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FANTASTIC MOLLINO

Per la Design Week 2018 arriva FANTASTIC MOLLINO il progetto curato da simple flair per Woolrich.

Siamo pronti per un progetto che unisce ogni sfumatura di simple flair, il suo manifesto #allisdesign e la voglia di raccontare il design attraverso un punto di vista proprio.

Il momento è quello giusto per un progetto che racconta molto di noi, di simple flair:  il contesto e l’atmosfera sono ben noti, la design week di Milano, quanto un brand come Woolrich. Un brand con 188 anni di storia, distribuito in 45 paesi, con un ricco heritage americano e il design europeo contemporaneo, che con la sua identità storica, in un’ottica contemporanea ha scelto simple flair.

“Alla Milan Design Week 2018 Woolrich dà vita ad un progetto di contaminazione tra più generi – arte, design, fotografia e architettura – e sceglie i simple flair per raccontarlo. La natura eclettica del brand unita al manifesto #allisdesign del duo di Architetti e digital innovator diventano punto di partenza per il racconto di un percorso condiviso.

Protagonista e simbolo di questo percorso è Carlo Mollino.”

Non abbiamo scelto una figura semplice, di quelle che non hanno bisogno di troppe presentazioni: Mollino è fuori da ogni classifica, un enfant terrible dell’architettura italiana, irrequieto e anticonformista a tutti i costi. E’ stato tra i più geniali ed enigmatici esponenti dell’avanguardia, voce del filone di inventori solitari come Leonardo.

E’ stato: architetto, designer, fotografo, artigiano, aviatore, sciatore, pilota, stilista e viaggiatore.

Ha prodotto: edifici, mobili, scenografe, abiti, oggetti, accessori, fotografie, brevetti, strutture, carrozzerie, saggi.

Simbolo di questo percorso è Carlo Mollino.

La sua capacità di spaziare senza preoccuparsi dei generi, il suo essere fuori dagli schemi, e di aver scelto di tracciare un percorso proprio senza preoccuparsi di seguire schemi prestabiliti non poteva che farci innamorare di questa figura al punto da omaggiarlo con un progetto alla Design Week 2018.

Incontenibile da diventare di difficile comprensione, non ha aderito a nessun gruppo, non ha firmato alcun manifesto, e se oggi si racconta Carlo Mollino si deve, tra gli altri, a poche figure che hanno colto la sua genialità, tra cui Gio Ponti, Bruno Zevi e Kidder Smith.

 “Tutto è permesso, sempre salva la fantasia!”

C.M.

L’originalità di Mollino è dovuta alle sue passioni; da vivo ha avuto poca fortuna presso la critica, oggi si direbbe che per i suoi contemporanei era un outsider, ed è stato solo dopo la sua morte che è nato il caso Mollino.

Il racconto che Woolrich ha costruito insieme a simple flair è la somma di più componenti, un percorso sulla totalità di Carlo Mollino, attraverso alcune delle produzioni, tra foto e arredi, che oggi lo rendono una delle figure chiave del XX secolo.

Un omaggio ad un ribelle, Carlo Mollino.
Da seguire su questa pagina e qui: #FantasticMollino

  • PRIVATE PREVIEW, domenica 15 h 19

  • PARTY with DJ SET, mercoledì 18 h 19 (by invitation)

  • tutti i giorni dal 16 al 22 aprile

    Woolrich Store, corso Venezia 3 Milano.

Artwork: La Tigre 

DESIGN / mdw18

IL DESIGN STORICO alla MDW18

La Design Week non è solo il momento per scoprire nuove collezioni e nomi di designer emergenti, la cultura del progetto passa attraverso racconti fatti di storie altre.

Nonostante i preconcetti, la design week non gira solo intorno ad eventi e aperitivi, ci sono contenuti che vale la pena scoprire, se quest’anno insieme a Woolrich abbiamo scelto di rendere omaggio a Carlo Mollino è perché sentivamo la necessità di porpore un contenuto per chi arriva a Milano fatto di sostanza, difficile e alto.

E’ possibile raccontare il design storico con un linguaggio diverso? E’ possibile aprire al folto pubblico della design week contenuti di questo tipo?

Da non perdere:

Per chi alla design week cerca questo, consigliamo di non perdere alcune occasioni:

  • #FantasticMollino, Woolrich Store, corso Venezia 3, Milano.
  • Lina Bo Bardi, Nilufar Depot, viale Vincenzo Lancetti, 34, Milano;
  • 100×100 Achille, Fondazione Achille Castiglioni, Piazza Castello 27, Milano;
  • Villa Borsani: Casa Libera!, Via Umberto I, 148, Varedo;
  • Domus 90 – Gio Ponti, Fondazione Sozzumi, Corso Como 10, Milano.

 

Mollino, Bo Bardi, Castiglioni, Borsani, Gio Ponti: nomi per noi sinonimo di Italia, Design, orgoglio.

ARCHITECTURE / DESIGN / INTERIORS

CHI SONO LUISA, GILDA E ANDREA?

Come si sceglie il nome per un nuovo brand, un’azienda, un magazine o una band musicale? Le teorie ci sono e sono tante, dalla casualità allo studio affidato a creativi specializzati in naming, ognuno sceglie la propria strada.

La storia è però del tutto diversa quando il nome va dato ad un progetto che poi, chiedete ad un designer/architetto, è come un figlio.

Tra i nomi più riusciti di sempre c’è un lungo elenco di nomi propri usati per un progetto, come la poltrona Luisa di Albini o Gilda di Mollino, si entra nel mondo del ricordo, quello di un nome associato ad un viso o di un nome che lascia immaginare il mondo che circonda ogni persona, con abitudini e passioni.

Luisa per me è una zia colta, Gilda è un’amica estroversa. Come posso dimenticare un prodotto che ha il loro stesso nome?

Storie di persone e non solo di oggetti

Lo stesso discorso vale per il progetto di una casa, la dimensione domestica in quanto tale deve essere accogliente, calda, fatta di storie di persone e non solo di oggetti.

Per capire un esempio pratico: Duearchitetti progettano la Casa di Andrea.

Trovo geniale il nome dello studio duearchitetti che, all’inizio del loro percorso, erano semplicemente due architetti e che per la casa di Andrea non abbiano scelto una sigla o dei concetti astratti: già dal nome ci hanno portati nella vita di chi quella casa la vive ogni giorno.

Il nome di un progetto deve essere facile da ricordareempatico e meglio se corto ma il suggerimento è anche un altro: leggere Fantasia di Munari apre finestre creative infinite, applicabili ad un progetto o ad un nome, ed è il libro che ogni designer dovrebbe avere sul comodino.

naming_product_design_1Credits: Zanotta, Cassina, duearchitetti.

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DESIGN

RIEDIZIONI

Ci siamo chiesti più volte se e queale fosse il modo migliore per affrontare la spinosa questione del rapporto tra la storia del progetto e le più recenti proposte contemporanee, oggi guardiamo tutto da un punto di vista diverso, quello delle riedizioni.

Le riedizioni sono pezzi della storia del design che non hanno mai smesso di essere attuali, tornate in produzione ed alcuni non hanno mai smesso di essere dei best seller per le aziende.

Facciamo una carrellata di quali sono gli ultimi progetti tornati recentemente a far parte di cataloghi importanti e con firme altrettanto altisonanti:

RIEDIZIONI_DESIGN_3• 618 di Carlo Scarpa per Meritalia (1964);RIEDIZIONI_DESIGN_2

• tavolo D.552.2 di Gio Ponti per Molteni (1952);RIEDIZIONI_DESIGN_6

• tavolo E 1027 di Eileen Gray per ClassiCOn (1927);RIEDIZIONI_DESIGN_4

• Gilda di Carlo Mollino per Zanotta (1954);

RIEDIZIONI_DESIGN_5• Pollock Arm Chair di Charles Pollock per Knoll (1960).

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