INTERIORS / lifestyle

BARR COPENHAGEN, DOPO IL NOMA E CON SNØETTA

Caldo e accogliente come se dietro ogni scelta fatta ci fosse un gesto semplice, dettato dalla logica. E invece il progetto per Barr, il nuovo locale che a Copenhagen ha preso il posto del rinomato Noma, è firmato da Snøhetta e questo potrebbe bastare per capire che qui, di casuale, non c’è nulla.

L’ambiente invita a sedersi a scegliere tra i piatti ispirati alla cultura dei paesi affacciati sul Mare del Nord senza pensare molto: l’informalità è la chiave di lettura scelta per questo luogo di culto della cucina internazionale che alle spalle ha una storia troppo importante per passare inosservata. Per chi conosce bene la storia che al 93 di Strandgate a Copenhagen ha preceduto Barr la curiosità non può che essere alle stelle e, dopo mesi di battenti chiusi, le porte dell’ex Noma si aprono di nuovo ma al suo interno troviamo un locale totalmente nuovo, pronto a scrollarsi di dosso l’etichetta del suo predecessore.

L’informalità formale di Barr

Barr è in ogni sua parte frutto di un lavoro certosino, lo studio Snøhetta ha infatti progettato gli interni impiegando materiali grezzi, colori dalla chiara influenza nordica e lavorando sull’alternanza tra vecchio e nuovo: il pavimento in rovere si contrappone alle pareti in pietra e le storiche travi in legno a soffitto trovano un’interpretazione contemporanea negli elementi lignei introdotti con il nuovo progetto come l’imponente bancone in legno scolpito.

«Pensiamo di aver creato una sensazione di informalità formale», ha detto Peter Girgis, architetto d’interni senior dello studio Snøhetta. «Insieme allo chef Thorsten Schmidt abbiamo creato nuovi componenti, inclusi mobili e armadi personalizzati, che migliorano l’identità e la filosofia di Barr, fornendo allo stesso tempo una connessione con lo spazio originale di Noma».

Snøhetta non si è limitato a progettare gli interni per Barr ma si è occupato di tutta l’immagine coordinata, dal logo alla scelta degli elementi presenti sulla tavola, arrivando a definire il font Barr Gräbenbach.

Photo Credit:Line Klein

ARCHITECTURE / featured / TRAVEL

3 IDEE PER UN WEEKEND LUNGO

Ormai è chiaro: gli appassionati di design e architettura quando viaggiano non scelgono destinazioni casuali ma sono sempre alla ricerca di mete che siano anche una fonte d’ispirazione.

Los Angeles

Talmente grande che pensare di visitarla in pochi giorni sembra impossibile ma tra i nostri itinerari preferiti ci sono alcuni imperdibili come il Getty Museum  progettato da Richard Meier e il più recente The Broad, museo di arte contemporanea firmato da Diller Scofidio + Renfro.

Se non vi sembra abbastanza, a Los Angeles c’è una delle case più belle al mondo, quella dei coniugi Eames, un vero manifesto in grado di raccontare un pezzo di storia del design.

Viaggiare da Da Los Angeles a Copenhagen

Venezia

Non solo tra le città più romantiche del mondo, Venezia è la meta perfetta per chi vuole in pochi giorni collezionare esperienze diverse. Dal Negozio Olivetti alla Fondazione Querini Stampalia la firma di Carlo Scarpa è un filo conduttore da seguire per poi deviare il percorso verso T Fondaco Tedeschi, l’ex palazzo delle Poste trasformato in store di lusso dallo studio OMA di Rem Koolhass. In questi mesi l’occasione di visitare Venezia è ancora più quotata, sono i mesi della Biennale d’Arte!

Copenhagen

Meta per eccellenza scelta dagli amanti del design nordico è anche una città ricca di opere architettoniche progettate da nomi eccellenti come MVRDV, Jean Nouvel, Arne Jacobsen e Daniel Libeskind. Nel caso della città danese sono sicura che ad attirare l’attenzione sarà il design, quello di brand come Normann Copenhagen e Hay che qui sono nel proprio habitat naturale. Sarà difficile non tornare a casa con un souvenir di design!

Oltre a Copenhagen, Venezia e Los Angeles potete sempre scegliere Berlino o Londra e in quel caso non dovete far altro che scaricare le nostre guide!
Le trovate qui e qui

Photo Credit: The Broad, Simple Flair on Instagram.

ARCHITECTURE / EXHIBITIONS / FASHION / INTERIORS / TRAVEL

TAKE YOUR TIME AT THE KINFOLK GALLERY

Sfogliare le pagine di una rivista e poi entrare in uno spazio fisico, fatto di stanze, arredi e colori, con un progetto ottenuto dalla collaborazione tra il team Kinfolk e lo studio di progettazione Norm Architects è un esempio concreto di bilanciamento perfetto, di congiunzione tra due mondi.

Lo spazio Kinfolk a Copenhagen, dalla galleria agli uffici, è pensato per offrire ad amici e collaboratori un posto dove potersi incontrare, per condividere idee in uno spazio informale ma anche elegante ed accogliente.

Interiors for Slow Living

Lo spazio si articola attraverso tre zone: quella pubblica con la galleria, aperta con le sue ampie vetrate verso le strade della città danese; la seconda è quella operativa, destinata al lavoro in ufficio e collegata alla galleria; la terza è più separata e privata, disconnessa fisicamente e stilisticamente dal resto.

Galleria e ambiente di lavoro sono infatti luoghi spaziosi, collegati su un unico piano, mentre la zona privata ricorda maggiormente la Copenhagen più classica con stanze piccole e calde, cambiano tonalità e materiali segnando in modo netto il passaggio da un ambiente all’altro.

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Proprio come ci si aspetta sfogliando Kinfolk, gli interni sono minimali con un attento studio dei dettagli, qui la singola tonalità cromatica è selezionata con cura.

Tattilità e colori tipici delle facciate nel centro di Copenhagen vengono accostate alla visione della cultura unita all’estetica giapponese riassumibile con il termine Wabi-Sabi.

Per addolcire l’immagine dell’ufficio nella sua versione più tradizionale, la reception è progettata per essere simile ad una sala da pranzo e con la sua grande tavolata rappresenta l’ideale incarnato da Kinfolk: “interiors for Slow Living”.

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Questo spazio è la congiunzione tra due mondi, quello Kinfolk e quello di Norm Architects, ma anche la combinazione tra il minimalismo nordico e la cultura giapponese, tra modernismo e pezzi di design contemporaneo.

La semplicità con cui sembra essere stato pensato ad un primo impatto il progetto rivela una ricercatezza stilistica che solo da Kinfolk potevamo aspettarci: qui nulla è fatto per stravolgere e colpire, qui la normalità è eleganza, l’atmosfera è più importante delle tendenze.

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I MIGLIORI EVENTI DI DESIGN DEL 2016 E DOVE ANDARE NEL 2017

Fine anno, tempo di bilanci e classifiche, non solo per ricordare quello che è stato ma provare a immaginare quello che accadrà il prossimo anno. Oggi i fari sono puntati su eventi, fiere, design week e tutto il bagaglio di appuntamenti annuali che nel 2016 hanno animato un settore dove la ricerca passa sempre di più attraverso queste occasioni di incontro. Non solo una classifica dalla posizione numero dieci alla numero uno per indicare quello che ci è piaciuto di più, ma per ipotizzare quali saranno gli eventi imperdibili del prossimo anno.

Il design e i suoi appuntamenti 

10. DESIGN MIAMI. Decima posizione solo perché l’edizione 2016 non si è ancora svolta, ma dalle anticipazioni ci sarà molto da vedere e rimane l’appuntamento annuale più interessante per chi ama le gallerie di design con le loro collezioni esclusive. Non vediamo l’ora di scoprire la collezione di Cristina Celestino per Fendi.

9. MAISON&OBJET. Continua la sua espansione con nuove edizioni in giro per il mondo e rimane di grande interesse, anche solo perché con l’edizione di gennaio è tra i primi appuntamenti annuali dove scoprire cosa si vedrà durante tutto l’anno.

8. IMM COLOGNE. Se quello di Parigi è uno dei primi eventi dell’anno, quello di Colonia ha il primato assoluto e si propone proprio come anticipazione di quello che sarà presentato durante le design week successive.

7. ICFF. Siamo a New York City e l’edizione 2016 ha sicuramente segnato una sua importante crescita, più contenuti interessanti e maggiore partecipazione mediatica dal resto del mondo. Aspettiamo solo di vedere se quella del 2017 ne sarà la conferma.

6. NORTHMODERN. Mecca degli amanti del design nordico si pone come obiettivo quello di trasformare Copenhagen in uno dei punti di riferimento per brand di design e lifestyle.

5. MODERNISM WEEK. Non è una fiera, qui non si decide di andare per scoprire novità di settore, qui si partecipa per scoprire tesori del Modernismo generalmente chiusi al pubblico.

4. LONDON DESIGN FESTIVAL. Non è un mistero, Londra aspira ad assomigliare alla kermesse milanese dedicata al design, con un calendario fitto di eventi oltre che alla presentazione di prodotti. Non è nella top 3 ma la voglia di esserlo è chiara.

3. DUTCH DESIGN WEEK. Qui il contenuto è di ricerca, spesso legato alle scuole e ai giovani designer, ed è proprio questo fattore ad aumentare il ranking. Una visione chiara che dovrebbe diventare contagiosa.

2. BIENNALE VENEZIA. Ricca di contenuto, con un’atmosfera propria dell’architettura più che del design, quella di Aravena sarà per le prossime edizioni un termine di paragone difficile da superare. E’ in corso fino a Domenica e per aiutarvi ecco la nostra guida per non perderne il meglio.

1. MILAN DESIGN WEEK. Nonostante tutto e nonostante tutti Milano, se bisogna sceglierne una, rimane la capitale del design. E’ questo l’evento più atteso ma deve essere anche uno stimolo a fare sempre meglio, aggiornarsi e rinfrescarsi con nomi nuovi e un’immagine meno storica, più contemporanea. Orgoglio italiano, copiato in tutto il mondo, l’unica versione originale di questa design week è quella di Aprile da vivere a Milano. L’anno scorso vi abbiamo raccontato day by day il nostro programma, bisogna aspettare ancora qualche mese per scoprire cosa faremo per la prossima edizione.

ARCHITECTURE / INTERIORS

PETER’S HOUSE

Siamo nel porto di Islands Brygge, dove tra una barca dimenticata e i ferruginosi quartieri industriali, sorge la Peter’s House, una residenza privata con studio realizzata dallo Studio Thulstrup per il fotografo Peter Krasilnikoff.

Il segno dello Studio Thulstrup è emblematico e totalitario e, nonostante sia il loro primo progetto  completo per una residenza, interno ed esterno dialogano perfettamente e le strutture portanti si fondono con i dettagli come un ingranaggio perfetto e indissolubile. Peters-House_4

L’edificio originale, caratterizzato da ampi spazi, presentava poche aperture e una conseguente scarsa illuminazione. La soluzione, semplice quanto ingegnosa, è stata quella di inserire dall’alto un blocco trasparente portatore di luce dove tutti gli ambienti ruotano intorno ad esso.

Troviamo quindi la cucina dai più svariati rivestimenti, cemento grezzo per il pavimento, mattoni a vista per la parete retrostante e una combinazione di pannelli in acciaio annerito per il resto delle pareti. Giochi di superfici e colori forti anche per gli arredi: tende in velluto color melanzana per il piano terra e una scala in acciaio forato dal sapore industriale si contrappongono ai colori più tenui del piano superiore. Qui il pavimento in legno di rovere permane sia per la camera da letto che per lo studio, il tutto incorniciato da morbide tende e pareti bianche.

La stessa struttura trasparente funge da giardino d’inverno con essenze diverse come felci, muschi, anemoni selvatici e piante ad emulare un bosco scandinavo che raggiunge la terrazza all’ultimo piano. Questo spazio all’aperto ricco di fioriere e sedute presenta un pavimento in legno brasiliano Jatobà, lo stesso utilizzato per rivestimento della facciata di tutto l’edificio in strisce verticali sottili.

Credits: Peters Krasilnikoff, Studio Thulstrup.

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