agenda / DESIGN / EXHIBITIONS

ORDINE, DISORDINE E CAOS

Un nuovo progetto curatoriale a sei mani, firmato da Simona e Riccardo di simple flair e dall’architetto Davide Fabio Colaci per The Box, in collaborazione con Arper.

Oggi è il giorno in cui è  arrivato il momento giusto per mettere nero su bianco quello che abbiamo costruito negli ultimi mesi insieme ad un team incredibile.

Ordine, Disordine e Caos, è questo il titolo del  progetto curatoriale che abbiamo immaginato a sei mani insieme all’architetto Davide Fabio Colaci con un obiettivo arduo quanto stimolante: interpretare la dimensione contemporanea del progetto attraverso tre temi, ognuno affidato ad un designer emergente, chiamato a tradurre il proprio tema in un progetto.

Tre temi, tre designer emergenti

I tre temi sono, appunto, Ordine, Disordine e Caos e ogni designer attraverso la propria sensibilità personale e progettuale ne diventerà portavoce: il risultato sarà un progetto tangibile e la sua realizzazione viene affidata a The Box, realtà milanese con la capacità di fondere al suo interno competenze diverse che includono il mondo del design, dell’architettura, dell’ingegneria.

Non basta, perché amiamo coinvolgere persone sempre nuove, lasciarci stimolare dall’apporto che ognuno, con il proprio bagaglio di esperienze, può portare ad un progetto e allora ogni designer durante la fase di elaborazione del progetto riceverà la visita di una serie di incursori, alcuni vicini al mondo del design altri apparentemente lontani, tutti da raccontare in occasione della presentazione del progetto e, ovviamente, sui social.

Passiamo alla pratica ed ecco il primo tema e il primo designer che lo interpreterà.

Il primo tema, Ordine, viene affidato a Philippe Tabet, designer industriale con un metodo di ricerca silenzioso e incisivo, affine al primo capitolo di questa trilogia. I suoi progetti parlano per lui, con l’atteggiamento tipico di chi al talento affianca ricerca e visione critica.

Curiosi di scoprire il progetto di Philippe Tabet? L’Ordine di Philippe sarà fisico e metaforico, tangibile e stimolante come un interrogativo contemporaneo verso i meccanismi classici delle produzioni di design.

Il progetto di Philippe Tabet verrà presentato il 13 settembre all’interno di The Box a Milano e la mostra rimarrà visitabile per le successive due settimane.

Ci vediamo da The Box per il primo di tre appuntamenti dedicati alla ricerca individuale e collettiva, alle condivisioni e, sopra ogni cosa, al design che ha la capacità di sintetizzare la complessità e l’eccezionalità della vita di tutti i giorni.

Illustrazioni: Alvvino

DESIGN / lifestyle

5 LIBRI, IL CONSIGLIO DI DAVIDE FABIO COLACI

Quanto è importante condividere? Questa volta non parlo di foto e web ma di un network fatto di pensieri e persone. Quanto è importante collaborare? Oggi più che mai, soprattutto se, come in questo caso, il valore aggiunto è quello dell’Architetto Davide Fabio Colaci.

Davide Fabio Colaci è Architetto ma anche professore di progettazione di architettura degli interni presso il Politecnico di Milano, sapevamo che i suoi consigli sui 5 libri ad alto tasso di design sarebbero stati preziosi e la lista che segue lo conferma.

 

 

La selezione di Davide Fabio Colaci

1/5
GIO’ PONTI
a cura di Ugo La Pietra
Rizzoli edizione
Milano, edizione aggiornata del 2009 ( prima edizione 1995 )

E’ un libro sulla grande opera del più grande progettista milanese di tutti i tempi: Gio’ Ponti. Maestro sempre poco considerato dalla grande cultura ufficiale del progetto, che in questo testo viene raccontato attraverso design, architettura, industria e artigianato da un altro grande outsider del design: Ugo La Pietra.
Per ogni volta che si ha bisogno di ossigeno.

2/5
THE  WORLD OF MADELON VRIESENDORP. Paintings / Postcards / Objects / Games.
a cura di Shumon Basar and Stephan Truby
AA Publication.
London, 2008.

I suoi detrattori ricordano Madelon Vriesendorp solo per i suoi dipinti che hanno dato forma e visione alla ricerca del marito Rem Koolhaas durante gli anni settanta. In realtà questo piccolo testo fatto di immagini, disegni, oggetti e cartoline racconta il tema della “collezione” e della “rappresentazione” come la forma d’arte più evoluta della nostra dimensione contemporanea. E‘ una pubblicazione creata in occasione della mostra ospitata dalla Architectural Association di Londra che ha tentato di descriverne il suo mondo potente e surreale.
Il libro chiude con “To invent you need a good imagination and a pile of junk”.  Concordo!

3/5
UNA GENERAZIONE ESAGERATA. Dai Radical italiani alla crisi della globalizzazione.
di Andrea Branzi
Baldini & Castoldi
Milano, 2014.

Un testo fondamentale scritto dal più radical di tutti i radical: Andrea Branzi, che racconta l’Italia attraverso il mondo del design e la sua capacità di gestire le contraddizioni. E’ la storia di una intera generazione che nel suo ruolo di minoranza ( politica e progettuale ), ha inciso sullo scenario culturale contemporaneo come nessuno mai. 

4/5
THE BAUHAUS. #itsalldesign.
a cura di Mateo Kries e Jolanthe Kugler
Vitra Design Museum
Weil am Rhein, 2015.

Una visione aperta e completa della prima vera e grande scuola di design che ha cambiato il modo di pensare il progetto. Intenzioni e fallimenti, prodotti e sperimentazioni raccontati per immagini e contaminazioni con i grandi maestri del design contemporaneo: da Enzo Mari a Konstantin Grcic. Una visione storica e critica che ha la forza di non mitizzare il Bauhaus.

5/5
KURAMATA SHIRO ETTORE SOTTSASS
a cura di Yasuko Seki
21_21 Design Sight
Tokyo, 2010.

Un libro delicato e profondo che nasce dall’incontro dei progettisti più poetici di due paesi così lontani come Giappone e Italia. Un racconto per immagini dei progetti che hanno visto queste due figure collaborare a distanza in modo indipendente, legati da una empatia che ha trasformato il loro mondi in due scenari osmotici e vitali. Oggetti, arredi e interni sono il testamento della più grande trasformazione formale e culturale del design dopo la modernità.
Lo consiglio a chiunque pensi che il design non possa cambiare il mondo. Può!

 

© 2010 - 2017 simple flair ™ - milano