ARCHITECTURE

ARK NOVA

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Progettato per portare concerti ed eventi nelle zone del Giappone danneggiate dallo Tsunami del 2011, Ark Nova è il primo teatro gonfiabile del mondo.

Il nome fa eco all’Arca di Noé e il progetto di questa sala da concerti gonfiabile è il risultato di un lavoro a quattro mani, dell’architetto Arata Isozaki e dello scultore Anish Kapoor.

Ark Nova è trasportabile, completo di palco, impianto sonoro, posti a sedere per una platea da 500-700 posti e realizzato in un materiale elastico ideale per un montaggio veloce.

La struttura mobile, alta 18 metri e larga 35, è stata inaugurata a settembre in occasione della prima del Lucerna Festival a Matsushima, aprendo la sua stagione di concerti e workshop di livello mondiale, con un messaggio di speranza e leggerezza dopo la calamità naturale.

Un messaggio positivo veicolato attraverso l’architettura che si pone delle domande per risolvere nuove problematiche e superare dei limiti.

Come i castelli gonfiabili dove ogni bambino decide di costruire il proprio regno, così in Ark Nova c’è la poesia che solo la musica carica di valore riesce a trasportare.

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ARCHITECTURE

ARATA ISOZAKI A SALONICCO: CONCERT HALL

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Nell’antica capitale bizantina Salonicco sorge sulla riva del mare il progetto di Arata Isozaki per il Concert Hall della città.

Costituito da due edifici, M2 e M1, questo complesso si caratterizza per il forte contrasto tra i due: uno più tradizionale e bizantino mentre l’altro con un colpo cromatico decisamente diverso e volumi semplici e squadrati. Il primo e’ stato ultimato nel 2000 mentre il secondo ci racconta al meglio un dettaglio molto importante nel mondo dell’architettura: l’illuminotecnica.

Quest’ultimo infatti e’ dotato di un sistema d’illuminazione molto definito e particolare che lo caratterizza in modo deciso, realizzato con i prodotti Simes il progetto illuminotecnico permette il perfetto dialogo tra i due edifici e il paesaggio che li circonda. I vari sistemi d’illuminazione simulano da una parte il cielo stellato con luci a 360° mentre in altri punti enfatizzano il sistema prospettico dell’opera.

All’orizzonte il mare e i mille colori del tramonto che illuminano, anch’essi, i due edifici, nel loro contrasto sembrano completare in modo definitivo il sito rendendolo un tutt’uno con il paesaggio.

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