ARCHITECTURE / INTERIORS / video

STUDIO SC

Il progetto per lo Studio SC fatto dallo StudioMK27 è quello che potremmo definire amore a prima vista. Un progetto che unisce i principi dell’architettura giapponese e brasiliana in uno spazio destinato ad uno studio fotografico specializzato in produzione di immagini di cibo.

Lo Studio SC è un bilanciamento di pieni e vuoti, di rigore e calore, con l’intento di riuscire a far incontrare esigenze funzionali e di concept.

Il progetto è il risultato di un concorso interno allo StudioMK27: il team di architetti è stato diviso in tre gruppi e ognuno ha prodotto un’ipotesi progettuale per lo Studio SC. Il risultato finale è stata una sintesi delle diverse ipotesi, in pratica un progetto nuovo diverso dalle idee iniziali ma con alcune caratteristiche di ognuna di esse.

Il progetto definitivo è costituito da una zona centrale lasciata quasi del tutto vuota, collegata al giardino esterno attraverso una grande apertura ed attraversato da una passerella in cemento sospesa dal soffitto che collega due volumi in legno. La prima delle due scatole in legno, quella più vicina al parcheggio, ospita la reception e una sala per la preparazione delle immagini; all’interno   del secondo volume il magazzino e la cucina tecnica per la preparazione del cibo da fotografare si affiancano ad un’ulteriore sala di lavorazione per le foto.

Spazi ampi e cenni storici che mettono in contatto culture progettuali differenti, dal Giappone al Brasile, sono alcuni degli elementi che fanno del progetto un esempio di architettura di pregio.

Textures and Ants_studiomk27 from studio mk27 on Vimeo.

Credits: Fernando Guerra

ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL / video

LIVRARIA CULTURA

Dimenticate gli spazi frazionati, la luce soffusa che si staglia tra le alte corsie e l’austerità del silenzio. I libri? Quelli si, tanti, tutti da leggere in uno spazio che più che negozio sembra la piazza di una grande città dove la cultura fa da padrona e dove tutti parlano, si confrontano e leggono la notizia fresca del giorno. livraria_cultura_san_paolo_2

L’architetto Marcio Kogan dello Studio MK27 ha pensato questa libreria con un contesto nuovo concepito come un luogo per incontrarsi e per rimanere.livraria_cultura_san_paolo_4

Questa è la Livraria Cultura situata all’interno del centro commerciale Iguatemi a São Paulo che, con 65 anni di storia, è un riferimento nel mercato brasiliano con 17 negozi distribuiti in tutto il Brasile e un catalogo di oltre 5,8 milioni di titoli, tra libri, ebook, audiolibri, CD, DVD, giochi, riviste e prodotti esclusivi. livraria_cultura_san_paolo_6

Per l’ingresso il progetto individua uno spazio contenuto dedicato ai prodotti audiovisivi e ad una caffetteria, mentre per il piano superiore, concepito come un ampio open space troviamo la sala lettura e l’immensa quinta prospettica della scalinata. Quest’ultima, larga 21 metri, offre uno spazio di sosta distribuito verticalmente che, come un filtro, giunge al grande piano soppalcato. I parapetti in vetro non interrompono il minimalismo delle forme caratterizzate esclusivamente dalle superfici in legno con incastri perfetti e dai profondi tagli di luce del soffitto.livraria_cultura_san_paolo_3

La configurazione della pianta risulta come uno spazio circondato da libri che permette una libera circolazione al suo interno, dove si può partecipare all’azione-lettura o semplicemente osservare da spettatore. Proprio come un teatro della cultura questa libreria condivide con i propri visitatori un luogo di aggregazione, di lettura e riposo.

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livraria_cultura_san_paolo_7credits: fernando guerra

ARCHITECTURE / INTERIORS

CUBO HOUSE

Isay Weinfeld, uno degli architetti attualmente più influenti del Brasile, rende omaggio alla collezione d’arte di due clienti decisi a rimanere anonimi con un progetto concreto dissolto in dettagli trasformati in opere d’arte.

La Casa Cubo è prima di tutto un’abitazione ma a questa funzione se ne innestano altre. Al suo interno ospita una galleria d’arte privata dedicata alle presentazioni organizzate dai proprietari, protagonisti di uno scenario domestico dove in un edificio di impronta minimalista alla vita quotidiana mescolano una collezione d’arte imponente.

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Tra le opere di Antony Gormley, Marina Abramovic e Tony Cragg la Casa Cubo è anche scenario e palcoscenico per una rappresentazione raffinata di uno spaccato della storia del design con arredi di Lina Bo Bardi, Gio Ponti ed Alvar Aalto.

La Casa Cubo è un’abitazione ma a questa funzione se ne innestano altre.

L’edificio, immerso nel verde in una delle zone più prestigiosi San Paolo, si apre verso l’esterno con tagli prospettici incorniciati come fossero parte delle opere esposte e stupisce con il continuo alternarsi di altezze diverse.

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Il bianco diffuso sembra trasformarsi nella tela ideale da contrapporre come sfondo alla collezione d’arte e a terra al bianco ottico lucido si alternano il cemento grezzo e il tessuto giallo limone, come isole di uno stesso arcipelago.

Non meno scenografiche della collezione dei proprietari sono le due scale flottanti: la prima in acciaio collega il piano terra espositivo alla biblioteca e la seconda, una spirale in legno, arriva all’ultimo piano nelle aree private con soggiorno e camere da letto.

La Casa Cubo coniuga troppi fattori per passare inosservata: una collezione di opere degna di un museo e l’architettura bilanciata tra coup de théâtre come le altezze maestose e le scale sospese.

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credits: Fernando Guerra

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