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DESIGN

RIEDIZIONI

Ci siamo chiesti più volte se e queale fosse il modo migliore per affrontare la spinosa questione del rapporto tra la storia del progetto e le più recenti proposte contemporanee, oggi guardiamo tutto da un punto di vista diverso, quello delle riedizioni.

Le riedizioni sono pezzi della storia del design che non hanno mai smesso di essere attuali, tornate in produzione ed alcuni non hanno mai smesso di essere dei best seller per le aziende.

Facciamo una carrellata di quali sono gli ultimi progetti tornati recentemente a far parte di cataloghi importanti e con firme altrettanto altisonanti:

RIEDIZIONI_DESIGN_3• 618 di Carlo Scarpa per Meritalia (1964);RIEDIZIONI_DESIGN_2

• tavolo D.552.2 di Gio Ponti per Molteni (1952);RIEDIZIONI_DESIGN_6

• tavolo E 1027 di Eileen Gray per ClassiCOn (1927);RIEDIZIONI_DESIGN_4

• Gilda di Carlo Mollino per Zanotta (1954);

RIEDIZIONI_DESIGN_5• Pollock Arm Chair di Charles Pollock per Knoll (1960).

ARCHITECTURE / INTERIORS

E-1027 EILEEN GRAY

Dopo anni di abbandono, nella cornice marittima di Roquebrune-Cap-Martin, riprende vita una villa tanto affascinante quanto enigmatica: la E-1027. Di enigmatico lo è senza dubbio l’autrice del progetto, Eileen Gray, designer, artista e architetto d’avanguardia. Il suo operato artistico caratterizzato da una produzione estremamente moderna e fortemente influenzato da un atteggiamento anti conformista, la rese una vera e propria pioniera della modernità, affascinando lo stesso Le Corbusier che tentò (successivamente a quello di Badovici) un azzardato acquisto della villa E-1027 per attribuirsi la paternità della costruzione.

La E-1027, pubblicata in Architecture Vivante come la “Maison en Bord de Mer”, è il risultato del progetto a quattro mani nato dalla collaborazione di Eileen Gray e Jean Badovici  e cominciato nel 1924 e conclusosi nel 1929.

Il nome scelto è un codice che nasconde le iniziali dei due (E=Eileen, 10 =Jean, 2=Badovici, 7=Gray). L’abitazione ha un sviluppo longitudinale in cui prevale lo spazio di un grande ambiente centrale che occupa circa i 2/3 della superficie al quale si accostano, mediate da una scala circolare, tre ambienti. Si ottiene così una pianta a L che ben si presta all’esposizione solare, tematica in cui la Gray poneva molta attenzione.

E-1027_EILEEN_GRAY_3 E-1027_EILEEN_GRAY_4

Gli arredi sono parte integrante della casa come una macchina perfetta: ruotano, si nascondono, scorrono e si racchiudono in se stessi. Il suo tavolo circolare in vetro E-1027 e la tondeggiante poltrona Bibendum furono ispirati dai coevi esperimenti Bauhaus di Marcel Breuer con le strutture d’acciaio tubolari.

Alla fine della relazione, Eileen cedette a Jean la E-1027 dove vi andò a vivere stabilmente permettendo inoltre a Le Corbusier di apportare delle modifiche alla decorazione interna realizzando alcune pitture murali astratte, una delle quali molto offensive verso Eileen che la ritraeva nuda con Badovici. La Gray lo considerò un atto vandalico oltraggioso e non vi torno mai più.

Di questa villa oggi abbiamo poche fotografie e disegni perlopiù schizzati

Eileen era solita a modificare il propri progetti anche in corso d’opera, trascorrendo molto tempo in cantiere, portandola a produrre materiale grafico incompiuto e mai finito. Oggi, dopo anni nel completo anonimato la riscopriamo in tutta la sua bellezza ripercorrendola lungo i suoi spazi e negli angoli più misteriosi. Ogni oggetto parla di lei, del suo talento e dei suoi conflitti interiori, della passione per la decorazione e i dettagli. Eileen Gray ci lascia una vera modernità senza tempo, un icona.

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credits: e1027.org

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