DESIGN

AROMA COLLECTION, BY JIA

Nella cultura cinese il profumo in ogni casa ha un valore essenziale, quanto un per noi il giusto arredo o interni accoglienti; per questo lo studio JIA ha pensato e progettato questo diffusore d’ambiente unico e davvero raffinato. I diffusori d’ambiente che conosciamo spesso non sono dei veri e propri pezzi d’arredo, in questo caso la filosofia del profumo si unisce al design per un connubio quasi etereo e perfetto.

Nella cultura cinese il profumo in ogni casa ha un valore essenziale

La collezione Aroma è ispirata ai racconti della letterature cinese, realizzato con una delicata sfera di vetro accostata ad altri materiali pregiati come l’ottone trova spazio on ogni posizione riuscendo a caratterizzare l’ambiente oltre che alla vista anche con il suo profumo.

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photo credit: Jia Inc.

ARCHITECTURE / INTERIORS

LONG MUSEUM WEST BUND

Non un luogo chiuso e disconnesso che segrega l’arte ma uno spazio aperto, coinvolgente, perfettamente integrato con l’ambiente circostante. Un organismo flessibile che invoglia il passaggio e che concretamente abbraccia lo svolgersi della vita al di fuori di esso.

Dal primo e dal secondo piano si originano passerelle che collegano le due metà della struttura e ponti si estendono dal museo per una passeggiata sopraelevata che corre lungo il fiume.

Situato sulla riva del fiume Huangpu a Shanghai, nel quartiere Xuhui, il Long Museum West Bund fa parte dell’opera di riqualificazione dell’intera aera e sorge con il preciso intento di divenire un catalizzatore civico e culturale.

Il progetto firmato dall’Atelier Deshaus trasforma un pontile per il trasporto del carbone costruito durante la metà degli anni Cinquanta del Novecento e già utilizzato come parcheggio a due piani, in un luogo primordiale ed indomito, dai tratti semplici ed immediati, eppure reale e perfettamente funzionale, in grado di mostrare al pubblico la sua intrinseca bellezza.

L‘ossatura originaria collabora con le nuove fattezze della struttura, dando vita ad un unicum in cui la continuità spaziale e quella temporale si fondono insieme. Il piano interrato del parcheggio si trasforma in uno spazio espositivo, una “scatola bianca” che attraverso una scala spiraliforme si collega alle “volte ad ombrello” che caratterizzano il pian terreno. Gli orientamenti volumetrici sono molteplici, si sovrappongono le dimensioni e le superfici mancano di definire nettamente gli spazi.

Un edificio letterale, aperto, in cui dalla fusione di leggerezza e pesantezza debolmente gli ambienti prendono forma. Allo spazio espositivo vero e proprio si alternano luoghi dedicati al pubblico: una corte, una sala concerti, una caffetteria, uno shop, una libreria ed un ristorante con vista sul fiume.

Attraverso preziosi manufatti antichi e le opere d’arte della Repubblica Popolare Cinese, fino ai dipinti, alle istallazioni, alle sculture contemporanee ed ai nuovi media situati nei piani superiori, il museo mostra il dispiegarsi della storia dell’arte offrendo ai visitatori una panoramica completa e globale della cultura coeva.

Pavimenti in legno e pareti bianche completano la struttura liscia, in cemento faccia a vista, pannelli in alluminio tenuemente perforati e superfici in vetro stemperano il fascino primitivo e materico dell’edificio, ancorando fortemente la sua essenza alla realtà.

credits: Su Shengliang e Xia Zhi

DESIGN

DESIGNING CHINA

L’estremo Oriente una volta vista come terra in ascesa e lontana da quello sviluppo occidentale, sta lentamente consolidando una leadership nel campo dell’architettura e del design. Il Fuorisalone 2015 a Milano, ha sancito come il design Made in China è sempre piu’ sinonimo di innovazione ed avanguardia.

All’interno dell’Università Statale di Milano, nello spazio del loggiato Ovest,  la mostra DESIGNING CHINA, curata da FRANK DONJINAG  in partnership con Guangdong Huasong Furniture Group, ha presentatp un’esposizione di lavori di sei architetti, designer cinesi con un idea di interior ribelle e ultramoderno.

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Tra queste spicca J-UNION disegnato da FRANK JIANG, architetto, designer e fondatore di J&A e in seguito ceo di JATO, società di design internazionale con lavori in tutto il mondo. Il concept nasce dal voler rinvigorire e stimolare la comunicazione tra le persone, il rimettere di nuovo le persone in una comunicazione face to face, lasciando la tecnologia che ci invade. Tre sedute in puro legno incontaminato e candido, forme morbide e sinuose riportano alle dune del deserto, uno scheletro ligneo modellato da nurbs irregolari rendono un senso di accoglienza e calore.

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