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5 MOTIVI PER SCOPRIRE KOMOREBI

Komorebi è il progetto di Leslie Nooteboom, giovane laureando al Royal College of Art di Londra, una lampada con effetti inattesi quanto desiderati.

Quanti motivi ci sono per raccontare Komorebi, il progetto di Leslie Nooteboom? Diversi e tutti convincenti.

1• il designer è giovane e questo è il progetto sviluppato per la sua laurea anche se non sembra affatto il progetto di una laureando;
2• komorebi non ha nulla da invidiare alle lampade più vendute del momento, per concept e ricerca stilistica;
3 • l’estetica colpisce ancora prima di scoprire il concept;
4 • risolve un problema e lo fa in modo poetico, senza scadere nel solo funzionalismo;
5 • il risultato finale incanta, nel senso che lascia a bocca aperta e sembra ipnotico nel suo gioco di luci e ombre.

Una lampada per la luce naturale

Leslie Nooteboom, dopo aver cambiato più volte città, arriva alla conclusione che spesso si trova ad affrontare chi ha dovuto cercare casa almeno una volta: è davvero troppo difficile trovare una casa nelle grandi città che abbia tutto per essere definita tale e ad un costo accessibile.

Leslie Nooteboom più di ogni altra cosa avverte la mancanza di luce naturale in ambienti indoor e il suo progetto Komerebi riesce a portare questa luce dove non c’è, con un effetto finale da rimanere a bocca aperta. La luce che filtra tra gli alberi o attraverso le tende chiuse, anche quando non ci sono alberi e finestre, questo è quello che Komorebi riesce a fare. Vedere il video per credere.

Photo Credit: Renée Kemps

art / DESIGN / EXHIBITIONS / featured

PETRIFIED CARPETS

Petrified Carpets è un progetto di Studio Ossidiana e racconta una storia con protagonisti il calcestruzzo, i tappeti persiani, l’astrazione e la concretezza.

Una collezione di elementi architettonici in calcestruzzo ispirati al tappeto persiano e al giardino d’oriente, a partire da queste parole il progetto di Alessandra Covini e Tomas Dirrix diventa concreto.

Per realizzare Petrified Carpets sono state sperimentate diverse tecniche di lavorazione, colorazione e finitura, fino ad arrivare al risultato finale, quello presentato in occasione della Design Week con l’evento curato da Federica Sala e co-prodotto da 5VIE.

Gli elementi classici del tappeto persiano e del giardino d’oriente vengono tradotti in forme di calcestruzzo con diverse tonalità e strutture: in ogni oggetto Studio Ossidiana abbina pigmenti, pietre, sabbie e cemento in proporzioni diverse, richiamando le sfumature del giardino.

Petrified Carpets è sperimentale e poetico, permette di viaggiare nello spazio, da Rotterdam a Milano e fino in Oriente, attraverso una collezione dal carattere tattile ed espressivo, tutti elementi caratteristici dei progetti di Studio Ossidiana.

 

Photo Credit: Kyoungtae Kim.

ARCHITECTURE / INTERIORS

CASA CUEVA

Il fascino di questo progetto non è solo negli interni ma nel contesto, ruvido e rurale come le rocce ai piedi della Sierra Morena in Spagna.

Casa Cueva è un progetto di UMMOestudio ed è incastonato tra le rocce e le grotte che storicamente venivano utilizzate come riparo naturale e oggi vengono sfruttate per ricavare alloggi rurali di pregio.

L’architettura convive con la natura e le pareti in roccia delimitano un ambiente di grande ricchezza spaziale e materica, in dialogo con gli elementi scelti da UMMOestudio.

Architettura e natura

L’intervento progettuale prevede infatti dei volumi pieni e lineari, in netto contrasto visivo con l’ambiente, completati all’interno da materiali freddi come il marmo e il cemento e arredi scelti per essere in armonia con le superfici naturali.

La luce sottolinea le forme e esalta il contrasto tra le superficie lineari e le  rocce frammentate, irregolari nel loro essere naturali.

Photo Credit: UMMOestudio

ARCHITECTURE / video

Konieczny’s Ark

Una residenza nella campagna polacca, disegnata da chi quell’edificio lo abita, è l’esempio di architettura basata su uno studio attento della tecnica costruttiva, senza dimenticare il rapporto tra casa ed esterno.

Konieczny's-Ark_1

L’edificio è pensato come una cornice

Konieczny’s Ark è stato progettato dallo studio KWK Promes con un’idea ben precisa da perseguire: il valore aggiunto di quell’abitazione era chiaro fin dall’inizio e, al di là del progetto, sarebbe rimasto sempre legato al panorama circostante. Da qui l’idea di concepire il costruito come un punto privilegiato dal quale osservare la natura circostante, attraverso ampie vetrate utilizzate per incorniciare verde e colline.

Konieczny's-Ark_2

 

Non solo concept e idee teoriche, questo progetto in Polonia è anche un esempio di progettazione consapevole, basata sulla conoscenza del territorio e delle problematiche legate alle frequenti frane.

Se le acque piovane possono fluire senza problemi e il tetto a doppia falda garantisce le prestazioni ottimali in base al clima della zona, per lo studio delle forme l’ispirazione arriva dagli edifici tipicamente destinati ai fienili.

Come un arco che si erge al di sopra del verde e allo stesso tempo ne diventa parte, coinvolgendo in maniera biunivoca esterno ed interno nel rapporto tra persona e spazio.

 

 

ARCHITECTURE / EXHIBITIONS / INTERIORS / TRAVEL

Galería OMR, il brutalismo riqualificato

La Galería OMR cambia casa e si sposta in una nuova location, all’interno di un edificio brutalista conosciuto come Sala Margolin e precedentemente destinato alla vendita di dischi e libri.

La galleria d’arte contemporanea si inserisce in questo edificio esistente e il progetto degli architetti Arnaud & Werz prevede di conservare il più possibili lo stato originario delle cose, ad accezione di migliorie e piccoli aggiustamenti per gli interni.

L’edifico brutalista esistente convive con la nuova estensione

Lo spazio espositivo è generoso: il carattere originario dell’edificio è ben evidente, il soffitto a cassettoni e i sottili pilastri perimetrali in cemento raccontano la fusione tra la vita passata e quella presente di questo esempio di architettura brutalità a Città del Messico.

Completano lo spazio espositivo principale al piano terra un cortile di accesso, la reception, uno spazio di archiviazione e un giardino posteriore collegato al bar. Oltre a questi spazi è stata aggiunta un’estensione verticale che ospita gli ulteriori spazi necessari alla galleria che per evitare di stravolgere l’edificio esistente è stato scelto di inserire all’interno di una nuova porzione di spazio.

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lo spazio aggiunto è polifunzionale, vi si accede da una scala al lato della nuova facciata in acciaio e vetro, con funzioni accessorie e/o necessarie come gli uffici, la sala riunioni, la cucina e la terrazza.

Il progetto di Arnaud & Werz riesce a conservare l’esistente valorizzando la struttura originaria e dare giusto spazio ad ogni funzione della Galleria OMR, un’istituzione nel mondo dell’arte contemporanea che esprime la sua sensibilità progettuale attraverso la nuova sede.

Credits: Rory Gardiner

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