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50 MANGA CHAIRS: INTERVIEW WITH OKI SATO

I progetti di Oki Sato dello studio Nendo non deludono mai perché sanno coniugare le linee pulite di un design minimale con il fascino irresistibile di un’inventiva fuori dal comune. E 50 Manga Chairs non fa eccezione.

L’istallazione – ospitata all’interno degli incantevoli Chiostri di San Simpliciano – conferma ancora una volta come egli sia da considerare come uno dei più prolifici e talentuosi designer contemporanei.

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Le 50 sedie, esposte su una piattaforma bianca in una simmetria perfetta, sono state elaborate a partire dalla struttura e dal concept dei fumetti manga, un mezzo di espressione bidimensionale profondamente radicato nella cultura giapponese con un alto grado di astrazione.

Lo studio Nendo ha voluto riprodurre il carattere simbolico e il senso di storia caratteristico dei manga incorporandone gli elementi grafici tipici della struttura delle sedie: la nuvola di un fumetto, il sudore, le lacrime o anche il movimento emulato dall’utilizzo delle linee.

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«In realtà l’attività di progettazione è durata poco meno di due settimane. In effetti, avevo progettato più di 80 sedie ma quando poi abbiamo cominciato a lavorare più sui dettagli siamo arrivati a crearne solo 50» sostiene Oki Sato.

«È stato il processo di realizzazione il momento più difficile: ci è voluto un anno e mezzo per terminare tutto. Specialmente la lucidatura dell’acciaio, fatta completamente a mano, ha richiesto molto tempo e sforzi»

Il risultato è però valso lo sforzo. L’espressività delle singole sedie è massimizzata e il gioco di riflessi del cielo e delle finiture del chiostro incanta e stupisce.

«La scelta dell’acciaio è stata molto ponderata. Volevo dare una sensazione di estrema leggerezza – non esiste la gravità nel mondo dei manga – e non volevo materiali dal forte carattere come per esempio il legno, perché sono materiali che credo davvero che parlino da soli».

«La verità è che uno dei principali materiali che ho utilizzato è stato lo spazio, per questo ho deciso di rendere le superfici delle sedie perfettamente riflettenti»

Anche la scelta di esporre l’istallazione all’interno di uno dei luoghi storici più affascinanti di Brera è stata tutt’altro che casuale.

«Ho cominciato a interessarmi a questo spazio circa tre anni fa. Mi piace molto il bilanciamento e l’aspetto della sua struttura, ma soprattutto il fatto che il chiostro interno sia vuoto e senza alberi. Ricorda molto le ambientazioni dei manga» afferma il designer.

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«Era da tanto tempo che volevo fare un’esposizione all’interno dei Chiostri e penso che questo progetto si combini bene all’ambiente. Vede, tutto sta nel contrasto fra vecchio e nuovo, tra il chiaro e lo scuro, tra il cielo e il chiostro che le sedie riflettono. Quello che ho cercato di fare è stato di utilizzare tutto ciò che ci circonda per renderlo parte del progetto».

credits: SimpleFlair.it, Takumi Ota

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PREVIEW BRERA, DESIGN WEEK 2016

Siamo alla settima edizione del Brera Design District e il distretto milanese, fulcro di attività commerciali, si estende fino a Porta Nuova-Gae Aulenti scegliendo come ogni anno ambasciatori d’eccezione che quest’anno rispondono ai nomi di Chiara Luzzana, Matteo Thun e Dimore Studio.

Il format è chiaro e comprende: un tema, un premio ed una serie di appuntamenti, eventi ed incontri.

Il Tema per l’edizione 2016 è “Progettare per Ascoltare”, nato dall’idea che il rigore nella composizione musicale e nel design thinking siano molto affini;

Il premio “Lezioni di Design” è stato attribuito a Giorgia Lupi, eccellenza italiana di base a New York e fondatrice di Accurat;

una serie molto corposa di iniziative e in attesa del nostro clandario di eventi selezionati da Simple Flair day by day vi anticipiamo quali saranno gli attori che animeranno il Brera Design District:

– tra i brand internazionali per gli event ci sarannoi Vitra, Bulthaup, Hay, Marimekko e la University of art and design di Losanna;

– a firmare alcuni dei progetti più interessanti Aldo Cibic per Slow Wood, Daniel Libeskind per Loloey, Giulio Iacchetti per Internoitaliano, Matteo Thun e Antonio Rodriguez per Fantini, Max Lamb e Philippe Maulin da Hem, Nendo per Cappellini, Patricia Urquiola e Studio Pepe per cc-tapis.

Brera si arricchisce anche di nuovi spazi come il club dedicato al design, il CLUBHOUSE BRERA, dove operatori del settore, designer e opinion maker posso incontrarsi e fare network. In sostanza è un luogo di lavoro innovativo, un membership club realizzato d Copernico Where Things Happen, con l’intento di dare vita ad un nuovo punto di riferimento per la città e il settore design.

Tra via Palermo 1 e via Solferino 11 si aprono le porte del Brera Design Apartment, uno spazio intimo in grado di ospitare eventi ed incontri, inarticolate durante la Design Week si trasforma in redazione ospitando il rilancio di HOME! e il format Brera Speakers Series, il tutto sotto le luci poetiche di Davide Groppi.

Questa è solo un’introduzione, ricca al punto da lasciare confusi, con nomi risonanti ed aziende da ogni parte del mondo per dare forma ad un distretto cittadino da tenere sicuramente tra gli imperdibili di questa edizione della design week.

Da iniziare a segnare in agenda la notte bianca del quartiere, la Brera Design Night venerdì 15 Aprile con aperture prolungate degli show-room ed eventi speciali.brera_3

Le illustrazioni sono di Giorgio Mozzorecchia.

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