica l’ambiente con un gioco di riflessi efficace.

Le pietre sono scelte secondo gradazioni di colore diverse con il desk realizzato come fosse un’estrusione dal pavimento, un volume pieno dove le funzioni sono celate per perdersi nello spazio.

Protagonista assoluta è la collezione allineata sul perimetro ed esposta su strutture rettangolari realizzate con acciaio galvanizzato, metallo e vetro. Colpisce lo studio del dettaglio, quello del ripiano che sembra sospeso:  quel centimetro determina il progetto.

Sono tre gli elementi utilizzati per definire il progetto: le superfici, i volumi, la collezione.

Qui non ci sono trucchi, lo Studio Andrea Caputo ha realizzato il luogo ideale, ricco ma bilanciato, pulito e completo, per tradurre la collezione in scelte spaziali fatte per durare negli anni. VOLTA_MILANO_11 VOLTA_MILANO_12

Volta Footwear | Corso di Porta Ticinese 103, Milano 

FASHION / INTERIORS / TRAVEL

TSATSAS ATELIER

Quando il mondo dell’architettura si avvicina a quello della moda ne siamo sempre affascinati e il caso del brand Tsatsas non è un’eccezione. Fondato nel 2012 dall’architetto Esther Schulze-Tsatsas e dal designer Dimitrios Tsatsas, questo brand di accessori e borse in pelle è diventato presto sinonimo di it bags con collaborazioni eccellenti come quella con Wallpaper Handmade e Vitsoe.TSATSAS_2

Venduto in oltre venti store in tutto il mondo, dopo soli tre anni dalla prima collezione, Tsatsas ha aperto il suo primo show-room e atelier a Francoforte.

Disegnato proprio da Esther e Dimitrios (d’altronde sono sempre un architetto e un designer) lo spazio riflette perfettamente l’anima del brand, minimale e sofisticato, con una parte pubblica dedicata alla vendita ed una privata, con l’ufficio vendite e il team di PR.

L’ennesimo esempio di una vicinanza innegabile tra due mondi nemmeno così lontani.

credits: Gerhardt Kellermann, tsatsas.com.

DESIGN / FASHION

COS X HAY

L’editoriale di lunedì ha anticipato quale sarebbe stato il filo conduttore della settimana: connessioni costanti tra mondi diversi dall’architettura alla moda, e oggi concludiamo con una collaborazione dal sapere nordico.

Dopo un resoconto sulla lunga attività di Rem Koolhaas per Prada, la campagna pubblicitaria di Marni, le nuove aperture a Seoul con grandi firme dell’architettura, le ceramiche firmate da un brand di moda e un’incursione nelle preferenze stilistiche dei designer, oggi è il momento dell’ultima collaborazione firmata da Hay e COS.

L’estetica comune minimale ha portato alla produzione di una collezione di oggetti in vendita in store selezionati COS da settembre 2015 includendo un’ampia offerta di complementi d’arredo e una coppia di tavoli disegnati dal designer spagnolo Tomas Alonso.

I tavoli in questione sono pieghevoli, disponibili in due misure, hanno un piano circolare e tre gambe d’appoggio con un meccanismo di chiusura semplice per permettere un trasporto agevole.

Martin Andersson, head of menswear design per COS, ha dichiarato qualcosa che vi avevamo già anticipato e cioè che

i clienti di questo brand hanno da sempre dimostrato un forte interesse per il design d’interni: la collezione in collaborazione con Hay sembra il perfetto completamento per la loro linea di abbigliamento.

credits: hay.dk, cosstores.com

DESIGN / FASHION / TRAVEL

WHAT ARCHITECTS WEAR

Non sono solo stereotipi ed è inutile negare quanto la figura dell’architetto/designer giochi con la propria immagine e spesso faccia del proprio abbigliamento un tratto distintivo.

Ci sono esempi iconici, gli occhiali tondi di Le Corbusier e le scarpe da tennis di Gio Ponti,  e ad oggi ci sono brand che con le loro collezioni catturano e convincono una folta schiera di progettisti.

Accade spesso che non sia solo una questioni di abiti ma dell’immagine del brand, quell’attenzione rivolta ai capi ma anche alla grafica delle campagne pubblicitarie, i loghi, gli interni dei punti vendita, il packaging e anche il font.

Giocano con la propria immagine, diventano ambasciatori di un brand, sono tra il pubblico delle sfilate e non c’è da sorprendersi, lo stile personale trasmette una parte di progetto ancor prima di averlo mostrato.

Marni

Un’estetica riconoscibile, connessioni frequenti con l’arte, una campagna pubblicitaria che non lascia dubbi e un flagship store appena rinnovato a Milano.

Questa natura poliedrica è sicuramente legata a Consuelo Castiglioni, fondatrice e dal 1994 alla guida dal brand, con un’estetica anticonvezionale con modelli lineari, quasi geometrici.

Marni se ci fosse una gara sarebbe sicuramente sul podio dei brand più affini al mondo dell’architettura, fosse anche solo per le collezioni presentate durante la design week.

Acne Studios

Acne ( Ambition to Create Novel Expressions), brand svedese con un’immagine d’avanguardia e minimale molto definita, nasce come realtà multidiscipinare con una rivista biennale (Acne Paper) di successo e un packaging rosa salmone diventato elemento inconfondibile.

Il logo di Acne Studio, rinnovato da circa un anno con il lavoro di Göran Söderström, è non solo una firma ma anche un ottimo lavoro di grafica.

La rivista, il font tipografico, il packaging, il logo e una galleria di progetti perfettamente riusciti per ognuno dei punti vendita, fanno di Acne un porto sicuro per i designer alla ricerca di una collezione da sposare.

Comme des Garçons

E’ una casa di moda giapponese che dagli anni Settanta riesce ad attirare l’attenzione dei media con collezioni monocromatiche e collaborazioni importanti.

Dal 2002 si aggiunge la linea “Play” con un logo fortemente empatico, riconoscibile, disegnato per il brand da Filip Pagowski, il graphic artist di New York con clienti in tutto il mondo da CdG al New York Times.

Le collezioni del brand sono rigorose, sempre fedeli al minimalismo contemporaneo di Rei Kawakubo, la sua fondatrice.

A.P.C.

L’estetica discreta del brand francese A.P.C. (Atelier de Production et de Creation) è un esempio di come un brandig  felice approdi inevitabilmente nel disegno di negozi all’altezza delle collezioni.

I progetti firmati dallo studio parigino Laurent Derogo Architecte hanno in ogni caso un’alta dose di legno, accoglienti nonostante un numero esiguo di elementi con l’accento sempre puntato su capi ed accessori.

Sembrano capi poco riconoscibili, eppure A.P.C sembra aver fatto di questa discrezione un marchio di fabbrica per chi, come molti architetti/designer, vorrebbe non ammettere il fascino di un brand ma in realtà non lascia mai nulla al caso, tra cui gli abiti che indossa.

COS

Marchio del gruppo H&M che sembra avere tutte le carte in regola per essere la mecca del designer in genere poco vicino al mondo delle catene d’abbigliamento.

Lo stile minimale, basico, ricercato ma mai decontestualizzato dei capi con un buon rapporto con il prezzo è il risultato di una ricerca stilistica netta.

La vicinanza al mondo del design viene sottolineata ogni anno dalla partecipazione alla design week di Milano, con progetti sempre tra i più visti ed apprezzati con allestimenti firmati da architetti del calibro di Nendo, e progetti come l’ultima collaborazione con Hay.

credits: marni.com, cosstores.com, apc.fr, comme-des-garcons.com, acnestudios.com.

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