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INTERVIEW: DOMENICO ROMEO

Da tempo conosciamo Domenico ma non ci avevamo mai lavorato insieme prima del progetto per NikeLab, dove ha curato il cahier di presentazione ed ha fatto l’art direction dell’evento. Il suo lavoro è davvero unico e con uno stile riconoscibile in mezzo a mille, abbiamo capito il perché con questa intervista. Come ogni creativo è una persona di principio, con solide fondamenta nei suoi ideali e tutta questa coerenza quasi anacronistica si percepisce in modo profondamente piacevole nelle sue opere.

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“Non dipingo per abbellire”



Ecco la nostra chiacchierata con Domenico.

• Il tuo stile è molto potente e riconoscibile, come è nato?

Il mio stile attuale deriva da anni di ricerca sulle lettere e sul gesto che le genera. Nasce da un amore per gli alfabetici gotici e per la calligrafia e si sviluppa sperimentando nuove forme di astrazione delle lettere stesse, grazie anche all’utilizzo di vari utensili non propriamente destinati alla scrittura.

• Nel progetto per il cahier di Nike c’è un messaggio specifico? Qual è l’idea di fondo?

Quando mi è stato commissionato il progetto ho pensato all’idea di Lab. Cosa un vero laboratorio dovesse contenere e cosa realmente il NikeLab rappresentasse per la mia esperienza personale. Diverse personalità con diversi background rappresentate da diversi stili di lettere e generate da diversi tools. Montato però insieme a costituire un pattern quindi un Unico, con unico fine.
La tecnica di stampa ha fatto il resto, conferendo un carattere silenziosamente patinato ma originale. Nero, nero su nero.


• Arte, grafica, lettering. Qual è il tuo rapporto con il concetto di progetto?

Diversi progetti scaturiscono da necessità diverse e generano diverse sensazioni, quindi diversi approcci.
Io tendo a differenziare la parte grafica, che considero più scientifica, da quella artistica che è sicuramente più passionale. Approccio un progetto grafico cercando di risolvere problemi di comunicazione ed esaudendo le richieste del cliente.  L’approccio all’arte deve invece soddisfare la mia ricerca. Sto esplorando anche una zona grigia di grafica d’arte in cui entrambi gli aspetti collidono.

• Si percepisce una carica personale e interiore in quello che fai, come influisce sui progetti di grande scala come quelli su strada?

Il mio approccio progettuale è sempre uguale indipendentemente dalla dimensione, ovviamente contestualizzo il progetto a livello architettonico e sociale. Non è sempre facile l’impatto con chi ne deve fruire perché ognuno percepisce l’opera in modo diverso in base ai filtri culturali che possiede. Non sempre è apprezzato ciò che faccio, ma sicuramente genera domande che è il mio principale obiettivo. Non dipingo per abbellire.

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• La contaminazione è vitale, oggi più che mai. Quanto conta per te?

Se non c’è contaminazione non può esserci produzione. Seppur c’è chi pensa che ogni creativo vivente morirà solo (condivisibile), io penso che non ci sia un vero creativo vivente che crei da solo.



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lifestyle

NIKE LAB ST 18

Ecco il nuovo punto di riferimento per la community dei creativi di Milano, segnate in agenda via Statuto 18 perché ci passerete molto spesso. Come sapete ha aperto il nuovo NikeLab ST18 ed è stato un opening in grande stile: uno spazio unico, un flash mob, la presentazione della collabo con Stone Island, tanta bella gente e molte sorprese.

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Simple Flair sarà Content Curator del NikeLab ST18



Il NikeLab ST18 racconta la filosofia Nike fatta di innovazione, servizi ed esperienze; un mood dal ridotto impatto ambientale con il lavori di Arthur Huang (founder di Miniwiz) per tutta la parte di exhibitions con alluminio riciclato e materiali nuovi nati dal riuso di parti di computer usati.

Pezzo forte è il basement dove troviamo il caveau della banca che precedentemente occupava lo spazio: da vedere. Al piano meno uno un altro focus è il coelux, sistema brevettato che simula il cielo, il sole e le ombre in maniera quasi magica.

L’anima del nuovo NikeLab ST18 è di certo la community di innovators. Partiamo da Martino Gamper che ha disegnato il totem centrale espositivo e tutte le 12 sedute, proseguendo con Ramona Tabita che ha curato lo styling dei modelli durante la presentazione del Windrunner NikeLab + Stone Island; Domenico Romeo per l’art direction; Corrado Calza per il catering fino a Francesco Chiamulera con la dj Mobile Girl che ha animato la serata

Ci siamo anche noi: per l’opening abbiamo curato contenuto e regia dell’evento ma soprattutto saremo i Content Curator dello spazio, quindi rimanete aggiornati perché animeremo il NikeLab con molte attività. Come vi dicevo prima segnate l’indirizzo in agenda: ci passerete molto spesso.


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