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INTERVIEW | Stefano Ughetti

Continuano le interviste di FI.SH. | five sharing, durante la Design Week di Milano abbiamo avuto il piacere di conoscere ed intervistare da FULL il designer Stefano Ughetti, fondatore di CAMO.

Stefano Ughetti vive e lavora tra Biella e Milano, nel 2007 fonda CAMO, la propria linea di abbigliamento mentre prima ha collaborato con varie aziende produttrici di tessuti per l’arredamento e design. Nel 2009 vince il concorso ‘Lounge Fast’ organizzato da Who’s Next con la collezione ‘Waves’ e nel 2010 é stato selezionato per il progetto di Cittadellarte Fashion B.E.S.T.. Nel 2012 inaugura a Milano lo showroom PRIMO PIANO, e nel 2013 disegna la divisa della nazionale mongola per la cerimonia degli Olympic Games a Sochi 2014.

Ecco le nostre cinque domande:

1 – Camo non solo come nome ma anche come filosofia, ci racconti cosa c’e’ dietro?

Camo è l’abbreviazione di “camouflage” che significa mascherato, mimetizzato. Lo scopo non è vestire le persone, ma farle comunicare con ciò che indossano. CAMO ricrea un’uniforme contemporanea: utilizza materiali nati con scopi e attitudini ben specifici; attinge dal mondo delle divise e ne estrapola i suoi codici, stravolgendoli, dissimulandoli e rendendoli adatti al contesto attuale.

2 – ci ha colpito il tuo percorso poliedrico ma praticamente destinato a questa via, quanto è stata importante ogni esperienza? Rifaresti tutto?

Ovviamente si. Il mio percorso é stato abbastanza vario ma non casuale, ho sempre cercato di fare ed imparare cose che mi piacessero perciò dopo aver fatto un po’ di esperienza nella produzione di tessuti per arredamento ero spinto a conoscere il modo del marketing e così ho lavorato come agente nell’home design , durante quest’esperienza ho maturato la voglia di intraprendere una mia attività ed è così che dopo qualche anno ho aperto un concept store: Superstar … É stato allora che ho avuto la necessità di fondare anche una mia linea : CAMO. Ed eccomi qui. Ogni passaggio é stato collegato al successivo e tutti insieme formano la mia esperienza che mi ha consentito di perseguire il mio progetto.

3 – La forza di un idea e della qualità, sono le reali armi per affrontare il nuovo mercato del lavoro? O c’e’ altro?

Semplicemente credo che sia importante cogliere tutte le occasioni che ci possono far crescere. Per avere successo occorrono tre caratteristiche: la voglia di fare, il talento e la fortuna. Una sola di queste caratteristiche non basta, due possono permetterti di arrivare, con tre, invece, il successo è assicurato.

4 – Il primo impatto conoscendoci è stato di una persona incredibilmente solare e positiva, quanto conta lo spirito e il carattere nel team di lavoro e nel tuo mondo in particolare?

Moltissimo. Il lavoro di team in un piccolo gruppo come il nostro è fondamentale. Al pari di un equipaggio di una piccola barca è necessario saper bene qual’è la rotta e altrettanto saper affrontare tutte le intemperie in maniera unita e compatta.

5 – Per finire un nostro classico, l’intuizione che ti ha cambiato o dato tanto nel tuo percorso fino ad oggi?

Parlando di intuito in senso generico è quello che mi ha aiutato sino ad oggi a trovare sempre la soluzione migliore. Più di tutte nella scelta delle persone che lavorano con me. In senso stilistico, invece, è stato quello di percepire 6-7 anni fa la voglia di vestire in maniera casual classic al pari delle vestibilità streetwear. Da li è nata l’idea del pantalone con il cavallo basso realizzato con tessuti più eleganti.

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