ARCHITECTURE / DESIGN / INTERIORS

CHI SONO LUISA, GILDA E ANDREA?

Come si sceglie il nome per un nuovo brand, un’azienda, un magazine o una band musicale? Le teorie ci sono e sono tante, dalla casualità allo studio affidato a creativi specializzati in naming, ognuno sceglie la propria strada.

La storia è però del tutto diversa quando il nome va dato ad un progetto che poi, chiedete ad un designer/architetto, è come un figlio.

Tra i nomi più riusciti di sempre c’è un lungo elenco di nomi propri usati per un progetto, come la poltrona Luisa di Albini o Gilda di Mollino, si entra nel mondo del ricordo, quello di un nome associato ad un viso o di un nome che lascia immaginare il mondo che circonda ogni persona, con abitudini e passioni.

Luisa per me è una zia colta, Gilda è un’amica estroversa. Come posso dimenticare un prodotto che ha il loro stesso nome?

Storie di persone e non solo di oggetti

Lo stesso discorso vale per il progetto di una casa, la dimensione domestica in quanto tale deve essere accogliente, calda, fatta di storie di persone e non solo di oggetti.

Per capire un esempio pratico: Duearchitetti progettano la Casa di Andrea.

Trovo geniale il nome dello studio duearchitetti che, all’inizio del loro percorso, erano semplicemente due architetti e che per la casa di Andrea non abbiano scelto una sigla o dei concetti astratti: già dal nome ci hanno portati nella vita di chi quella casa la vive ogni giorno.

Il nome di un progetto deve essere facile da ricordareempatico e meglio se corto ma il suggerimento è anche un altro: leggere Fantasia di Munari apre finestre creative infinite, applicabili ad un progetto o ad un nome, ed è il libro che ogni designer dovrebbe avere sul comodino.

naming_product_design_1Credits: Zanotta, Cassina, duearchitetti.

INTERIORS

CASA Z

Dopo Casa G  e sempre dello Studio Librizzi parliamo di Casa Z, conferma del metodo progettuale  di chi prima di appoggiare la matita sul foglio si pone delle domande, fa ricerca, approfondisce e verifica.

Casa Z è sistema complesso composto da arredi che, come se fossero delle spugne, assorbono le funzioni di armadi e porte, impianto elettrico e muri. Gli ambienti sono infatti suddivisi attraverso arredi che servono anche per dividere gli spazi e nascondere parti impiantistiche.

Il pavimento è realizzato in resina e grazie alla finitura opaca permette agli arredi di risaltare mentre a soffitto il sistema di ventilazione presente ed ingombrante viene mascherato dietro un controsoffitto in metallo microforato.

Gli arredi vanno oltre la loro funzione



Per completare lo spazio la cucina è stata realizzata il laminato bianco con linee nere a 45° e icone come le poltrone LC2 prodotte da Cassina e i disegni di Hugo Pratt ma il vero elemento che manca per descrivere questa abitazione nei pressi di Pavia è il mobile che divide la cucina dal soggiorno, un volume rivestito in acciaio che riflette e duplica lo spazio.

Il calore del legno, la superficie continua del pavimento min resina e i giochi di riflessi pensati per amplificare lo spazio sono tutti elementi distinti ma uniti ad un’idea di progetto chiara e ben leggibile.

LIBRIZZI_CASA_Z_2

Credits: Studio Librizzi

TRAVEL

B AS BRASIL

Sarà il susseguirsi di notizie nel corso degli ultimi mesi, saranno le Olimpiadi in corso ma a voler puntare il dito su su solo posto nel mappamondo questa volta scegliamo il Brasile e lo facciamo ripercorrendo le notizie attraverso le quali ne abbiamo parlato negli ultimi mesi.

M di Marx: è dedicata a Roberlo Burle Marx la mostra al Jewish Museum di New York fino al 18 settembre. Tra i paesaggisti più influenti del ventesimo secolo ha abbracciato il modernismo con forme astratte e sinuose, come un Picasso della natura. Roberto_Burle_Marx_1

N di Niemeyer: è suo il progetto per il Museo di Arte Contemporanea scelto da Nicolas Ghesquière, direttore creativo di Louis Vuitton, per l’ultima sfilata della Cruise 2017. L’ingresso scenografico con la rampa curvilinea è diventata la passerella ideale, con “curve libere e sensuali”. 

R di Rio: il tavolino progettato da Charlotte Perriand è una riedizione di Cassina per la collezione I Maestri. Tondo, con sezioni a spicchio e l’accostamento di diversi materiali dal rovere al marmo, deve il suo nome all’omonima città brasiliana. RIO_CASSINA_1

S di Studio SC: il progetto dello Studio MK27 è un misto di architettura giapponese e brasiliana, realizzato bilanciando pieni e vuoti per far incontrare esigenze funzionale e concettuali. STUDIO_SC_1

DESIGN

WINK

Wink è un emblema anni Ottanta, disegnata da Toshiyuki Kita, e rappresenta un modo di concepire lo spazio abitativo che solo dopo decenni sarebbe diventato comune. Stile informale, con humor e senso pratico, è tra gli oggetti che hanno permesso al design di fare curve inaspettate, per cambiare rotta o tornare sul sentiero rettilineo.

Posizione regolabile, struttura in acciaio, la possibilità di personalizzare tessuti e le celebri orecchie di Topolino sono solo alcuni degli aspetti che permettono a Wink di essere ancora un pezzo forte del catalogo Cassina fino alle ultime MutAzioni presentate in occasione di Imm Cologne 2016.

DESIGN

RIO

Rio, Il tavolino progettato da Charlotte Perriand nel 1962 per l’abitazione di Jacques Martin proprio nell’omonima città brasiliana, è una riedizione di Cassina della collezione I Maestri.

Tondo, con sei sezioni a spicchi con diverso raggio e bordo esterno, sono affiancate e costituiscono il piano d’appoggio con foro centrale. Gli spicchi sono disponibili in diverse finiture, dal rattan al marmo di Carrara, con bordo in rovere naturale o tinto nero, e gli stessi materiali si ritrovano nella base del tavolino oggi disponibile in due dimensioni.

Quello che oggi è un classico firmato Cassina è stato anche tra i protagonisti del progetto di Charlotte Perriald per l’Ambasciata del Giappone a Parigi, adattato e ampliato nelle sue dimensioni iniziali.RIO_CASSINA_5

credits: cassina.com

Page 1 of 3
1 2 3
© 2010 - 2017 simple flair ™ - milano