DESIGN

HOW TO DISIGN AN ICON, TULIP CHAIR

Non è solo una sedia, non è solo uno dei pezzi più imitati di sempre, è una vera e propria icona. La Tulip Chair è un progetto di Eero Saarinen, il risultato di  cinque anni di indagini e modellini, tante prove per riuscire in un intento non da poco.

L’architetto e designer finlandese voleva infatti occuparsi del “brutto, confuso e inquieto mondo” che caratterizzava le sedie e i tavoli, disegnando una sedia che fosse bella in una stanza.

modernità e approccio purista

Caratterizzata dalla celebre forma a piedistallo, la Tulip disegnata da Saarinen è il risultato della collaborazione con il gruppo di Sviluppo Design di Knoll, azienda che ancora ad oggi produce questa sedia, nell’immaginario collettivo diventata uno degli esempi più conosciuti di “sedia di design”.

Dal ’53 al ’58 Saarinen arriva a definire il progetto per la collezione Tulip, dai modellini alla realtà la Tulip viene realizzata con una base circolare in alluminio laccato in materiale plastico e una scocca in fibra di vetro sagomata, non senza aver coinvolto amici e familiari nel testarla in casa dello stesso Saarinen a Bloomfield Hills.

Il risultato è davvero quello di una sedia bella come voleva Saarinen, emblema della modernità e di un approccio purista al progetto è tra gli esempi sempre attuali di qualità unita alla produzione industriale.

TULIP_CHAIR_KNOLL_SAARINEN_4credits: knoll.com

FASHION

MARBLE, MARBLE, MARBLE

 

 

In alcuni casi ritornano, in altri non passano mai e in altri ancora i materiali riescono a diventare un passe-partout. Collezioni di moda, oggetti di design e persino cover per cellulari e computer, il marmo sembra aver contagiato tutto e tutti.

Dallo storico tavolo di Saarinen alle Roshe Run con il baffo, niente sembra poter sfuggire a questa ondata dalle venature grigie.

Un materiale di pregio con infinite applicazioni, perfino nel lookbook di Zara in un gioco di consistenze tra tessuto e pietra.

Tanti pregi ma ad oggi il più importante sembra essere la grande capacità di accomunare il gusto di molti, degli affezionati al marmo nella sua versione più classica ai più attenti all’ultimo trend.

Carrara’ marble plates, by Bodo Sperlein; Nike Roshe Run; Zara lookbook; marble fireplace (pinterest); Saarinen Tulip Table; Marble MacBook Case by designlykke.

 

 

 

food / lifestyle

SWISS CORNER | MILANO

Un angolo di Svizzera a Milano e a dirlo è il nome stesso di questo polo multifunzionale in piazza Cavour, proprio di fronte al Parco di Porta Venezia.

Lo Swiss Corner è un ristorante-bar che coniuga attività espositive e ristorative, voluto dalla Camera di Commercio Svizzera per far conoscere una Svizzera contemporanea, lontana dai soliti luoghi comuni.

Niente chalet, orologi o coltellini ma uno spazio per collegare due culture, risultato del progetto dello studio Bearth & Deplazes e in particolare dell’architetto Valentin Bearth, direttore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio.

Trecento metri quadrati per offrire una visione contemporanea degli elvetici in uno spazio trasparente che fa della luce e  delle vetrate un punto di forza, che “consentono di godere dall’esterno di un panorama sulla Svizzera e dall’interno di un panorama sulla città di Milano.” spiega Valentin Bearth.

Unico elemento della tradizione il richiamo al rosso degli sgabelli alti, dalla seduta circolare e imbottiti, schierati di fronte al lungo bancone centrale in acciaio.

Anche l’arredo parla la stessa lingua dello swiss corner:  dai tavoli anni ’50 firmati Eero Saarinen per Knoll a quelli contemporanei di Riccardo Blumer per Alias, della stessa famiglia le rispettive sedie che li circondano.

Ampie vetrate da e su Milano, design d’eccellenza e pareti retroilluminate con vista su St Moritz per un’area destinata ad esposizioni, mostre, degustazioni che si affaccia sulla cultura svizzera a 360 gradi.

Lo Swiss Corner permette di sperimentare il locale in modi e orari diversi: aperto tutti i giorni dalle 7:30 del mattino alle 2 di notte, per una colazione o un pranzo, per la cena o l’after dinner.

Accoglienza e nessuna fretta di dover liberare il tavolo per una colazione inondata dalla luce.

 

 

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